Day 1: Ziad, 31, is a father of three, with another child on the way. On the first day of Ramadan, Ziad returns to his family's caravan after working a shift as a guard in Za'atri refugee camp. 'Last Ramadan, I was in prison [in Syria],' he recalls. His wife and children would tell him to come home, but each time he would have to tell them, 'I can't, the door is locked.' He becomes emotional as he remembers those days, when he was unable to buy gifts for his children. Last year in prison

Day 1: Ziad, 31, is a father of three, with another child on the way. On the first day of Ramadan, Ziad returns to his family's caravan after working a shift as a guard in Za'atri refugee camp. 'Last Ramadan, I was in prison [in Syria],' he recalls. His wife and children would tell him to come home, but each time he would have to tell them, 'I can't, the door is locked.' He becomes emotional as he remembers those days, when he was unable to buy gifts for his children. Last year in prison

Rispondere alle urgenti richieste di protezione e assistenza umanitaria in tante regioni del mondo è stata una parte essenziale del lavoro di UNHCR negli ultimi 30 anni. I rifugiati e tutti coloro che fuggono dai conflitti hanno bisogno di aiuto nel modo più rapido possibile.  In questa foto, una bambina afghana fuggita da Kabul.  www.unhcr.it

Rispondere alle urgenti richieste di protezione e assistenza umanitaria in tante regioni del mondo è stata una parte essenziale del lavoro di UNHCR negli ultimi 30 anni. I rifugiati e tutti coloro che fuggono dai conflitti hanno bisogno di aiuto nel modo più rapido possibile. In questa foto, una bambina afghana fuggita da Kabul. www.unhcr.it

Quando lo aprono trovano una borsa, penne, quaderni e libri. E' uno scrigno prezioso il kit che ricevono i i 175mila bambini rifugiati ai quali UNHCR ha promesso l'istruzione primaria.  www.unhcr.it

Quando lo aprono trovano una borsa, penne, quaderni e libri. E' uno scrigno prezioso il kit che ricevono i i 175mila bambini rifugiati ai quali UNHCR ha promesso l'istruzione primaria. www.unhcr.it

Hawa Aden Mohamed, fondatrice del Galkayo Education Centre for Peace and Development (GECPD). Ex rifugiata somalia, nel 1995 ha lanciato un'iniziativa che ha cambiato la vita di migliaia di donne e ragazze sfollate. Ha istituito dei luoghi dove donne, ragazze e bambine vittime di violenza sessuale possono trovare preotezione e accoglienza: servizi medici, supporto psicologico per superare il trauma, micro credito e formazione.  www.unhcr.it

Hawa Aden Mohamed, fondatrice del Galkayo Education Centre for Peace and Development (GECPD). Ex rifugiata somalia, nel 1995 ha lanciato un'iniziativa che ha cambiato la vita di migliaia di donne e ragazze sfollate. Ha istituito dei luoghi dove donne, ragazze e bambine vittime di violenza sessuale possono trovare preotezione e accoglienza: servizi medici, supporto psicologico per superare il trauma, micro credito e formazione. www.unhcr.it

Aya è la bambina siriana rifugiata numero 1 milione. Non sa se potrà tornare a casa in Siria, ma riesce ancora a sorridere aggrappandosi alle persone che ama. In questa foto è con sua sorella nel campo rifugiati dove sono accolti, in Libano.  www.unhcr.it

Aya è la bambina siriana rifugiata numero 1 milione. Non sa se potrà tornare a casa in Siria, ma riesce ancora a sorridere aggrappandosi alle persone che ama. In questa foto è con sua sorella nel campo rifugiati dove sono accolti, in Libano. www.unhcr.it

Rose impasta il pane vicino a un forno. da quando ha incontrato suor Angelique circa due anni fa, Rose ha cambiato la sua vita. Vittima delle violenze del gruppo ribelle LRA e ripudiata dalla sua famiglia, Rose ha imparato a fare il pane, che ora vende al mercato locale. Ora riesce a contrinìbuire significativamente al sostentamento della sua famiglia.  www.unhcr.it UNHCR/B. Sokol

Rose impasta il pane vicino a un forno. da quando ha incontrato suor Angelique circa due anni fa, Rose ha cambiato la sua vita. Vittima delle violenze del gruppo ribelle LRA e ripudiata dalla sua famiglia, Rose ha imparato a fare il pane, che ora vende al mercato locale. Ora riesce a contrinìbuire significativamente al sostentamento della sua famiglia. www.unhcr.it UNHCR/B. Sokol

Suor Angélique (al centro) insegna a cucire ad alcune ragazze della remota città di Dungu, nella parte nord-orientale del Congo. Questa regione è tra le più colpite dalle violenze del gruppo ribelle dell'LRA, che hanno causato la fuga di migliai di persone. Suor Angelique aiuta le donne vittime di violenza  ricostruire la propria vita. www.unhcr.it UNHCR/B. Sokol

Suor Angélique (al centro) insegna a cucire ad alcune ragazze della remota città di Dungu, nella parte nord-orientale del Congo. Questa regione è tra le più colpite dalle violenze del gruppo ribelle dell'LRA, che hanno causato la fuga di migliai di persone. Suor Angelique aiuta le donne vittime di violenza ricostruire la propria vita. www.unhcr.it UNHCR/B. Sokol

L’educazione è uno dei punti fondamentali del lavoro di suor Angelique in favore degli sfollati del Congo. www.unhcr.it UNHCR/B. Sokol.

L’educazione è uno dei punti fondamentali del lavoro di suor Angelique in favore degli sfollati del Congo. www.unhcr.it UNHCR/B. Sokol.

Suor Angélique Namaika incontra Papa Francesco. “Incontrare il Papa è stato un grandissimo onore per me”, ha detto suor Angélique. “Non ho mai osato sperare di incontrare il Santo Padre e quando ho saputo che l’avrei fatto ho pianto a lungo. Gli ho chiesto di benedire me e le donne per cui lavoro e spero che ciò contribuisca a riportare la pace nella nostra regione.” © Fotografia Felici

Suor Angélique Namaika incontra Papa Francesco. “Incontrare il Papa è stato un grandissimo onore per me”, ha detto suor Angélique. “Non ho mai osato sperare di incontrare il Santo Padre e quando ho saputo che l’avrei fatto ho pianto a lungo. Gli ho chiesto di benedire me e le donne per cui lavoro e spero che ciò contribuisca a riportare la pace nella nostra regione.” © Fotografia Felici

Suor Angélique Namaika, vincitrice del Premio Nansen per i Rifugiati 2013.  Suor Angelique grazie al suo lavoro in favore dei sopravvissuti alla violenza del Lord's Resistance Army, LRA, nelle aree remote della Repubblica Democratica del Congo ha contribuito a cambiare le vite di più di duemila donne e ragazze costrette a lasciare le loro case e vittime di abusi.

Suor Angélique Namaika, vincitrice del Premio Nansen per i Rifugiati 2013. Suor Angelique grazie al suo lavoro in favore dei sopravvissuti alla violenza del Lord's Resistance Army, LRA, nelle aree remote della Repubblica Democratica del Congo ha contribuito a cambiare le vite di più di duemila donne e ragazze costrette a lasciare le loro case e vittime di abusi.

Pinterest
Cerca