GLI STRUMENTI DEL MESTIERE: la fibula. Sapete come si riconosce un prosciutto ben stagionato? Al termine del processo di stagionatura, ogni prosciutto viene saggiato infilando un ago in osso di cavallo , detto fibula, in alcuni punti-chiave della coscia. Questo materiale particolarmente poroso assorbe profumi e odori (anche sgradevoli) che l’esperto «naso» di Renzini individua al primo colpo: se c’è un difetto il prodotto viene scartato.

GLI STRUMENTI DEL MESTIERE: la fibula. Sapete come si riconosce un prosciutto ben stagionato? Al termine del processo di stagionatura, ogni prosciutto viene saggiato infilando un ago in osso di cavallo , detto fibula, in alcuni punti-chiave della coscia. Questo materiale particolarmente poroso assorbe profumi e odori (anche sgradevoli) che l’esperto «naso» di Renzini individua al primo colpo: se c’è un difetto il prodotto viene scartato.

GLI STRUMENTI DEL MESTIERE // La MORSA è uno strumento essenziale per il taglio del prosciutto a mano. La sua caratteristica fondamentale è la stabilità e sicurezza oltre ad essere un oggetto bello da vedere.

GLI STRUMENTI DEL MESTIERE // La MORSA è uno strumento essenziale per il taglio del prosciutto a mano. La sua caratteristica fondamentale è la stabilità e sicurezza oltre ad essere un oggetto bello da vedere.

Strumenti del mestiere: il MANNARINO, detto anche mannarese, è una piccola mannaia, a punta piatta, usata per la lavorazione di grossi tagli di carne. In gergo viene anche indicato con il termine “spaccaossa” che ne chiarisce perfettamente l’uso. #renzini

Strumenti del mestiere: il MANNARINO, detto anche mannarese, è una piccola mannaia, a punta piatta, usata per la lavorazione di grossi tagli di carne. In gergo viene anche indicato con il termine “spaccaossa” che ne chiarisce perfettamente l’uso. #renzini

L’AFFETTATRICE: questo strumento nacque grazie all’inventiva di un macellaio olandese, Wilhelm Van Berkel, che a fine ‘800, non sopportando le lamentele della propria clientela che voleva fette più regolari, ebbe l’idea geniale di unire una grande lama circolare ad un volano azionato manualmente. Dopo vari tentativi aprì la sua prima fabbrica di affettatrici nel 1888. Il successo fu tale che Van Berkel decise di aprire nuove fabbriche in tutta Europa, attive ancora oggi.

L’AFFETTATRICE: questo strumento nacque grazie all’inventiva di un macellaio olandese, Wilhelm Van Berkel, che a fine ‘800, non sopportando le lamentele della propria clientela che voleva fette più regolari, ebbe l’idea geniale di unire una grande lama circolare ad un volano azionato manualmente. Dopo vari tentativi aprì la sua prima fabbrica di affettatrici nel 1888. Il successo fu tale che Van Berkel decise di aprire nuove fabbriche in tutta Europa, attive ancora oggi.

GLI STRUMENTI DEL MESTIERE: il gancio, usato per appendere i salumi durante il periodo di stagionatura, un tempo era di ferro battuto, spesso a due uncini per poter appendere contemporaneamente due prodotti. Oggi vengono usati in acciaio inox o plastica.

GLI STRUMENTI DEL MESTIERE: il gancio, usato per appendere i salumi durante il periodo di stagionatura, un tempo era di ferro battuto, spesso a due uncini per poter appendere contemporaneamente due prodotti. Oggi vengono usati in acciaio inox o plastica.

Gli strumenti del nostro mestiere si sono evoluti molto negli anni, ma alcuni restano indispensabili e invariati nel tempo. Come l’acciaino per affilare i coltelli, qui in un’immagine storica della nostra famiglia. #renzini

Gli strumenti del nostro mestiere si sono evoluti molto negli anni, ma alcuni restano indispensabili e invariati nel tempo. Come l’acciaino per affilare i coltelli, qui in un’immagine storica della nostra famiglia. #renzini

Nella tradizione Umbra esiste addirittura un mobile intero dedicato alla lavorazione delle carni: la cosiddetta #BATTILARDA. Si tratta di un mobile in legno la cui parte superiore, ribaltabile e in marmo serviva, appunto, per tagliare e condire la carne. #renzini

Nella tradizione Umbra esiste addirittura un mobile intero dedicato alla lavorazione delle carni: la cosiddetta #BATTILARDA. Si tratta di un mobile in legno la cui parte superiore, ribaltabile e in marmo serviva, appunto, per tagliare e condire la carne. #renzini

Il #coltello “da colpo” serve al #Norcino per tagliare grossi pezzi di carne con osso, nervi e tendini. Esiste anche il cosiddetto coltello “da mezzo colpo” con una lama più leggera e meno spessa (quello da colpo ha una lama pesante, intorno ai 4 mm di spessore, mentre quello da mezzo colpo ha una lama spessa circa 3 mm).

Il #coltello “da colpo” serve al #Norcino per tagliare grossi pezzi di carne con osso, nervi e tendini. Esiste anche il cosiddetto coltello “da mezzo colpo” con una lama più leggera e meno spessa (quello da colpo ha una lama pesante, intorno ai 4 mm di spessore, mentre quello da mezzo colpo ha una lama spessa circa 3 mm).

L' #acciaino è il caratteristico utensile che associamo tutti al salumiere o al macellaio. Si tratta dello strumento usato per correggere e ravvivare il filo delle lame degli strumenti da taglio ed è composto da un manico e da una lunga asta in acciaio durissimo zigrinato, a sezione circolare. Viene usato come una lima, strusciandolo sul bordo affilato dei coltelli per ravvivarne il filo che, con l’uso, tende a perdersi.

L' #acciaino è il caratteristico utensile che associamo tutti al salumiere o al macellaio. Si tratta dello strumento usato per correggere e ravvivare il filo delle lame degli strumenti da taglio ed è composto da un manico e da una lunga asta in acciaio durissimo zigrinato, a sezione circolare. Viene usato come una lima, strusciandolo sul bordo affilato dei coltelli per ravvivarne il filo che, con l’uso, tende a perdersi.

il trinciante. È il coltello da cuoco caratterizzato da una lunga lama, di buona altezza, rigido e affilatissimo. In passato si usa per tagliare gli arrosti a tavola, gesto che i signori usavano per manifestare la propria ricchezza e stato sociale durante i banchetti. Anche la persona addetta a tagliare acquisiva il nome di “trinciante” (oggi lo chiameremmo maître) e su questa arte Vincenzo Cervio scrisse un trattato nel 1581.

il trinciante. È il coltello da cuoco caratterizzato da una lunga lama, di buona altezza, rigido e affilatissimo. In passato si usa per tagliare gli arrosti a tavola, gesto che i signori usavano per manifestare la propria ricchezza e stato sociale durante i banchetti. Anche la persona addetta a tagliare acquisiva il nome di “trinciante” (oggi lo chiameremmo maître) e su questa arte Vincenzo Cervio scrisse un trattato nel 1581.


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