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Stile severo: alla ricerca dell'equilibrio

Chiamato anche stile di transizione, poiché si pone intermedio fra l'arcaismo maturo e lo sbocciare della piena classicità, in quella eccezionale temperie verificatasi al termine delle guerre persiane. La piena corporeità plastica della figura, l'eliminazione di ogni accenno decorativo, la ricerca di un maggiore realismo anatomico nelle singole corporature sono espressione di un importante mutamento di stile nella statuaria greca, di cui l'arte severa si fa promotrice.
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Particolare del bronzo A (Bronzi di Riace), ca 450 a.C. Reggio Calabria, Museo Nazionale. I denti, visibili attraverso le labbra semiaperte, sono in argento; la cornea è in avorio, mentre l'iride era eseguita in pasta vitrea. Il bronzo A mostra un volto intenso e aspro, cui lo scatto del collo verso destra imprime una connotazione imperiosa; le labbra semiaperte aggiungono all'immagine qualcosa di drammatico e, per dirla con le parole di Paribeni, di «amaro»

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Calamide o bottega di (attribuito), Zeus o Poseidon di Capo Artemisio, 460 a.C. Bronzo, h. 209 cm. Atene, Museo Nazionale. L'opera fu rinvenuta nel 1926 nei pressi di Capo Artemisio (isola Eubea), accanto ad un relitto romano. Con tutta probabilità la statua stava per essere trasportata a Roma ma per qualche motivo la nave affondò in mare. Non è chiaro cosa dovesse tenere nella mano destra, forse un fulmine oppure un tridente (si tratterebbe quindi di una figura di Zeus o di Poseidone)

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maria tamberi

Kritios, Efebo, 480 a.C. Marmo, h. 86 cm. Atene, Museo dell'Acropoli. Il kouros gravita sulla gamba sinistra arretrata, con la conseguente rotazione del bacino che, dallo stesso lato, si solleva. Tale soluzione contrasta fortemente con l'appoggio su ambedue le gambe proprio dei kouroi arcaici, pur lasciando inalterata la frontalità del busto. E’ in questo periodo, del resto, che si pone il problema più tipico della statuaria greca: quello dell’equilibrio e della gravitazione.

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maria tamberi

I Bronzi di Riace furono scoperti il 16 agosto 1972 nel tratto di mar Ionio antistante comune di Riace Marina. Un primo restauro avvenne negli anni 1975-1980 a Firenze, dove, oltre alla pulizia e alla conservazione delle superfici esterne, si cominciò a svuotare l'interno delle statue dalla terra di fusione originaria, impregnatasi nel corso dei secoli di cloruri che avevano innescato pericolosi fenomeni di corrosione.

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maria tamberi

Discobolo di Mirone. 480-460 a.C. ca. Copia romana. Marmo. h.cm. 156. Roma, Museo Nazionale Romano. Mirone, interessato alla rappresentazione fisiologica del movimento in atto, sceglie di raffigurare un l'atleta nel momento stesso del lancio perché l'azione mette in moto tutti i muscoli del corpo. Ma, al tempo stesso, vuole creare una figura ideale, perfettamente equilibrata.

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maria tamberi