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Lino

Il lino è una fibra composita ricavata dal libro del Linum usitatissimum (lino) composta per circa il 70% da cellulosa. Come tutte le fibre liberiane, il lino ha una lunghezza media delle fibre elementari che varia dai 20 ai 30 mm; la sua finezza si aggira dai 20 ai 30 micron; la fibra presenta una sezione poligonale. Il numero di fibre presenti nella corteccia di una singola pianta può variare da 20 a 50.
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CONSIGLI DAL MEDIOEVO: IL RAPISTRO - “Il rapistro fa parte del genere del rafano. Il suo seme dato con il vino si ritiene utile contro il veleno. Bevuto come tisana, lo stesso succo giova per sanare i disturbi delle corde vocali". Dal codice “Historia Plantarum”, fine XIV secolo.

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CONSIGLI DAL MEDIOEVO: I SEMI DI LINO - “Il seme di lino, con miele e pepe, stimola la pulsione venerea se preso in buona quantità. Il suo succo cura il dolore dell’intestino e lo spasmo dei luoghi segreti”. Dal codice “Historia Plantarum”, fine XIV secolo.

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CONSIGLI DAL MEDIOEVO: IL FARRO - “Il farro è un genere di spelta o di frumento. Il suo succo spremuto con l’acqua di decozione e con il latte di mandorle, giova ai febbricitanti acuti e libera lo stomaco dagli umori viscosi”. Dal codice “Historia Plantarum”, fine XIV secolo.

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CONSIGLI DAL MEDIOEVO: LE CILIEGIE - “Le ciliegie hanno la virtù di confortare, di generare buon sangue, giovano pure contro il dolore del fegato e l’itterizia, sciolgono il ventre, provocano l’urina, calmano la sete, conferiscono il colore buono”. Dal codice “Historia Plantarum”, fine XIV secolo.

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