Perdipiave

Perdipiave è un’avventura a piedi, “controcorrente”, lungo il percorso del fiume Piave, all’insegna della scoperta di luoghi e storie che godono di minore notorietà rispetto alle classiche rotte turistiche del Veneto. Perdipiave is an "upstream" walking adventure along the path of the river Piave, which aims at the discovery of places and stories that are less famous than the traditional touristic routes of Veneto. www.perdipiave.com
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La nostra risalita controcorrente verso le sorgenti del Piave ci porta ad arrivare in Val Visdende, una splendida valle solcata da un secondo ramo del fiume, il Cordevole o Piave di Visdende, che scorre vivace dalle sorgenti sul Peralba per poi ricongiungersi più a sud al tratto proveniente da Sappada.

La nostra risalita controcorrente verso le sorgenti del Piave ci porta ad arrivare in Val Visdende, una splendida valle solcata da un secondo ramo del fiume, il Cordevole o Piave di Visdende, che scorre vivace dalle sorgenti sul Peralba per poi ricongiungersi più a sud al tratto proveniente da Sappada.

Dal Rifugio Le Sorgenti del Piave proseguiamo lungo il bosco e poi ci troviamo ad un bivio con l’indicazione per il “Sentiero delle Marmotte” dove, alzando lo sguardo, possiamo già vedere in lontananza il Rifugio Calvi che ci aspetta. La salita verso il Calvi può infatti essere affrontata su due percorsi: continuando sulla sinistra lungo una strada bianca (segnavia 132), più lunga ma meno impegnativa (dove passano anche le jeep coi rifornimenti per il Rifugio), oppure prendendo a destra il…

Dal Rifugio Le Sorgenti del Piave proseguiamo lungo il bosco e poi ci troviamo ad un bivio con l’indicazione per il “Sentiero delle Marmotte” dove, alzando lo sguardo, possiamo già vedere in lontananza il Rifugio Calvi che ci aspetta. La salita verso il Calvi può infatti essere affrontata su due percorsi: continuando sulla sinistra lungo una strada bianca (segnavia 132), più lunga ma meno impegnativa (dove passano anche le jeep coi rifornimenti per il Rifugio), oppure prendendo a destra il…

Camminiamo in fila indiana lungo il sentiero, con il Calvi che ad un certo punto si nasconde tra le rocce per poi riapparire nell’ultimo tratto, e iniziamo già a pregustare l’ultima grande salita verso il monte Peralba.

Camminiamo in fila indiana lungo il sentiero, con il Calvi che ad un certo punto si nasconde tra le rocce per poi riapparire nell’ultimo tratto, e iniziamo già a pregustare l’ultima grande salita verso il monte Peralba.

L’anno scorso, quando passammo per Longarone, ricordammo il disastro della diga del Vajont sotto la splendida sequoia nella tenuta del Faè. Quest’anno, nel cinquantesimo anniversario di quella orrenda sciagura, abbiamo fatto visita, assieme al Sindaco di Longarone, Roberto Padrin, al Cimitero Monumentale delle Vittime del Vajont nella frazione di Fortogna. Una mesta passeggiata tra le 1.910 lapidi bianche con tutti i nomi delle persone che persero la vita nella terribile notte del 9 ottobre…

L’anno scorso, quando passammo per Longarone, ricordammo il disastro della diga del Vajont sotto la splendida sequoia nella tenuta del Faè. Quest’anno, nel cinquantesimo anniversario di quella orrenda sciagura, abbiamo fatto visita, assieme al Sindaco di Longarone, Roberto Padrin, al Cimitero Monumentale delle Vittime del Vajont nella frazione di Fortogna. Una mesta passeggiata tra le 1.910 lapidi bianche con tutti i nomi delle persone che persero la vita nella terribile notte del 9 ottobre…

Una fortificazione austriaca sul cammino verso la cima del Monte Peralba.

Una fortificazione austriaca sul cammino verso la cima del Monte Peralba.

Quando arriviamo al Rifugio Calvi (metri 2.164) per una breve sosta, ci rendiamo subito conto dell’altitudine: dopo aver camminato per diversi giorni nell’afa della pianura (ma anche nel bellunese il caldo non è stato da meno), troviamo ad accoglierci un vento molto fresco, per non dire freddo, che soffia vivace tra le maestose pareti del monte Peralba e del Chiadenis che fanno da splendida cornice a questa struttura turistica. Il Rifugio intitolato al patriota Pier Fortunato Calvi (nel…

Quando arriviamo al Rifugio Calvi (metri 2.164) per una breve sosta, ci rendiamo subito conto dell’altitudine: dopo aver camminato per diversi giorni nell’afa della pianura (ma anche nel bellunese il caldo non è stato da meno), troviamo ad accoglierci un vento molto fresco, per non dire freddo, che soffia vivace tra le maestose pareti del monte Peralba e del Chiadenis che fanno da splendida cornice a questa struttura turistica. Il Rifugio intitolato al patriota Pier Fortunato Calvi (nel…

La decima tappa del nostro viaggio inizia dall’incantevole scenario del Rifugio Padova a quota 1.300 metri, dove abbiamo pernottato dopo aver incontrato un violento temporale nella zona di Domegge di Cadore. Costruito la prima volta nel 1910 dalla sezione CAI di Padova, il rifugio fu distrutto da una slavina nel 1931 e subito ricostruito nello stesso anno dagli abitanti della zona nell’attuale posizione, immerso in un bosco verdeggiante alle pendici del Gruppo della Cridola e Spalti di Toro…

La decima tappa del nostro viaggio inizia dall’incantevole scenario del Rifugio Padova a quota 1.300 metri, dove abbiamo pernottato dopo aver incontrato un violento temporale nella zona di Domegge di Cadore. Costruito la prima volta nel 1910 dalla sezione CAI di Padova, il rifugio fu distrutto da una slavina nel 1931 e subito ricostruito nello stesso anno dagli abitanti della zona nell’attuale posizione, immerso in un bosco verdeggiante alle pendici del Gruppo della Cridola e Spalti di Toro…

Torniamo nel centro storico di Belluno e, a pochi metri dalla stazione ferroviaria, ci fermiamo a visitare il MiM – Museo interattivo delle migrazioni in compagnia di Oscar De Bona e del giovane direttore del museo. Ospitato nella sede dell’Associazione Bellunesi nel mondo, il MiM è un esempio di come sia possibile raccontare e tenere viva la memoria delle migliaia di italiani emigrati nel passato e, al tempo stesso, affrontare e approfondire i fenomeni migratori dei nostri giorni. Un museo…

Torniamo nel centro storico di Belluno e, a pochi metri dalla stazione ferroviaria, ci fermiamo a visitare il MiM – Museo interattivo delle migrazioni in compagnia di Oscar De Bona e del giovane direttore del museo. Ospitato nella sede dell’Associazione Bellunesi nel mondo, il MiM è un esempio di come sia possibile raccontare e tenere viva la memoria delle migliaia di italiani emigrati nel passato e, al tempo stesso, affrontare e approfondire i fenomeni migratori dei nostri giorni. Un museo…

In compagnia di Giuliano Vantaggi, grande amico e consulente di Perdipiave per le Dolomiti, iniziamo la nona tappa del nostro viaggio recandoci di buon mattino al Bus del Buson, un affascinante canyon scavato dal torrente Ardo nel Parco Nazionale delle Dolomiti bellunesi. Questa profonda forra, creata dalla forza delle acque torrentizie durante le diverse glaciazioni, convoglia le acque provenienti dal versante sud della grande Schiara, il monte che domina la città di Belluno. In questo…

In compagnia di Giuliano Vantaggi, grande amico e consulente di Perdipiave per le Dolomiti, iniziamo la nona tappa del nostro viaggio recandoci di buon mattino al Bus del Buson, un affascinante canyon scavato dal torrente Ardo nel Parco Nazionale delle Dolomiti bellunesi. Questa profonda forra, creata dalla forza delle acque torrentizie durante le diverse glaciazioni, convoglia le acque provenienti dal versante sud della grande Schiara, il monte che domina la città di Belluno. In questo…

L’ultimo tratto del sentiero Papa Giovanni Paolo II è decisamente più impegnativo, con una salita più verticale e un ultimo pezzo lungo un canalino, attrezzato con una fune in acciaio, in cui è ancora presente della neve. Dopo alcuni metri sul versante in roccia, in cui camminiamo prestando molta attenzione, arriviamo emozionati a toccare la croce in cima al Monte Peralba e ai suoi 2.694 metri di altezza. Ce l’abbiamo fatta! Siamo piuttosto stanchi ma davvero soddisfatti e carichi di…

L’ultimo tratto del sentiero Papa Giovanni Paolo II è decisamente più impegnativo, con una salita più verticale e un ultimo pezzo lungo un canalino, attrezzato con una fune in acciaio, in cui è ancora presente della neve. Dopo alcuni metri sul versante in roccia, in cui camminiamo prestando molta attenzione, arriviamo emozionati a toccare la croce in cima al Monte Peralba e ai suoi 2.694 metri di altezza. Ce l’abbiamo fatta! Siamo piuttosto stanchi ma davvero soddisfatti e carichi di…

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