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My Sugar Free Sweet Life: Foods Not to Miss While in Tuscany Salami salami Robin White

LUGANEGA TRENTINA - Da gustare assieme ai crauti, alla polenta o alla torta di patate, o da usare per cucinare piatti tradizionali come lo smacafam, un piatto di stagione preparato in molte case per chiudere degnamente il carnevale. La luganega è usatissima anche per cucinare i canederli, in brodo o al sugo, o per insaporire il tradizionale tònco del pontesèl.

LUGANEGA TRENTINA - Da gustare assieme ai crauti, alla polenta o alla torta di patate, o da usare per cucinare piatti tradizionali come lo smacafam, un piatto di stagione preparato in molte case per chiudere degnamente il carnevale. La luganega è usatissima anche per cucinare i canederli, in brodo o al sugo, o per insaporire il tradizionale tònco del pontesèl.

SAGGICCIOTTO ~ Regione: Abruzzo ~ Categoria: Salumi ~ il Saggicciotto è ottenuto con la lavorazione di carni pregiate – come coscia, lombo e capocollo – di suini allevati localmente in modo naturale: i tagli magri vengono tritati, mentre le parti di grasso duro sono ridotte a dadini. Il tutto viene poi amalgamato con sale e pepe, quindi insaccato in budello naturale. Il salume è poi esposto al fumo in appositi locali e lasciato asciugare per circa una settimana;stagionatura circa tre mesi

SAGGICCIOTTO ~ Regione: Abruzzo ~ Categoria: Salumi ~ il Saggicciotto è ottenuto con la lavorazione di carni pregiate – come coscia, lombo e capocollo – di suini allevati localmente in modo naturale: i tagli magri vengono tritati, mentre le parti di grasso duro sono ridotte a dadini. Il tutto viene poi amalgamato con sale e pepe, quindi insaccato in budello naturale. Il salume è poi esposto al fumo in appositi locali e lasciato asciugare per circa una settimana;stagionatura circa tre mesi

nelle valli di Pordenone, quando si abbatteva selvaggina, capre, pecore, si doveva trovare metodo di conservazione di lungo periodo. Per questo motivo nacque la PITINA. L’animale veniva disossato e la carne triturata. Alla carne si aggiungevano sale, aglio, pepe nero spezzettato. Con la carne macinata si formavano piccole polpette, si passavano nella farina di mais e si facevano affumicare sul focolare bruciando  legno di pino mugo. Una volta affumicata la PITINA resisteva molti mesi

nelle valli di Pordenone, quando si abbatteva selvaggina, capre, pecore, si doveva trovare metodo di conservazione di lungo periodo. Per questo motivo nacque la PITINA. L’animale veniva disossato e la carne triturata. Alla carne si aggiungevano sale, aglio, pepe nero spezzettato. Con la carne macinata si formavano piccole polpette, si passavano nella farina di mais e si facevano affumicare sul focolare bruciando legno di pino mugo. Una volta affumicata la PITINA resisteva molti mesi

Salame Brianza DOP della Regione Lombardia Rosso rubino, delicato, molto dolce e mai acido

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