Andrea del Castagno - La Trinità e santi (Apparizione della Trinità ai santi Girolamo, Paola ed Eustochia) è un affresco (285x173 cm) di Andrea del Castagno, datato 1453-1454 e conservato nella basilica della Santissima Annunziata a Firenze. Della parte inferiore dell'affresco si conserva anche la sinopia, esposta nel Museo del Cenacolo di Sant'Apollonia sempre a Firenze

Andrea del Castagno - La Trinità e santi (Apparizione della Trinità ai santi Girolamo, Paola ed Eustochia) è un affresco (285x173 cm) di Andrea del Castagno, datato 1453-1454 e conservato nella basilica della Santissima Annunziata a Firenze. Della parte inferiore dell'affresco si conserva anche la sinopia, esposta nel Museo del Cenacolo di Sant'Apollonia sempre a Firenze

Andrea del Castagno - Queen Esther (detail) c. 1450, fresco - Firenze Galleria degli Uffizi

Andrea del Castagno - Queen Esther (detail) c. 1450, fresco - Firenze Galleria degli Uffizi

Palo Uccelo -Monumento equestre a Giovanni Acuto - John Hawkwood, italianizzato in Giovanni Acuto (Sible Hedingham, 1320 circa – Firenze, 14 marzo 1394), è stato un condottiero e cavaliere medievale inglese. Il nome italiano gli fu attribuito da Niccolò Machiavelli, che riprese la versione francese «Jean de l'Aiguille» (Giovanni dell'Ago ).L'opera, celebrava il condottiero inglese che aveva trionfato nelle guerre per Firenze

Palo Uccelo -Monumento equestre a Giovanni Acuto - John Hawkwood, italianizzato in Giovanni Acuto (Sible Hedingham, 1320 circa – Firenze, 14 marzo 1394), è stato un condottiero e cavaliere medievale inglese. Il nome italiano gli fu attribuito da Niccolò Machiavelli, che riprese la versione francese «Jean de l'Aiguille» (Giovanni dell'Ago ).L'opera, celebrava il condottiero inglese che aveva trionfato nelle guerre per Firenze

Paolo Uccelo - Il Monumento equestre a Giovanni Acuto è un affresco (820x515 cm) di Paolo Uccello del 1436, situato nella parete interna sinistra del Duomo di Firenze. L'opera fa pendant al vicino Monumento equestre a Niccolò da Tolentino di Andrea del Castagno.

Paolo Uccelo - Il Monumento equestre a Giovanni Acuto è un affresco (820x515 cm) di Paolo Uccello del 1436, situato nella parete interna sinistra del Duomo di Firenze. L'opera fa pendant al vicino Monumento equestre a Niccolò da Tolentino di Andrea del Castagno.

Andrea del Castagno  - la Sibilla Cumana, che veniva assimilata ai profeti dell'Antico Testamento

Andrea del Castagno - la Sibilla Cumana, che veniva assimilata ai profeti dell'Antico Testamento

Andrea del Castagno- Eva - Villa Carducci

Andrea del Castagno- Eva - Villa Carducci

Andrea del Castagno, Giovanni Boccaccio, particolare del Ciclo degli uomini e donne illustri, affresco, 1450, Galleria degli Uffizi, Firenze

Andrea del Castagno, Giovanni Boccaccio, particolare del Ciclo degli uomini e donne illustri, affresco, 1450, Galleria degli Uffizi, Firenze

Francesco Petrarca (Arezzo, 20 luglio 1304 – Arquà, 18/19 luglio 1374) è stato uno scrittore, poeta, considerato, per «chiarezza», «splendore dello stile» e «misura ne' sentimenti», il primo «artista»[1] italiano. L'opera per cui Petrarca è universalmente noto è il Canzoniere. Di grande importanza è anche il Secretum, in cui Petrarca dialoga con sant'Agostino alla presenza muta della Verità.

Francesco Petrarca (Arezzo, 20 luglio 1304 – Arquà, 18/19 luglio 1374) è stato uno scrittore, poeta, considerato, per «chiarezza», «splendore dello stile» e «misura ne' sentimenti», il primo «artista»[1] italiano. L'opera per cui Petrarca è universalmente noto è il Canzoniere. Di grande importanza è anche il Secretum, in cui Petrarca dialoga con sant'Agostino alla presenza muta della Verità.

Francesco Petrarca (Andrea del Castagno, Ciclo degli uomini e donne illustri).

Francesco Petrarca (Andrea del Castagno, Ciclo degli uomini e donne illustri).

A. de Castagno - Il nobiluomo, del quale non si conosce l'identità, è ritratto di tre quarti, una posa molto rara per la ritrattistica italiana dell'epoca, del quale è l'esempio più antico conosciuto. Se nelle Fiandre infatti tale rappresentazione era consueta fin dagli anni trenta del XV secolo, nelle corti e nelle città italiane si preferivano i ritratti di profilo, che rievocavano le effigi degli imperatori romani su medaglie e monete classiche.

A. de Castagno - Il nobiluomo, del quale non si conosce l'identità, è ritratto di tre quarti, una posa molto rara per la ritrattistica italiana dell'epoca, del quale è l'esempio più antico conosciuto. Se nelle Fiandre infatti tale rappresentazione era consueta fin dagli anni trenta del XV secolo, nelle corti e nelle città italiane si preferivano i ritratti di profilo, che rievocavano le effigi degli imperatori romani su medaglie e monete classiche.

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