Una fotografia scattata dalla sonda spaziale Cassini mostra un enorme sistema di fratture che hanno una forma simile a una lettera Y sulla superficie Encelado, la luna di Saturno diventata negli ultimi anni uno dei più interessanti oggetti di studi astronomici. Chiamati "discontinuità a Y", questi elementi della superficie ghiacciata di Encelado sono probabilmente relativamente giovani rivelando l'attività geologica esistente su questa luna. Leggi i dettagli nell'articolo!

Una fotografia scattata dalla sonda spaziale Cassini mostra un enorme sistema di fratture che hanno una forma simile a una lettera Y sulla superficie Encelado, la luna di Saturno diventata negli ultimi anni uno dei più interessanti oggetti di studi astronomici. Chiamati "discontinuità a Y", questi elementi della superficie ghiacciata di Encelado sono probabilmente relativamente giovani rivelando l'attività geologica esistente su questa luna. Leggi i dettagli nell'articolo!

Il telescopio spaziale Hubble ha permesso di individuare una luna del pianeta nano Makemake. Per il momento essa è stata chiamata semplicemente S/2015 (136472) e soprannominata MK2 e si tratta di una piccola luna con un diametro stimato attorno ai 160 chilometri. La scoperta è arrivata da osservazioni effettuate nell'aprile 2015 utilizzando lo strumento Wide Field Camera 3 di Hubble. Leggi i dettagli nell'articolo!

Il telescopio spaziale Hubble ha permesso di individuare una luna del pianeta nano Makemake. Per il momento essa è stata chiamata semplicemente S/2015 (136472) e soprannominata MK2 e si tratta di una piccola luna con un diametro stimato attorno ai 160 chilometri. La scoperta è arrivata da osservazioni effettuate nell'aprile 2015 utilizzando lo strumento Wide Field Camera 3 di Hubble. Leggi i dettagli nell'articolo!

L'agenzia spaziale tedesca DLR ha pubblicato fotografie di un curioso cratere solcato da una profonda frattura che lo divide in due nell'area di Marte chiamata Memnonia Fossae. Si tratta di foto scattate dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC), uno degli strumenti della sonda spaziale Mars Express dell'ESA. Leggi i dettagli nell'articolo!

L'agenzia spaziale tedesca DLR ha pubblicato fotografie di un curioso cratere solcato da una profonda frattura che lo divide in due nell'area di Marte chiamata Memnonia Fossae. Si tratta di foto scattate dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC), uno degli strumenti della sonda spaziale Mars Express dell'ESA. Leggi i dettagli nell'articolo!

L'ESO ha pubblicato nuove fotografie della nebulosa LHA 120-N55, generalmente chiamata semplicemente N55, scattate con il VLT (Very Large Telescope). Si tratta di una nebulosa a emissione situata dentro una cosiddetta superbolla chiamata LMC 4 e ha un alone che nelle immagini ha vari colori come un mantello che adorna stelle di recente formazione ed è composto di gas rimasto dopo che la maggior parte è stata assorbita da quelle stelle. Leggi i dettagli nell'articolo!

L'ESO ha pubblicato nuove fotografie della nebulosa LHA 120-N55, generalmente chiamata semplicemente N55, scattate con il VLT (Very Large Telescope). Si tratta di una nebulosa a emissione situata dentro una cosiddetta superbolla chiamata LMC 4 e ha un alone che nelle immagini ha vari colori come un mantello che adorna stelle di recente formazione ed è composto di gas rimasto dopo che la maggior parte è stata assorbita da quelle stelle. Leggi i dettagli nell'articolo!

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society" descrive una ricerca sull'origine dei buchi neri supermassicci. Un team di scienziati italiani guidati da Fabio Pacucci della Scuola Normale Superiore di Pisa ha utilizzato i telescopi spaziali della NASA per identificare due antichissimi oggetti che rappresentano i migliori candidati "semi" di buchi neri trovati finora. Leggi i dettagli nell'articolo!

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society" descrive una ricerca sull'origine dei buchi neri supermassicci. Un team di scienziati italiani guidati da Fabio Pacucci della Scuola Normale Superiore di Pisa ha utilizzato i telescopi spaziali della NASA per identificare due antichissimi oggetti che rappresentano i migliori candidati "semi" di buchi neri trovati finora. Leggi i dettagli nell'articolo!

Un articolo pubblicato sulla rivista "Astrobiology" descrive una ricerca sull'esopianeta Kepler-62f. Un team guidato dall'astronoma della UCLA Aomawa Shields ha condotto vari studi su questo pianeta e, dopo aver creato vari modelli informatici, ha concluso che esso ha il potenziale per sostenere forme di vita di tipo simile al nostro. Leggi i dettagli nell'articolo!

Un articolo pubblicato sulla rivista "Astrobiology" descrive una ricerca sull'esopianeta Kepler-62f. Un team guidato dall'astronoma della UCLA Aomawa Shields ha condotto vari studi su questo pianeta e, dopo aver creato vari modelli informatici, ha concluso che esso ha il potenziale per sostenere forme di vita di tipo simile al nostro. Leggi i dettagli nell'articolo!

Poche ore fa la navicella spaziale SpaceX Dragon è partita su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral nella missione CRS-9 (Cargo Resupply Service 9), indicata anche come SpX-9. Dopo quasi dieci minuti si è separata con successo dall'ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Si tratta della nona missione di invio della navicella spaziale Dragon alla Stazione Spaziale Internazionale. Leggi i dettagli nell'articolo!

Poche ore fa la navicella spaziale SpaceX Dragon è partita su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral nella missione CRS-9 (Cargo Resupply Service 9), indicata anche come SpX-9. Dopo quasi dieci minuti si è separata con successo dall'ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Si tratta della nona missione di invio della navicella spaziale Dragon alla Stazione Spaziale Internazionale. Leggi i dettagli nell'articolo!

Una fotografia scattata dal telescopio spaziale Hubble mostra i resti di una stella morta molto tempo fa. Si tratta di scie di gas ionizzato che emettono ancora un debole bagliore, l'ultimo prodotto dell'immensa energia generata in una supernova di tipo Ia. Questi resti di una supernova chiamati DEM L316A si trovano nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della Via Lattea, a circa 160.000 anni luce dalla Terra. Leggi i dettagli nell'articolo!

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Poche ore fa la sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA è partita su un razzo…

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Un articolo pubblicato sulla rivista "Icarus" descrive una ricerca che…

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