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La Stagione del Ritorno

La Stagione del Ritorno di Angela Di Bartolo. Un fantasy epico rivolto a lettori che amino immergersi in mondi complessi, in cerca di stimoli di riflessione sui grandi temi dell’esistenza umana.
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«Farò quel che devo» rispose Raminèl, e per un istante Hermano non vide un ragazzo di fronte a sé, ma un giovane sovrano nel pieno del suo vigore, le guance ornate da una corta barba, lo sguardo penetrante e fiero. E disse: «Ora so che da un grande male può nascere un bene più grande. Ho pensato che tutto fosse perduto quando mi hanno rinchiuso qui, e avrei voluto morire. Ora so che sbagliavo. Sarai un grande re, Raminèl di Arinio.» (La Stagione del Ritorno, Angela Di Bartolo) img Fantasy…

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Scopriamo insieme una leggenda galeniana: Ferisio si fermò a osservare l’antico arazzo sulla parete: qui il mitico eroe Gal abbracciava un pavone bianco, sullo sfondo il drago morente, il ventre trafitto da una spada, e nella scena accanto l’eroe stringeva a sé una donna biancovestita, la bellissima principessa Valiana, ormai libera dal sortilegio con cui il perfido drago l’aveva mutata in pavone. (La Stagione del Ritorno, Angela Di Bartolo)

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Selènit, seconda parte. Ma Eliandar Oròfil, principe degli Elfi, non si gloriava di quell’oggetto da lui creato con le sue mani, e se lo aveva mostrato al suo giovane amico, era solo per condividere la sua gioia: perché domani avrebbe sposato Rezia, la fanciulla mortale che gli aveva preso il cuore, e Selènit era il suo dono di nozze per lei. Innumerevoli giorni erano trascorsi da allora, anni innumerevoli su questa terra invecchiata. Eppure, Wisenard ne era certo, Selènit esisteva…

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Runa Editrice

Il ricordo della Città del Sole... Per anni sul silenzioso pianoro era riecheggiato il lavoro dei muratori e dei tagliapietre, dei fabbri e dei falegnami e la Città del Sole era sorta superba, con le sue piazze e le vie lastricate e le mura orgogliose che parevano scaturire dalla roccia stessa. Bellezza e forza riposavano sulle facciate severe dei palazzi, nei raccolti cortili, tra i pilastri dei portici, e la pietra chiara delle case brillava come oro al sole: il sole che splendeva scolpito…

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borghitalia.it

La luna splendeva sui tetti di Andor e inondava la valle, disegnando ombre nette sul suolo. Eliandar sedette contro una quercia e domandò: «Cos’è che ti rattrista, giovane Magàndros?» «Vorrei che non finisse. Vorrei che tutto questo continuasse per sempre.» «Nulla dura per sempre, neppure tra gli Elfi. Ma quello che vedi non morirà: continuerà, anche se in modo diverso.» Wisenard restò in silenzio. Andor, gioiello di Ellinkor… L’aveva appena veduta e già la perdeva: domani gli ultimi…

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La Terra Petrosa è luogo di visioni... Dalle acque nere di un lago sorgeva un grande albero, vecchio come la terra e insieme giovane e turgido di vita. Tra le foglie lucenti splendevano fiori scarlatti a forma di coppa, e fra i petali, trasparenti come le pareti di una lampada, brillavano luci misteriose: decine, centinaia di fiammelle che si specchiavano tremule nel lago e avvolgevano il tronco di luce, posandosi come farfalle sull’enorme cupola dei rami e sulle fronde protese sull’acqua.

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Runa Editrice

La Signora dell'Isola Senza Nome: Una figura si staccò dall’ombra: una donna vestita di nero, alta e bellissima, i lunghi capelli sciolti sopra le spalle, gli occhi ardenti di un freddo fuoco. Lo prese per mano e disse: «Vieni, giovane Uomo. Riposa e riscaldati, ché lungo è stato il tuo viaggio fin qui.» Lo fece sedere sui cuscini, con un drappo di seta gli asciugò i capelli. Glirien la guardò turbato e avvinto, contemplando in silenzio quel viso d’alabastro, quella pelle candida e…

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A Lirian, vedendo Linn tornare dall’ultima battaglia, ferito ma vivo, Lutiena sospirò e chiuse gli occhi. Non ritrasse la mano che lui le baciava, e si appoggiò al suo petto in silenzio, con un fremito lieve. (La Stagione del Ritorno, Angela Di Bartolo) (immagine da Fantasy Art)

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Libreria Coop Zanichelli - Piazza Galvani, Bologna

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Efi guardò lontano, oltre le pareti di pietra, oltre l’isola e oltre il tempo, e disse: «Verrà un uomo, un giorno: un marinaio, solo e ardimentoso e resterà qui per te, per amor tuo. Perché bella tu sei, Spirito Cantante.» «Il mio nome è Luskòra» disse la dama, e calde lacrime le scesero sulle guance e scivolarono sulla sua veste, fino all’arida pietra del pavimento. (La Stagione del Ritorno, Angela Di Bartolo)

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