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#last #snow in #castelluccio #march 2014 #parco #monti #sibillini #marche #umbria photo by tobtrotter

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Ron Baxter Smith - Spello, Umbria

Ron Baxter Smith - Spello, Umbria

Umbria: Montefalco vineyard scene in late autumn #vinosmaximum #wine

Umbria: Montefalco vineyard scene in late autumn #vinosmaximum #wine

Il vicus Maltinianus rimane in piedi ma ricostruito più a valle; l`originario si estendeva nell`altopiano di Acuti, presso la Chiesa ancora esistente di San Fortunato.  La località è ricordata nel carteggio dell`abbazia i Farfa agli anni 1037 e 1080 (presenza di una cella monastica a questa pertinente). L`abitato di Maltignano venne completamente distrutto dal sisma del 1703.

Il vicus Maltinianus rimane in piedi ma ricostruito più a valle; l`originario si estendeva nell`altopiano di Acuti, presso la Chiesa ancora esistente di San Fortunato. La località è ricordata nel carteggio dell`abbazia i Farfa agli anni 1037 e 1080 (presenza di una cella monastica a questa pertinente). L`abitato di Maltignano venne completamente distrutto dal sisma del 1703.

Il paese di Monteleone di Spoleto è inserito in uno degli angoli naturalistici e paesaggistici più gradevoli ed incontaminati dell’intera Valnerina nonché dell`Appennino Centrale, l`Oasi Naturalistica dei monti Coscerno ed Aspra, caratterizzato da imponenti rilievi montuosi ricoperti da boschi di faggi e di roverelle intervallati da ampi pascoli e piccoli campi oggi, come migliaia di anni fa, destinati alla coltivazione del Farro, a cui oggi è stata riconosciuta la D.O.P.

Il paese di Monteleone di Spoleto è inserito in uno degli angoli naturalistici e paesaggistici più gradevoli ed incontaminati dell’intera Valnerina nonché dell`Appennino Centrale, l`Oasi Naturalistica dei monti Coscerno ed Aspra, caratterizzato da imponenti rilievi montuosi ricoperti da boschi di faggi e di roverelle intervallati da ampi pascoli e piccoli campi oggi, come migliaia di anni fa, destinati alla coltivazione del Farro, a cui oggi è stata riconosciuta la D.O.P.

La posizione di confine di Monteleone di Spoleto, collocato alla confluenza di antichissime ed importanti vie di comunicazione provenienti da nord (Norcia), da ovest (Spoleto), da sud (Leonessa) e da est (la Salaria, Valle del Tronto) gli valse l’appellativo di Leone degli Appennini, per il suo manifestarsi al viaggiatore come un castello cinto da mura e torri, e forse anche per il carattere fiero e bellicoso dei suoi abitanti

La posizione di confine di Monteleone di Spoleto, collocato alla confluenza di antichissime ed importanti vie di comunicazione provenienti da nord (Norcia), da ovest (Spoleto), da sud (Leonessa) e da est (la Salaria, Valle del Tronto) gli valse l’appellativo di Leone degli Appennini, per il suo manifestarsi al viaggiatore come un castello cinto da mura e torri, e forse anche per il carattere fiero e bellicoso dei suoi abitanti

Per chi è alla ricerca dell’autenticità della montagna, i castelli e le ville, dove i vitelli ruzzano sull’erba ed i vecchi raccontano antiche storie tra il chiocciare delle galline e lo stormire dei rami, offriranno un esempio di come dalla simbiosi fra natura e cultura nascano i sapori genuini di questa terra.

Per chi è alla ricerca dell’autenticità della montagna, i castelli e le ville, dove i vitelli ruzzano sull’erba ed i vecchi raccontano antiche storie tra il chiocciare delle galline e lo stormire dei rami, offriranno un esempio di come dalla simbiosi fra natura e cultura nascano i sapori genuini di questa terra.

http://www.repubblica.it/viaggi/2015/07/13/foto/castellccio_in_blu-118966185/16/

Umbria. Castelluccio. E' l'ora del blu

http://www.repubblica.it/viaggi/2015/07/13/foto/castellccio_in_blu-118966185/16/

Cascata delle Marmore itinerario 5 giorni in Umbria

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Il fiume Nera

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