Eccomi, finalmente anche io nel club Vargas! Ho così potuto comprendere le ragioni di tanto apprezzamento, che condivido appieno. Il genere poliziesco viene da questa autrice elevato a romanzo a enigma: niente splatter o indagini alla CSI, niente ricerche al computer, niente inseguimenti o sparatorie, ma un congegno che lentamente si svolge... (Giorgia)

Eccomi, finalmente anche io nel club Vargas! Ho così potuto comprendere le ragioni di tanto apprezzamento, che condivido appieno. Il genere poliziesco viene da questa autrice elevato a romanzo a enigma: niente splatter o indagini alla CSI, niente ricerche al computer, niente inseguimenti o sparatorie, ma un congegno che lentamente si svolge... (Giorgia)

Eccomi, finalmente anche io nel club Vargas! Ho così potuto comprendere le ragioni di tanto apprezzamento, che condivido appieno. Il genere poliziesco viene da questa autrice elevato a romanzo a enigma: niente splatter o indagini alla CSI, niente ricerche al computer, niente inseguimenti o sparatorie, ma un congegno che lentamente si svolge, si srotola grazie ai presentimenti e alle sensazioni del commissario Adamsberg... (Giorgia)

Eccomi, finalmente anche io nel club Vargas! Ho così potuto comprendere le ragioni di tanto apprezzamento, che condivido appieno. Il genere poliziesco viene da questa autrice elevato a romanzo a enigma: niente splatter o indagini alla CSI, niente ricerche al computer, niente inseguimenti o sparatorie, ma un congegno che lentamente si svolge, si srotola grazie ai presentimenti e alle sensazioni del commissario Adamsberg... (Giorgia)

Non posso negare che mi spiace essere acidognola con un giallo Sellerio, ma devo dire che La casa di ringhiera di Francesco Recami non mi ha convinta, anzi mi ha quasi innervosita. La trama non regge, in nessun elemento, né nella dinamica, né nel movente, né nella caratterizzazione dei personaggi, né tantomeno nella sua fattualità e nella rivelazione finale... (Giuditta)

Non posso negare che mi spiace essere acidognola con un giallo Sellerio, ma devo dire che La casa di ringhiera di Francesco Recami non mi ha convinta, anzi mi ha quasi innervosita. La trama non regge, in nessun elemento, né nella dinamica, né nel movente, né nella caratterizzazione dei personaggi, né tantomeno nella sua fattualità e nella rivelazione finale... (Giuditta)

La storia narrata da Geda è struggente: un bambino di circa 10 anni viene abbandonato dalla madre che, consapevole del destino di sopraffazione e morte riservato all'etnia hazara in Afghanistan, sceglie di farlo partire nella speranza che si salvi. Enaiat, il protagonista, non sa nulla di questa decisione, la scopre risvegliandosi una mattina solo nel letto ... (Giorgia)

La storia narrata da Geda è struggente: un bambino di circa 10 anni viene abbandonato dalla madre che, consapevole del destino di sopraffazione e morte riservato all'etnia hazara in Afghanistan, sceglie di farlo partire nella speranza che si salvi. Enaiat, il protagonista, non sa nulla di questa decisione, la scopre risvegliandosi una mattina solo nel letto ... (Giorgia)

Il portico più lungo del mondo: 666 archi che collegano la città con il santuario dedicato a s. Luca. Un percorso in salita, erto e faticoso... (Giuditta)

Il portico più lungo del mondo: 666 archi che collegano la città con il santuario dedicato a s. Luca. Un percorso in salita, erto e faticoso... (Giuditta)

Prima ancora di iniziare a leggerlo, sbagliavo sovente il titolo chiamandolo Strage. Giorgia sorrideva dicendo che in fondo il mio errore inconsapevole dava un senso al romanzo.    Ora che l’ho concluso, mi rimangono alcuni dubbi  circa il capitolo iniziale e quello finale, terminato  forse troppo tardi nella notte e per il quale temo di aver fatto confusione, e una profonda sensazione dell’atmosfera del libro... (Luisa)

Prima ancora di iniziare a leggerlo, sbagliavo sovente il titolo chiamandolo Strage. Giorgia sorrideva dicendo che in fondo il mio errore inconsapevole dava un senso al romanzo. Ora che l’ho concluso, mi rimangono alcuni dubbi circa il capitolo iniziale e quello finale, terminato forse troppo tardi nella notte e per il quale temo di aver fatto confusione, e una profonda sensazione dell’atmosfera del libro... (Luisa)

Il libraio di Ventotene, figura oramai mitica del Circolo, che dispensa consigli di lettura alla nostra amica Simona quando villeggia nella splendida isola, ha un'altra volta centrato il bersaglio!    Davvero un bell'esordio questo di Donatella Di Pietrantonio (vincitrice del Premio Tropea 2011), che affronta un argomento  scomodo, difficile: quello del'Alzheimer... (Giorgia)

Il libraio di Ventotene, figura oramai mitica del Circolo, che dispensa consigli di lettura alla nostra amica Simona quando villeggia nella splendida isola, ha un'altra volta centrato il bersaglio! Davvero un bell'esordio questo di Donatella Di Pietrantonio (vincitrice del Premio Tropea 2011), che affronta un argomento scomodo, difficile: quello del'Alzheimer... (Giorgia)

Prima ancora di iniziare a leggerlo, sbagliavo sovente il titolo chiamandolo Strage. Giorgia sorrideva dicendo che in fondo il mio errore inconsapevole dava un senso al romanzo... (Luisa)

Prima ancora di iniziare a leggerlo, sbagliavo sovente il titolo chiamandolo Strage. Giorgia sorrideva dicendo che in fondo il mio errore inconsapevole dava un senso al romanzo... (Luisa)

Olive Kitteridge (traduzione di Silvia Castoldi, Fazi 2009) non è un personaggio simpatico, ma piuttosto simpatiteco, in modo del tutto particolare e originale tanto da sorprendere non solo il lettore, ma gli stessi personaggi che si confrontano con questa sua capacità di entrare in una sintonia brusca e insolita ... (Giuditta)

Olive Kitteridge (traduzione di Silvia Castoldi, Fazi 2009) non è un personaggio simpatico, ma piuttosto simpatiteco, in modo del tutto particolare e originale tanto da sorprendere non solo il lettore, ma gli stessi personaggi che si confrontano con questa sua capacità di entrare in una sintonia brusca e insolita ... (Giuditta)

Anche io, come forse tutti i ragazzi tra i dieci e i quindici anni, un giorno decisi di scappare di casa, come polemica aggressiva nei confronti di qualche divieto dei miei genitori, ormai perso nei cassetti della memoria. Cercai asilo da una zia, a pochi metri da casa ... (Giuditta)

Anche io, come forse tutti i ragazzi tra i dieci e i quindici anni, un giorno decisi di scappare di casa, come polemica aggressiva nei confronti di qualche divieto dei miei genitori, ormai perso nei cassetti della memoria. Cercai asilo da una zia, a pochi metri da casa ... (Giuditta)

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