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Pianissimo - Libri sulla strada

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Invece camminiamo, camminiamo io e te come sonnambuli. E gli alberi son alberi, le case sono case, le donne che passano son donne, e tutto è quello che è, soltanto quel che è. La vicenda di gioia e di dolore non ci tocca. Perduto ha la voce la sirena del mondo, e il mondo è un grande deserto. Nel deserto io guardo con asciutti occhi me stesso. "Pianissimo" (1914), Camillo Sbarbaro

Non è importante essere i primi. Ma la cosa migliore è questa, cioè che ho trascorso giorni tanto belli. Peg, Bock (il cane) ed io andiamo vagando lungo la strada in una calda giornata estiva e troviamo ogni tanto qualche locanda, i cui pensionati digeriscono le loro colazioni sulle sedie a dondolo della veranda. La maggior parte di loro si annoia a morte, niente di buono da leggere... Per prima cosa vendo loro una dozzina di libri... Cristopher Morley, Il Parnaso ambulante

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Invece camminiamo, camminiamo io e te come sonnambuli. E gli alberi son alberi, le case sono case, le donne che passano son donne, e tutto è quello che è, soltanto quel che è. La vicenda di gioia e di dolore non ci tocca. Perduto ha la voce la sirena del mondo, e il mondo è un grande deserto. Nel deserto io guardo con asciutti occhi me stesso. Pianissimo, Camillo Sbarbaro

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Kapuściński, In viaggio con Erodoto Non si sa esattamente cosa spinga l’uomo a girare il mondo. La curiosità? Il desiderio di avventura? Il continuo bisogno di stupirsi? Chi perde la capacità di stupirsi è un uomo interiormente svuotato, ha il cuore bruciato. Chi considera tutto un déjà vu e non riesce a stupirsi di niente, ha perso la cosa più preziosa, l’amore per la vita.

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La forma è la prima cosa In quell’impero, l’arte della cartografia giunse ad una tal perfezione che la mappa di una sola provincia occupava tutta una città, e la mappa dell’impero tutta una provincia. Col tempo, queste mappe smisurate non bastarono più. I collegi dei cartografi fecero una mappa dell’impero che aveva l’immensità dell’impero e coincideva perfettamente con esso. Borges L., Storia universale dell’infamia, “Etc.”

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“Se la gente non va dai libri, saranno i libri ad andare dalla gente” Luciano Bianciardi Il vecchio furgone Fiat Biancirdi lo recuperò dal Comune e con un paio di amici sistemò gli scaffali in cui mettere i volumi della universale Rizzoli, vocabolari, grammatiche, libri scientifici della Mondadori, una Bibbia e un Corano. Tra gli “autisti” anche lo scrittore Cassola, ricorda che Bianciardi si era inventato anche la rima: «Questo è il bibliobus Chelliana che viaggia una volta a settimana».

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Visioni preparatorie: Luigi Ghirri – Paesaggio italiano In fondo in ogni visitazione dei luoghi portiamo con noi questo carico di già vissuto e già visto, ma lo sforzo che quotidianamente siamo portati a compiere, è quello di ritrovare uno sguardo che cancella e dimentica l’abitudine; non tanto per rivedere con occhi diversi, quanto per la necessità di orientarsi di nuovo nello spazio e nel tempo. Luigi Ghirri, Paesaggio italiano, 1989

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Letture preparatorie: Cortazár, Dunlop – Gli autonauti della cosmostrada. Come sempre, la pratica manda al diavolo ogni teoria troppo sicura di sé. Era prevedibile che procedere su un’autostrada che praticamente tutti percorrono alla massima velocità, fermandosi appena per fare pipì, benzina, o al massimo riposare un attimo in un accogliente parcheggio, sarebbe stato diversissimo da questo impercettibile trascinarsi in cui tutto si inverte...

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Lo stato della lettura in Italia A volte basta leggere i dati. Ci si rende conto che ci sono molti non-lettori loro malgrado. Condizioni economiche, geografiche, sociali determinano il tasso di lettura nel nostro paese. Chiedersi se sia possibile o giusto o desiderabile è inutile, rileggere cosa la costituzione dice in merito le disuguagliane, sebbene utile, suonerebbe retorico, la terza via: prendere un furgoncino e caricarlo di libri.

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Filippo 1983, Leggiu 1976: sul perché andiamo Pianissimo Perché ad andare piano sono bravi tutti Perché non andiamo da nessuna parte e quindi non abbiamo fretta Perché andiamo dove non ci sono i libri, ché ne portiamo tanti con noi Perché non c’è nessuno che ci stia da lungo tempo attendendo Perché le cose inattese sono, nel bene e nel male, le cose in grado di sorprenderci Perché ci stanchiamo meno Perché se andassimo veloci, o velocissimi, nessuno si accorgerebbe del nostro passaggio...

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