Explore these ideas and more!

«...nonostante io non l’abbia mai letto, forse è il primo romanzo che io mi ricordo di quando sono piccolo, perché ogni sera, dopo che ne leggeva una parte, mio padre me la raccontava…»

«...nonostante io non l’abbia mai letto, forse è il primo romanzo che io mi ricordo di quando sono piccolo, perché ogni sera, dopo che ne leggeva una parte, mio padre me la raccontava…»

«Riaprendo questo libro, la mia mente e il mio cuore sono tornati immediatamente lì, in quel giardino».

«Riaprendo questo libro, la mia mente e il mio cuore sono tornati immediatamente lì, in quel giardino».

«Questo libro per me è importante per due motivi. Il primo è che il suo acquisto è legato a una ricordo di una persona importante che purtroppo non c’è più».

«Questo libro per me è importante per due motivi. Il primo è che il suo acquisto è legato a una ricordo di una persona importante che purtroppo non c’è più».

«A "Ballerina" lego tanti ricordi, vivi, vivissimi, se ci penso… il palcoscenico, il rumore del legno, le sensazioni di euforia, di ebbrezza, qualche lacrima, e il battito forte del cuore, e le varie salivazioni azzerate, prima durante, e anche fino a dopo gli spettacoli che facevamo».

«A "Ballerina" lego tanti ricordi, vivi, vivissimi, se ci penso… il palcoscenico, il rumore del legno, le sensazioni di euforia, di ebbrezza, qualche lacrima, e il battito forte del cuore, e le varie salivazioni azzerate, prima durante, e anche fino a dopo gli spettacoli che facevamo».

«…le sue pagine hanno custodito un segreto. Ci ho nascosto per anni il fiore di una persona a me molto cara che sapevo di lì a poco avrei perduto».

«…le sue pagine hanno custodito un segreto. Ci ho nascosto per anni il fiore di una persona a me molto cara che sapevo di lì a poco avrei perduto».

«“Bartleby” rappresenta per me il periodo del passaggio dal liceo all’università, che, se pur breve, è stato un periodo denso di riflessioni, d’incertezze, e quindi di scelte, e la professoressa che mi regalò questo libro mi stette molto vicino e mi accompagnò in quella che è stata la mia strada. “Bartleby” per me quindi è una speranza e, più che mai, un portafortuna».

«“Bartleby” rappresenta per me il periodo del passaggio dal liceo all’università, che, se pur breve, è stato un periodo denso di riflessioni, d’incertezze, e quindi di scelte, e la professoressa che mi regalò questo libro mi stette molto vicino e mi accompagnò in quella che è stata la mia strada. “Bartleby” per me quindi è una speranza e, più che mai, un portafortuna».

«Quel libro rosso d’istologia – che ha più di quaranta anni, ed è stato il primo che ho acquistato, e speravo il primo di una lunga serie – è sempre lì, sulla libreria di casa, a ricordarmi ogni volta ciò che sarei potuta diventare».

«Quel libro rosso d’istologia – che ha più di quaranta anni, ed è stato il primo che ho acquistato, e speravo il primo di una lunga serie – è sempre lì, sulla libreria di casa, a ricordarmi ogni volta ciò che sarei potuta diventare».

«È un libro che mi ha lasciato mio padre, che non c’è più. Forse uno dei primi libri che sono andato a rubare nell’immensa biblioteca dei miei genitori».

«È un libro che mi ha lasciato mio padre, che non c’è più. Forse uno dei primi libri che sono andato a rubare nell’immensa biblioteca dei miei genitori».

«Ho iniziato a leggere questo libro un pomeriggio d’estate, al mare, nel 2003. Quel giorno c’è stata poi una telefonata, che è stata la telefonata di mio zio, che ci chiamava per avvisarci che mia nonna non ce l’aveva fatta e se n’era andata. Da quel giorno questo libro è rimasto con me sempre, ma non ho più avuto il coraggio di finirlo…»

«Ho iniziato a leggere questo libro un pomeriggio d’estate, al mare, nel 2003. Quel giorno c’è stata poi una telefonata, che è stata la telefonata di mio zio, che ci chiamava per avvisarci che mia nonna non ce l’aveva fatta e se n’era andata. Da quel giorno questo libro è rimasto con me sempre, ma non ho più avuto il coraggio di finirlo…»

«Sono molto legata a questo libro perché coincide con un momento della mia giovinezza in cui ho fatto la scelta di lasciare la mia casa, dei genitori, decidere d’iniziare la mia vita in maniera autonoma…»

«Sono molto legata a questo libro perché coincide con un momento della mia giovinezza in cui ho fatto la scelta di lasciare la mia casa, dei genitori, decidere d’iniziare la mia vita in maniera autonoma…»

«Mi sento un po’ in colpa per la prigionia a cui l’ho sottoposto, e chissà cosa ne penserebbe Antonio, e cosa Thérèse, la prima persona che l’ha letto. C’è ancora il suo nome, sulla copertina».

«Mi sento un po’ in colpa per la prigionia a cui l’ho sottoposto, e chissà cosa ne penserebbe Antonio, e cosa Thérèse, la prima persona che l’ha letto. C’è ancora il suo nome, sulla copertina».

«Lo stessa ho raccolto i racconti che mia nonna ha scritto nella sua vecchiaia, e questo libro quindi mi riporta a lei, una figura veramente fondamentale e significativa per la mia vita».

«Lo stessa ho raccolto i racconti che mia nonna ha scritto nella sua vecchiaia, e questo libro quindi mi riporta a lei, una figura veramente fondamentale e significativa per la mia vita».

«L’ho inseguito per trent’anni da quando l’ho scoperto tramite il libro dei compiti delle vacanze delle elementari. Faticosamente l’ho ritrovato grazie a eBay da un venditore di libri antichi».

«L’ho inseguito per trent’anni da quando l’ho scoperto tramite il libro dei compiti delle vacanze delle elementari. Faticosamente l’ho ritrovato grazie a eBay da un venditore di libri antichi».

«Mi basterebbe trovare il modo per non far scollare i post-it da qui all’eternità e sarei parecchio contento».

«Mi basterebbe trovare il modo per non far scollare i post-it da qui all’eternità e sarei parecchio contento».

«Ho acquistato "In Patagonia" più di 15 anni fa, durante uno di quei pomeriggi che passavo a girovagare in libreria, durante un mio lunghissimo, veramente lunghissimo, soggiorno a Londra...»

«Ho acquistato "In Patagonia" più di 15 anni fa, durante uno di quei pomeriggi che passavo a girovagare in libreria, durante un mio lunghissimo, veramente lunghissimo, soggiorno a Londra...»

«La cosa buffa è che tutte le canzoni che ascoltava il protagonista del libro erano tutte le canzoni che ascoltavo io, normalmente, e tutte le avventure che capitavano al protagonista, una dopo l’altra, piano piano, stavano accadendo anche a me».

«La cosa buffa è che tutte le canzoni che ascoltava il protagonista del libro erano tutte le canzoni che ascoltavo io, normalmente, e tutte le avventure che capitavano al protagonista, una dopo l’altra, piano piano, stavano accadendo anche a me».

Pinterest
Search