fotografie zenitali di Palazzo Vecchio

una galleria di immagini zenitali, realizzate dall'architetto Franco Zampetti, nelle sale del Museo di Palazzo Vecchio
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Museo di Palazzo Vecchio nel Firenze, Toscana

Museo di Palazzo Vecchio nel Firenze, Toscana

Il Camerino di Bianca Cappello.   Il Camerino conservava i beni più preziosi di Bianca Cappello, uno dei personaggi più scomodi della storia medicea avendo sposato Francesco I de' Medici nel 1578, alla morte della moglie Giovanna d'Austria, dopo una relazione extra-coniugale. Sulla volta un'estrosa decorazione a grottesche. Da una grata la Duchessa poteva osservare, non vista, ciò che accadeva nel Salone dei Cinquecento.  Fotografia zenitale realizzata dall'architetto Franco Zampetti.

Il Camerino di Bianca Cappello. Il Camerino conservava i beni più preziosi di Bianca Cappello, uno dei personaggi più scomodi della storia medicea avendo sposato Francesco I de' Medici nel 1578, alla morte della moglie Giovanna d'Austria, dopo una relazione extra-coniugale. Sulla volta un'estrosa decorazione a grottesche. Da una grata la Duchessa poteva osservare, non vista, ciò che accadeva nel Salone dei Cinquecento. Fotografia zenitale realizzata dall'architetto Franco Zampetti.

La Sala dei Gigli. Inquadrato da un magnifico arco trionfale, San Zanobi, santo protettore di Firenze, è al centro di una parete, affiancato da sant’Eugenio e san Crescenzio. Ai lati uomini celebri della storia antica. Sulle restanti pareti i gigli d’oro su campo azzurro in omaggio alla Francia protettrice della libertà di Firenze.  La fotografia zenitale è realizzata dall'architetto Franco Zampetti.

La Sala dei Gigli. Inquadrato da un magnifico arco trionfale, San Zanobi, santo protettore di Firenze, è al centro di una parete, affiancato da sant’Eugenio e san Crescenzio. Ai lati uomini celebri della storia antica. Sulle restanti pareti i gigli d’oro su campo azzurro in omaggio alla Francia protettrice della libertà di Firenze. La fotografia zenitale è realizzata dall'architetto Franco Zampetti.

La Sala di Clemente VII: parte del Quartiere degli Dei Terrestri, dipinta da Giorgio Vasari, Giovanni Stradano e Marco da Faenza e corredato del pavimento intarsiato di Santi di Buglioni.  Clemente VII – Giulio de’ Medici, nipote di Lorenzo il Magnifico – è il secondo papa Medici.  La sala celebra le sue gesta, dedicando un ampio spazio alla straordinaria veduta dell’assedio di Firenze da parte delle truppe imperiali negli anni 1529-1530, dipinta da Giovanni Stradano.

La Sala di Clemente VII: parte del Quartiere degli Dei Terrestri, dipinta da Giorgio Vasari, Giovanni Stradano e Marco da Faenza e corredato del pavimento intarsiato di Santi di Buglioni. Clemente VII – Giulio de’ Medici, nipote di Lorenzo il Magnifico – è il secondo papa Medici. La sala celebra le sue gesta, dedicando un ampio spazio alla straordinaria veduta dell’assedio di Firenze da parte delle truppe imperiali negli anni 1529-1530, dipinta da Giovanni Stradano.

La Sala delle Udienze.  L'ambiente viene rinnovato nella seconda metà del ' 400(1470-81) dai fratelli Benedetto e Giuliano da Maiano, cui si devono anche il meraviglioso soffitto e la porta marmorea con battenti a tarsia lignea raffiguranti Dante e Petrarca. Le decorazioni delle pareti sono affidate a Francesco Salviati  per dipingere gli episodi della vita di Marco Furio Camillo, celebre eroe romano. La fotografia zenitale è realizzata dall'architetto Franco Zampetti.

La Sala delle Udienze. L'ambiente viene rinnovato nella seconda metà del ' 400(1470-81) dai fratelli Benedetto e Giuliano da Maiano, cui si devono anche il meraviglioso soffitto e la porta marmorea con battenti a tarsia lignea raffiguranti Dante e Petrarca. Le decorazioni delle pareti sono affidate a Francesco Salviati per dipingere gli episodi della vita di Marco Furio Camillo, celebre eroe romano. La fotografia zenitale è realizzata dall'architetto Franco Zampetti.

La Sala di Leone X: il protagonista della sala – dipinta da Giorgio Vasari, Giovanni Stradano e Marco da Faenza, decorata da stucchi dorati di Leonardo Ricciarelli e Giovanni Boscoli e ornata dal pavimento intarsiato di Santi di Buglioni – è Giovanni, figlio di Lorenzo il Magnifico, divenuto Papa nel 1513 con il nome di Leone X.  Le gesta di Giovanni de’ Medici decorano tutta la sala: battaglie, fughe e vittorie, trattative e cerimonie.

La Sala di Leone X: il protagonista della sala – dipinta da Giorgio Vasari, Giovanni Stradano e Marco da Faenza, decorata da stucchi dorati di Leonardo Ricciarelli e Giovanni Boscoli e ornata dal pavimento intarsiato di Santi di Buglioni – è Giovanni, figlio di Lorenzo il Magnifico, divenuto Papa nel 1513 con il nome di Leone X. Le gesta di Giovanni de’ Medici decorano tutta la sala: battaglie, fughe e vittorie, trattative e cerimonie.

La cappella della Duchessa Eleonora di Toledo. L’ambiente viene interamente dipinto da Agnolo Bronzino. La pala d’altare mostra la Deposizione di Cristo mentre le pareti dispiegano le storie di Mosè. Sulla volta San Michele Arcangelo, San Francesco, San Gerolamo e San Giovanni Evangelista.

La cappella della Duchessa Eleonora di Toledo. L’ambiente viene interamente dipinto da Agnolo Bronzino. La pala d’altare mostra la Deposizione di Cristo mentre le pareti dispiegano le storie di Mosè. Sulla volta San Michele Arcangelo, San Francesco, San Gerolamo e San Giovanni Evangelista.

La Cappella dei Priori: qui i Priori delle Arti, ovvero i governanti della Firenze medievale, si ritiravano in preghiera prima di riunirsi per le decisioni pubbliche nella sala adiacente, la Sala delle Udienze. L'ambiente era nel Trecento più essenziale, poi conosce un importante rinnovamento tra il 1511 e il 1514 grazie all'opera di Ridolfo del Ghirlandaio, che la decora con motivi ornamentali su fondo dorato a finto mosaico e con iscrizioni che alludono a un buon esercizio del governo.

La Cappella dei Priori: qui i Priori delle Arti, ovvero i governanti della Firenze medievale, si ritiravano in preghiera prima di riunirsi per le decisioni pubbliche nella sala adiacente, la Sala delle Udienze. L'ambiente era nel Trecento più essenziale, poi conosce un importante rinnovamento tra il 1511 e il 1514 grazie all'opera di Ridolfo del Ghirlandaio, che la decora con motivi ornamentali su fondo dorato a finto mosaico e con iscrizioni che alludono a un buon esercizio del governo.


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