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Click here to learn more about Castellucio di Norcia » - Flickr/La Valnerina ~ Umbria

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L’altopiano di Castelluccio, il luogo più simile al Tibet che esista in Europa e i misteriosi Monti Sibillini, con gli imponenti Monte Vettore e Monte della Sibilla, costituiscono un autentico eden per gli amanti della natura. La celeberrima Fiorita di Castelluccio a giugno, caratterizzata da fioriture multicolori di straordinaria suggestione, dipende dalla storica utilizzazione del suolo attuata dall’uomo, in particolare dalla coltivazione della pregiata Lenticchia di Castelluccio.

L’altopiano di Castelluccio, il luogo più simile al Tibet che esista in Europa e i misteriosi Monti Sibillini, con gli imponenti Monte Vettore e Monte della Sibilla, costituiscono un autentico eden per gli amanti della natura. La celeberrima Fiorita di Castelluccio a giugno, caratterizzata da fioriture multicolori di straordinaria suggestione, dipende dalla storica utilizzazione del suolo attuata dall’uomo, in particolare dalla coltivazione della pregiata Lenticchia di Castelluccio.

Uscendo dall`alta Valle del Fiume Nera, e risalendo la Valle del Campiano, si avverte un notevole cambiamento del paesaggio: alle ripide e boscosissime pendici montane si sostituiscono, improvvisamente, versanti morbidi, quasi pianeggianti; la valle è ampia e luminosa, il paesaggio reca una forte impronta umana.

Uscendo dall`alta Valle del Fiume Nera, e risalendo la Valle del Campiano, si avverte un notevole cambiamento del paesaggio: alle ripide e boscosissime pendici montane si sostituiscono, improvvisamente, versanti morbidi, quasi pianeggianti; la valle è ampia e luminosa, il paesaggio reca una forte impronta umana.

Ottava tappa: Monteleone di Spoleto. Il paese di Monteleone di Spoleto è inserito in uno degli angoli naturalistici e paesaggistici più gradevoli ed incontaminati dell’intera Valnerina nonché dell`Appennino Centrale, l`Oasi Naturalistica dei monti Coscerno ed Aspra, caratterizzato da imponenti rilievi montuosi ricoperti da boschi di faggi e di roverelle intervallati da ampi pascoli e piccoli campi oggi, come migliaia di anni fa, destinati alla coltivazione del Farro.

Ottava tappa: Monteleone di Spoleto. Il paese di Monteleone di Spoleto è inserito in uno degli angoli naturalistici e paesaggistici più gradevoli ed incontaminati dell’intera Valnerina nonché dell`Appennino Centrale, l`Oasi Naturalistica dei monti Coscerno ed Aspra, caratterizzato da imponenti rilievi montuosi ricoperti da boschi di faggi e di roverelle intervallati da ampi pascoli e piccoli campi oggi, come migliaia di anni fa, destinati alla coltivazione del Farro.

La città sabina di Norcia, Patria di San Benedetto e nota per la sua profonda spiritualità, si trova nella parte più montuosa ed incontaminata dell’Umbria, nell’area del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in Valnerina, sul margine meridionale del grandioso Piano di Santa Scolastica, splendido esempio di paesaggio agrario italiano.

La città sabina di Norcia, Patria di San Benedetto e nota per la sua profonda spiritualità, si trova nella parte più montuosa ed incontaminata dell’Umbria, nell’area del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in Valnerina, sul margine meridionale del grandioso Piano di Santa Scolastica, splendido esempio di paesaggio agrario italiano.

Castelluccio di Norcia

Castelluccio di Norcia

La posizione di confine di Monteleone di Spoleto, collocato alla confluenza di antichissime ed importanti vie di comunicazione provenienti da nord (Norcia), da ovest (Spoleto), da sud (Leonessa) e da est (la Salaria, Valle del Tronto) gli valse l’appellativo di Leone degli Appennini, per il suo manifestarsi al viaggiatore come un castello cinto da mura e torri, e forse anche per il carattere fiero e bellicoso dei suoi abitanti

La posizione di confine di Monteleone di Spoleto, collocato alla confluenza di antichissime ed importanti vie di comunicazione provenienti da nord (Norcia), da ovest (Spoleto), da sud (Leonessa) e da est (la Salaria, Valle del Tronto) gli valse l’appellativo di Leone degli Appennini, per il suo manifestarsi al viaggiatore come un castello cinto da mura e torri, e forse anche per il carattere fiero e bellicoso dei suoi abitanti

II toponimo di Collefabbri richiama un`antica forma di artigianato locale.  Collefabbri, nel Comune di Scheggino, è un nucleo aggrappato sul pendio dell`omonimo colle e si sviluppa lungo la strada principale che lo attraversa e si presenta ancora abbastanza compatto. Splendido il paesaggio che si gode dal paese.

II toponimo di Collefabbri richiama un`antica forma di artigianato locale. Collefabbri, nel Comune di Scheggino, è un nucleo aggrappato sul pendio dell`omonimo colle e si sviluppa lungo la strada principale che lo attraversa e si presenta ancora abbastanza compatto. Splendido il paesaggio che si gode dal paese.

Ceselli, presumibilmente (per analogia con Cesi) da caedo "tagliare". Castello di pendio, riferibile ai sec. XlIl-XIV, sulla riva destra del fiume Nera.  Un insediamento più antico sorgeva poco più a monte ove ancora sono resti di murazioni e di una chiesa. L`impianto urbano di Ceselli è caratterizzato da una rampa centrale, intersecata da trasversali, per lo più a fondo cieco, su cui si affacciano le residenze.

Ceselli, presumibilmente (per analogia con Cesi) da caedo "tagliare". Castello di pendio, riferibile ai sec. XlIl-XIV, sulla riva destra del fiume Nera. Un insediamento più antico sorgeva poco più a monte ove ancora sono resti di murazioni e di una chiesa. L`impianto urbano di Ceselli è caratterizzato da una rampa centrale, intersecata da trasversali, per lo più a fondo cieco, su cui si affacciano le residenze.

Gavelli, frazione del Comune di Sant`Anatolia di Narco, deriva il toponimo presumibilmente da un patronimico. Il castello tardo-medievale sorge lungo il percorso per Moneteleone di Spoleto, su pendio molto scosceso.

Gavelli, frazione del Comune di Sant`Anatolia di Narco, deriva il toponimo presumibilmente da un patronimico. Il castello tardo-medievale sorge lungo il percorso per Moneteleone di Spoleto, su pendio molto scosceso.

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