La Stagione del Ritorno

La Stagione del Ritorno di Angela Di Bartolo. Un fantasy epico rivolto a lettori che amino immergersi in mondi complessi, in cerca di stimoli di riflessione sui grandi temi dell’esistenza umana.
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Libreria Feltrinelli - Piazza Ravegnana, Bologna

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Libreria Coop Zanichelli - Piazza Galvani, Bologna

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Libreria Coop Ambasciatori - Via Orefici, Bologna

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Linn uscì nella notte. I ratti erano a caccia sotto la luna, da oltre le mura veniva il latrato dei lupi. Della sua baracca non restavano che assi annerite, ma Linn ci fece appena caso, ché un altro pensiero gli occupava la mente: Lutiena. Negli ultimi tre mesi non aveva fatto che pensare a lei, quando la fame gli concedeva tregua, e più di una volta aveva rinunciato per lei a parte del suo cibo. Lutiena lo accettava per suo figlio più che per sé, più con umiliazione che con gratitudine, e…

Linn uscì nella notte. I ratti erano a caccia sotto la luna, da oltre le mura veniva il latrato dei lupi. Della sua baracca non restavano che assi annerite, ma Linn ci fece appena caso, ché un altro pensiero gli occupava la mente: Lutiena. Negli ultimi tre mesi non aveva fatto che pensare a lei, quando la fame gli concedeva tregua, e più di una volta aveva rinunciato per lei a parte del suo cibo. Lutiena lo accettava per suo figlio più che per sé, più con umiliazione che con gratitudine, e…

Attraverso i ruderi della Città del Sole...  Un sogno era stata la Città del Sole, e lo spazio di un sogno era durata: perché presto gli inverni si erano fatti implacabili e il gelo distruggeva i raccolti e uccideva la gente, e la bufera mulinava per le strade spingendo la neve fin dentro i letti. In pochi anni, la città invincibile era stata abbandonata del tutto, e ancor prima che finisse la Grande Discordia era andata in rovina, riconquistata dai rovi e dall’erba. Solo il vento selvaggio…

Attraverso i ruderi della Città del Sole... Un sogno era stata la Città del Sole, e lo spazio di un sogno era durata: perché presto gli inverni si erano fatti implacabili e il gelo distruggeva i raccolti e uccideva la gente, e la bufera mulinava per le strade spingendo la neve fin dentro i letti. In pochi anni, la città invincibile era stata abbandonata del tutto, e ancor prima che finisse la Grande Discordia era andata in rovina, riconquistata dai rovi e dall’erba. Solo il vento selvaggio…

Il ricordo della Città del Sole... Per anni sul silenzioso pianoro era riecheggiato il lavoro dei muratori e dei tagliapietre, dei fabbri e dei falegnami e la Città del Sole era sorta superba, con le sue piazze e le vie lastricate e le mura orgogliose che parevano scaturire dalla roccia stessa. Bellezza e forza riposavano sulle facciate severe dei palazzi, nei raccolti cortili, tra i pilastri dei portici, e la pietra chiara delle case brillava come oro al sole: il sole che splendeva scolpito…

Il ricordo della Città del Sole... Per anni sul silenzioso pianoro era riecheggiato il lavoro dei muratori e dei tagliapietre, dei fabbri e dei falegnami e la Città del Sole era sorta superba, con le sue piazze e le vie lastricate e le mura orgogliose che parevano scaturire dalla roccia stessa. Bellezza e forza riposavano sulle facciate severe dei palazzi, nei raccolti cortili, tra i pilastri dei portici, e la pietra chiara delle case brillava come oro al sole: il sole che splendeva scolpito…

La Stagione del Ritorno

La Stagione del Ritorno

La luna splendeva sui tetti di Andor e inondava la valle, disegnando ombre nette sul suolo. Eliandar sedette contro una quercia e domandò: «Cos’è che ti rattrista, giovane Magàndros?»   «Vorrei che non finisse. Vorrei che tutto questo continuasse per sempre.»  «Nulla dura per sempre, neppure tra gli Elfi. Ma quello che vedi non morirà: continuerà, anche se in modo diverso.» Wisenard restò in silenzio. Andor, gioiello di Ellinkor… L’aveva appena veduta e già la perdeva: domani gli ultimi…

La luna splendeva sui tetti di Andor e inondava la valle, disegnando ombre nette sul suolo. Eliandar sedette contro una quercia e domandò: «Cos’è che ti rattrista, giovane Magàndros?» «Vorrei che non finisse. Vorrei che tutto questo continuasse per sempre.» «Nulla dura per sempre, neppure tra gli Elfi. Ma quello che vedi non morirà: continuerà, anche se in modo diverso.» Wisenard restò in silenzio. Andor, gioiello di Ellinkor… L’aveva appena veduta e già la perdeva: domani gli ultimi…

Efi guardò lontano, oltre le pareti di pietra, oltre l’isola e oltre il tempo, e disse: «Verrà un uomo, un giorno: un marinaio, solo e ardimentoso e resterà qui per te, per amor tuo. Perché bella tu sei, Spirito Cantante.»   «Il mio nome è Luskòra» disse la dama, e calde lacrime le scesero sulle guance e scivolarono sulla sua veste, fino all’arida pietra del pavimento.  (La Stagione del Ritorno, Angela Di Bartolo)

Efi guardò lontano, oltre le pareti di pietra, oltre l’isola e oltre il tempo, e disse: «Verrà un uomo, un giorno: un marinaio, solo e ardimentoso e resterà qui per te, per amor tuo. Perché bella tu sei, Spirito Cantante.» «Il mio nome è Luskòra» disse la dama, e calde lacrime le scesero sulle guance e scivolarono sulla sua veste, fino all’arida pietra del pavimento. (La Stagione del Ritorno, Angela Di Bartolo)

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