Collana Indaco - Poesia

Pubblicazioni TraccePerLaMeta Edizioni. Collana Indaco di Poesia.
29 Pin47 Follower
Un monologo allo specchio, una rivelazione alle ombre; esce “Sono solo ricordi… ma li amo” di Andrea Berti

Un monologo allo specchio, una rivelazione alle ombre; esce “Sono solo ricordi… ma li amo” di Andrea Berti

Versi d’amore delicati e forti; appassionati e lievi; romantici e carnali: esce “a OCCHI chiusi, a CUORE aperto” di Teocleziano Degli Ugonotti

Versi d’amore delicati e forti; appassionati e lievi; romantici e carnali: esce “a OCCHI chiusi, a CUORE aperto” di Teocleziano Degli Ugonotti

Una raccolta di liriche variegate che spaziano dall’incondizionato fascino verso il mondo classico ad un nuovo e interessante formalismo dove è l’oculatezza sintattica a governare. Sfogliando Anima di Poesia, che si compone di varie poesie di chiaro intento civile, motivate o ispirate da qualche fatto o condizione che riguarda l’uomo in quanto parte del gruppo sociale, il lettore si troverà rispecchiato in molte delle ansie del poeta, che sono quelle della nostra epoca.

Una raccolta di liriche variegate che spaziano dall’incondizionato fascino verso il mondo classico ad un nuovo e interessante formalismo dove è l’oculatezza sintattica a governare. Sfogliando Anima di Poesia, che si compone di varie poesie di chiaro intento civile, motivate o ispirate da qualche fatto o condizione che riguarda l’uomo in quanto parte del gruppo sociale, il lettore si troverà rispecchiato in molte delle ansie del poeta, che sono quelle della nostra epoca.

l filo rosso che lega le varie poesie della raccolta è quello dell’amore, vissuto sia in termini fisici (continui i riferimenti all’amplesso), sia come reminiscenza che come elemento di idealizzazione. Non è un caso che la stessa poetessa abbia diviso i componimenti in tre sezioni che vanno sotto le definizioni di: 1. Amore che vai, 2. Eros, 3. Amore che vieni.

l filo rosso che lega le varie poesie della raccolta è quello dell’amore, vissuto sia in termini fisici (continui i riferimenti all’amplesso), sia come reminiscenza che come elemento di idealizzazione. Non è un caso che la stessa poetessa abbia diviso i componimenti in tre sezioni che vanno sotto le definizioni di: 1. Amore che vai, 2. Eros, 3. Amore che vieni.

Questo libro è la summa di pensieri e ricordi dolorosi che, se anche si vive la consapevolezza che sono legati a un passato ormai lontano cronologicamente e psicologicamente, sono impossibili da annullare, da metterci una pietra sopra e far finta che non siano accaduti, perché la traccia che hanno lasciato nella sensibilità della donna è indelebile.

Questo libro è la summa di pensieri e ricordi dolorosi che, se anche si vive la consapevolezza che sono legati a un passato ormai lontano cronologicamente e psicologicamente, sono impossibili da annullare, da metterci una pietra sopra e far finta che non siano accaduti, perché la traccia che hanno lasciato nella sensibilità della donna è indelebile.

Una silloge, questa nuova di Sandra Carresi, vivace, intensa, di proteiforme valenza, dove ogni emozione trova corpo in versi duttili e generosi, ora brevi, secchi, ora ampi, aperti; disposti e disponibili a seguire l’ondulazione delle intime vicende.

Una silloge, questa nuova di Sandra Carresi, vivace, intensa, di proteiforme valenza, dove ogni emozione trova corpo in versi duttili e generosi, ora brevi, secchi, ora ampi, aperti; disposti e disponibili a seguire l’ondulazione delle intime vicende.

Attraverso un linguaggio ricco di espressioni metaforiche che arricchiscono i versi, [Domenico Alagi] porta a specchiarci e a rifletterci nei suoi stessi giorni, nelle sue stesse sensazioni dove l’incanto e il disagio s’intersecano, dove la lacrima e il sorriso s’incontrano; dualismi ch’egli stesso  nota e  sottolinea perché la coscienza dell’uomo coerente, osserva, scruta e comprende evidenziandone i vari tratti, positivi o ostili.

Attraverso un linguaggio ricco di espressioni metaforiche che arricchiscono i versi, [Domenico Alagi] porta a specchiarci e a rifletterci nei suoi stessi giorni, nelle sue stesse sensazioni dove l’incanto e il disagio s’intersecano, dove la lacrima e il sorriso s’incontrano; dualismi ch’egli stesso nota e sottolinea perché la coscienza dell’uomo coerente, osserva, scruta e comprende evidenziandone i vari tratti, positivi o ostili.

L’ombrellone giallo è un’opera antologica delle ultime produzioni della scrittrice e, infatti, contiene sia poesie che racconti brevi, tra i quali va citato “La storia di Edom” con l’appendice sul desiderio della donna di avere dei figli e il sequel nel quale, invece, la protagonista, dopo una concentrica riflessione sull’esistenza e sull’importanza della religione, giunge a verità che, con più convinzione, animeranno e detteranno il prosieguo della sua vita nel Mondo.

L’ombrellone giallo è un’opera antologica delle ultime produzioni della scrittrice e, infatti, contiene sia poesie che racconti brevi, tra i quali va citato “La storia di Edom” con l’appendice sul desiderio della donna di avere dei figli e il sequel nel quale, invece, la protagonista, dopo una concentrica riflessione sull’esistenza e sull’importanza della religione, giunge a verità che, con più convinzione, animeranno e detteranno il prosieguo della sua vita nel Mondo.

Suoni vibranti, e al contempo pacati, nelle strofe dell’autore, che “obbligano” a rallentare il ritmo di lettura, proiettando visioni morbide, evocando note bianche e nere, fra pause significanti e volutamente suggerite. Un’armonia dolce ed evanescente, ma comunque incisiva, lucida e d’efficace effetto nella rappresentazione/percezione del reale, dell’interiorità e del sogno.

Suoni vibranti, e al contempo pacati, nelle strofe dell’autore, che “obbligano” a rallentare il ritmo di lettura, proiettando visioni morbide, evocando note bianche e nere, fra pause significanti e volutamente suggerite. Un’armonia dolce ed evanescente, ma comunque incisiva, lucida e d’efficace effetto nella rappresentazione/percezione del reale, dell’interiorità e del sogno.

“Sono nato in cascina, vivo in campagna” sono le parole di una semplicità disarmante che danno titolo a questa raccolta di poesie e tracciano il profilo di un’esistenza, quella di Luigi Marini, fecondo poeta pievese che racconta di sé attraverso la descrizione di affetti, di luoghi e di situazioni che vanno purtroppo scemando nella memoria collettiva.

“Sono nato in cascina, vivo in campagna” sono le parole di una semplicità disarmante che danno titolo a questa raccolta di poesie e tracciano il profilo di un’esistenza, quella di Luigi Marini, fecondo poeta pievese che racconta di sé attraverso la descrizione di affetti, di luoghi e di situazioni che vanno purtroppo scemando nella memoria collettiva.

Pinterest • il catalogo mondiale delle idee
Cerca