Astronomia / astrofisica da Tachyon Beam

Immagini astronomiche dal blog Tachyon Beam, dedicato ad astronomia / astrofisica e missioni spaziali
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La NASA ha tenuto una conferenza stampa per comunicare nuovi risultati nelle ricerche sul sistema della stella TRAPPIST-1. Questi risultati sono stato anche descritti in un articolo pubblicato sulla rivista "Nature". Utilizzando dati raccolti dal telescopio Spitzer della NASA, un team di ricercatori guidato da Michaël Gillon dell'Istituto di ricerca Space sciences ha confermato l'esistenza di ben 7 pianeti in questo sistema, tutti rocciosi. Leggi i dettagli nell'articolo!

La NASA ha tenuto una conferenza stampa per comunicare nuovi risultati nelle ricerche sul sistema della stella TRAPPIST-1. Questi risultati sono stato anche descritti in un articolo pubblicato sulla rivista "Nature". Utilizzando dati raccolti dal telescopio Spitzer della NASA, un team di ricercatori guidato da Michaël Gillon dell'Istituto di ricerca Space sciences ha confermato l'esistenza di ben 7 pianeti in questo sistema, tutti rocciosi. Leggi i dettagli nell'articolo!

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Un articolo pubblicato sulla rivista "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society" descrive una ricerca che offre una spiegazione a un mistero astronomico risalente agli anni '70. Un team di ricercatori dell'Anton Pannekoek Institute for Astronomy di Amsterdam guidati da Jakob van den Eijnden ha scoperto un intervallo nel disco di accrescimento del sistema binario MXB 1730-335, conosciuto come Rapid Burster per i suoi lampi di raggi X rapidi e discontinui. Leggi i dettagli…

Un articolo pubblicato sulla rivista "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society" descrive una ricerca che offre una spiegazione a un mistero astronomico risalente agli anni '70. Un team di ricercatori dell'Anton Pannekoek Institute for Astronomy di Amsterdam guidati da Jakob van den Eijnden ha scoperto un intervallo nel disco di accrescimento del sistema binario MXB 1730-335, conosciuto come Rapid Burster per i suoi lampi di raggi X rapidi e discontinui. Leggi i dettagli…

L'ESO ha rilasciato una delle più ampie immagini astronomiche create grazie al VST (Very Large Telescope Survey Telescope) che comprende due nubi cosmiche di gas e polvere, NGC 6334 e NGC 6357. A causa delle loro forme, esse sono conosciute rispettivamente anche con i nomi popolari di nebulosa "Zampa di gatto" e nebulosa "Aragosta". Leggi i dettagli nell'articolo!

L'ESO ha rilasciato una delle più ampie immagini astronomiche create grazie al VST (Very Large Telescope Survey Telescope) che comprende due nubi cosmiche di gas e polvere, NGC 6334 e NGC 6357. A causa delle loro forme, esse sono conosciute rispettivamente anche con i nomi popolari di nebulosa "Zampa di gatto" e nebulosa "Aragosta". Leggi i dettagli nell'articolo!

L'ESA ha pubblicato un'immagine della calotta polare settentrionale del pianeta Marte. Si tratta della composizione di 32 immagini catturate dallo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express dell'ESA durante altrettanti passaggi sopra il polo nord marziano tra il 2004 e il 2010. Quel mosaico mostra le depressioni a forma di spirale della calotta polare. Leggi i dettagli nell'articolo!

L'ESA ha pubblicato un'immagine della calotta polare settentrionale del pianeta Marte. Si tratta della composizione di 32 immagini catturate dallo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express dell'ESA durante altrettanti passaggi sopra il polo nord marziano tra il 2004 e il 2010. Quel mosaico mostra le depressioni a forma di spirale della calotta polare. Leggi i dettagli nell'articolo!

Un articolo pubblicato sulla rivista "Nature Astronomy" descrive la scoperta della prima nana bianca pulsar, un oggetto finora solo ipotizzato ma mai trovato. Un team di ricercatori dell'università britannica di Warwick l'ha identificata nel sistema AR Scorpii (AR Sco), composto da una nana rossa e dalla nana bianca pulsar che ha un periodo di rotazione di poco meno di due minuti. Leggi i dettagli nell'articolo!

Un articolo pubblicato sulla rivista "Nature Astronomy" descrive la scoperta della prima nana bianca pulsar, un oggetto finora solo ipotizzato ma mai trovato. Un team di ricercatori dell'università britannica di Warwick l'ha identificata nel sistema AR Scorpii (AR Sco), composto da una nana rossa e dalla nana bianca pulsar che ha un periodo di rotazione di poco meno di due minuti. Leggi i dettagli nell'articolo!

Un articolo pubblicato sulla rivista "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society" descrive le prove raccolte dell'esistenza di un ponte di stelle tra le due Nubi di Magellano, le due galassie nane satelliti della Via Lattea. Un team internazionale ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell'ESA per stabilire che quel ponte non è composto solo di gas ma anche di stelle che sono vecchie e sono state strappate dalle loro galassie. Leggi i dettagli nell'articolo!

Un articolo pubblicato sulla rivista "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society" descrive le prove raccolte dell'esistenza di un ponte di stelle tra le due Nubi di Magellano, le due galassie nane satelliti della Via Lattea. Un team internazionale ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell'ESA per stabilire che quel ponte non è composto solo di gas ma anche di stelle che sono vecchie e sono state strappate dalle loro galassie. Leggi i dettagli nell'articolo!

Un articolo pubblicato sulla rivista "Icarus" descrive uno studio sul ghiaccio d'acqua esistente all'ombra di vari crateri del pianeta Mercurio che aveva lo scopo di stimarne la quantità, che potrebbe essere molto superiore a quella prevista con veri e propri ghiacciai spessi decine di metri. Le stime sono ancora approssimative e anche sull'origine di quell'acqua ci sono ancora varie ipotesi.

Un articolo pubblicato sulla rivista "Icarus" descrive uno studio sul ghiaccio d'acqua esistente all'ombra di vari crateri del pianeta Mercurio che aveva lo scopo di stimarne la quantità, che potrebbe essere molto superiore a quella prevista con veri e propri ghiacciai spessi decine di metri. Le stime sono ancora approssimative e anche sull'origine di quell'acqua ci sono ancora varie ipotesi.

Un articolo pubblicato sulla rivista "Astrophysical Journal" descrive una ricerca che mostra un collegamento tra un buco nero supermassiccio e la galassia che lo ospita. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare una galassia nel cuore dell'Ammasso della Fenice la quale ha al suo centro un buco nero supermassiccio che emette getti di radiazioni elettromagnetiche che stanno stimolando la nascita di nuove stelle. Leggi i dettagli nell'articolo!

Un articolo pubblicato sulla rivista "Astrophysical Journal" descrive una ricerca che mostra un collegamento tra un buco nero supermassiccio e la galassia che lo ospita. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare una galassia nel cuore dell'Ammasso della Fenice la quale ha al suo centro un buco nero supermassiccio che emette getti di radiazioni elettromagnetiche che stanno stimolando la nascita di nuove stelle. Leggi i dettagli nell'articolo!

Un articolo pubblicato sulla rivista "Science" descrive la rilevazione di materiali organici sul pianeta nano Cerere. Un team di ricercatori coordinato da Maria Cristina De Sanctis dell'Istituto Nazionale di Astrofisica ha usato i dati raccolti dallo spettrometro VIR della sonda spaziale Dawn della NASA per individuare composti alifatici, una delle due classi di materiali organici. Leggi i dettagli nell'articolo!

Un articolo pubblicato sulla rivista "Science" descrive la rilevazione di materiali organici sul pianeta nano Cerere. Un team di ricercatori coordinato da Maria Cristina De Sanctis dell'Istituto Nazionale di Astrofisica ha usato i dati raccolti dallo spettrometro VIR della sonda spaziale Dawn della NASA per individuare composti alifatici, una delle due classi di materiali organici. Leggi i dettagli nell'articolo!

Un articolo pubblicato sulla rivista "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society" descrive una ricerca sulla possibile formazione di grandi lune in seguito alla collisione di due pianeti. Megan Bruk Syal and Amy Barr del Lawrence Livermore National Laboratory hanno condotto una serie di simulazioni per capire quali fattore influenzano la nascita di grosse lune. Leggi i dettagli nell'articolo!

Un articolo pubblicato sulla rivista "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society" descrive una ricerca sulla possibile formazione di grandi lune in seguito alla collisione di due pianeti. Megan Bruk Syal and Amy Barr del Lawrence Livermore National Laboratory hanno condotto una serie di simulazioni per capire quali fattore influenzano la nascita di grosse lune. Leggi i dettagli nell'articolo!

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