La linea di #Leucò. L’ha tracciata bene Paolo Costa: una rilettura social della simbologia del mito può contribuire ad allargare il campo semantico della conversazione. Cosa possiamo aspettarci dalla riscrittura su Twitter dei Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese? Oltre la politica, un Paese in crisi ha bisogno di riflettere sulla propria cultura. Da tempo, Pierluigi Vaccaneo ed io discutiamo del valore inclusivo della comunicazione culturale: per questo abbiamo iscritto #LunaFalò a Che Fare.

La linea di #Leucò. L’ha tracciata bene Paolo Costa: una rilettura social della simbologia del mito può contribuire ad allargare il campo semantico della conversazione. Cosa possiamo aspettarci dalla riscrittura su Twitter dei Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese? Oltre la politica, un Paese in crisi ha bisogno di riflettere sulla propria cultura. Da tempo, Pierluigi Vaccaneo ed io discutiamo del valore inclusivo della comunicazione culturale: per questo abbiamo iscritto #LunaFalò a Che Fare.

Quando parliamo di Twitter e letteratura, è utile distinguere fra scritture e riscritture. Per scritture intendiamo i casi in cui l’obiettivo è scrivere nuove storie, produrre dal nulla narrazioni su Twitter. Per riscritture, invece, ci riferiamo ai casi in cui Twitter è usato per rimettere nel circuito della cultura di massa i modelli della cultura alta.

Quando parliamo di Twitter e letteratura, è utile distinguere fra scritture e riscritture. Per scritture intendiamo i casi in cui l’obiettivo è scrivere nuove storie, produrre dal nulla narrazioni su Twitter. Per riscritture, invece, ci riferiamo ai casi in cui Twitter è usato per rimettere nel circuito della cultura di massa i modelli della cultura alta.

Sono rimasti sul comodino. I conti in sospeso. Per tirare una riga ho bisogno di prendere in prestito altre lenti. Leggere i numeri scavando tra le pagine di Pasolini e Calvino. Sfiorare la polvere che copre Pavese e Fenoglio. Chiedere a Cassola e Pratolini cosa sia la bellezza. Interrogare Silone e Vittorini, inseguire Arpino e Volponi. I piedi sprofondano nel Novecento. Da lì soltanto posso alzare lo sguardo: capire qualcosa dell’Italia, uccidere la compassione succhiando rari barlumi.

Sono rimasti sul comodino. I conti in sospeso. Per tirare una riga ho bisogno di prendere in prestito altre lenti. Leggere i numeri scavando tra le pagine di Pasolini e Calvino. Sfiorare la polvere che copre Pavese e Fenoglio. Chiedere a Cassola e Pratolini cosa sia la bellezza. Interrogare Silone e Vittorini, inseguire Arpino e Volponi. I piedi sprofondano nel Novecento. Da lì soltanto posso alzare lo sguardo: capire qualcosa dell’Italia, uccidere la compassione succhiando rari barlumi.

Information overload e bisogno di ascesi. Secondo Paolo Costa, la velocità è un’opportunità da costruire: se la tecnologia ha reso il tempo scarso, infatti, è altrettanto vero che l’esperienza del tempo non coincide con la sua rappresentazione lineare. Il tempo della vita vale assai più del tempo oggettivo. La letteratura, dunque, può trionfare sull’orologio. Con agio e distacco (Calvino). Sarà eritico, ma penso che il trionfo della bicicletta abbia a che fare con questo.

Italian fantasist Italo Calvino offers 14 Reasons We Should Read the Classics

Il software umano esiste. Dissolve ogni battaglia di retroguardia. Costringe i superbi a scendere nell’umiltà dei commenti. Impone lo scrivere breve, perché l’argomentazione è tornata ad essere dialogo e oralità. E’ il web, bellezza: chi non si adegua muore. A capirlo per primi sono stati coloro che si sono sporcati le mani sotto gli schermi. A non averlo compreso, invece, paiono coloro che ora dovrebbero osare. Gli editori sfuggono al proprio destino: costruire nuovi spazi di…

Il software umano esiste. Dissolve ogni battaglia di retroguardia. Costringe i superbi a scendere nell’umiltà dei commenti. Impone lo scrivere breve, perché l’argomentazione è tornata ad essere dialogo e oralità. E’ il web, bellezza: chi non si adegua muore. A capirlo per primi sono stati coloro che si sono sporcati le mani sotto gli schermi. A non averlo compreso, invece, paiono coloro che ora dovrebbero osare. Gli editori sfuggono al proprio destino: costruire nuovi spazi di…

Nelle parole di Cesare Pavese, il concetto è più chiaro che in quelle di Charles Bukowski: “Esser qualcuno è un’altra cosa. Ci vuole fortuna, coraggio, volontà. Soprattutto coraggio di starsene soli come se gli altri non ci fossero e pensare soltanto alla cosa che hai. Non spaventarsi se la gente se ne infischia. Bisogna aspettare degli anni, bisogna morire. Poi, dopo morto, se hai fortuna, diventi qualcuno.” Dopo averle rilette in Lajolo, penso che il contrappeso del Vizio assurdo fosse…

Roll the dice (Bono reads a Charles Bukowski poem)

Le parole più belle si nascondono nelle mani callose di un artigiano della parola: “Io sono del non apparire, il mio fabbro chiude l’officina e resta dentro casa. Ma poi esce per andare a votare”. Credo che tutti dovrebbero cercare nell’umiltà di Marcello Fois il senso di ciò che fanno. L’idea che soltanto i lettori possano salvare il Paese dalla barbarie, e che leggere sia infinitamente più importante di scrivere. “Mia zia, dicevi tinello, e lei si illuminava. La televisione ci ha fatti…

Le parole più belle si nascondono nelle mani callose di un artigiano della parola: “Io sono del non apparire, il mio fabbro chiude l’officina e resta dentro casa. Ma poi esce per andare a votare”. Credo che tutti dovrebbero cercare nell’umiltà di Marcello Fois il senso di ciò che fanno. L’idea che soltanto i lettori possano salvare il Paese dalla barbarie, e che leggere sia infinitamente più importante di scrivere. “Mia zia, dicevi tinello, e lei si illuminava. La televisione ci ha fatti…

Dalle mappe di Google alle foto di Instagram. Che la vittima sia Twitter o Apple non conta. Quel che è certo, è che il paradigma delle APP comincia a mostrare i suoi limiti. I giardini murati crescono. Le interfacce con cui interagiamo si sono ridotte a una dozzina. E ora tagliano i ponti fra le une e altre: l’oligopolio aspira a farsi monopolio. Il world wide web è finito? Le speranze si accumulano attorno all’HTML5, che integra al suo interno la logica delle APP ma conserva l’apertura del…

Dalle mappe di Google alle foto di Instagram. Che la vittima sia Twitter o Apple non conta. Quel che è certo, è che il paradigma delle APP comincia a mostrare i suoi limiti. I giardini murati crescono. Le interfacce con cui interagiamo si sono ridotte a una dozzina. E ora tagliano i ponti fra le une e altre: l’oligopolio aspira a farsi monopolio. Il world wide web è finito? Le speranze si accumulano attorno all’HTML5, che integra al suo interno la logica delle APP ma conserva l’apertura del…

Dove gli uomini hanno paura a mettere le parole per iscritto, i blog diventano resistenza. Si fanno disegno e fotografia. Ripercorrendo le interviste rilasciate da Ai Weiwei, Salvatore D’Agostino non fa che tornare alla radice della sua idea di weblog: la scrittura come tavolo di lavoro dell’architetto. Del resto, scrivere significa diventare urbanisti di se stessi. Violentare i vincoli esterni per porre ordine nei conflitti che si manifestano fra le mille identità che ci dividono…

Ai Weiwei Never Sorry - Official US Trailer - 1 HD China's Most Prominent and politically outspoken artist!


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