Il male minore

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Un'ecologia dell’imprenditoria umanitaria in cui gli imprenditori sono le stesse persone che dovrebbero avere un ruolo nell’evitare che l’impatto con una calamità naturale si trasformi in un disastro, ovvero coloro che dovrebbero contribuire a limitare la vulnerabilità di un gruppo umano.

Un'ecologia dell’imprenditoria umanitaria in cui gli imprenditori sono le stesse persone che dovrebbero avere un ruolo nell’evitare che l’impatto con una calamità naturale si trasformi in un disastro, ovvero coloro che dovrebbero contribuire a limitare la vulnerabilità di un gruppo umano.

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Alcuni estratti del libro di Eyal Weizman, Il male minore (Nottetempo, Roma, 2009) relativi all’operazione israeliana Piombo Fuso del 2008-2009, nel tentativo di comprendere le logiche sottostanti quell’operazione e le continuità con l’attacco alla Striscia di Gaza degli ultimi giorni - la cosiddetta operazione "Pilastro di difesa".

Alcuni estratti del libro di Eyal Weizman, Il male minore (Nottetempo, Roma, 2009) relativi all’operazione israeliana Piombo Fuso del 2008-2009, nel tentativo di comprendere le logiche sottostanti quell’operazione e le continuità con l’attacco alla Striscia di Gaza degli ultimi giorni - la cosiddetta operazione "Pilastro di difesa".

Nel giornalismo “di guerra” si leggono spesso espressioni mutuate dal lessico militare. Una delle più gelide è danni collaterali. E’ con questo termine che si intendono le cosiddette vittime civili che hanno la sfortuna di nascere in un luogo di conflitto. E che muoiono durante i bombardamenti o gli omicidi mirati. Il più delle volte questi esseri umani diventano numeri nel rapporto quotidiano che alcuni giornalisti fanno alla fine di una giornata di bombardamenti.

Nel giornalismo “di guerra” si leggono spesso espressioni mutuate dal lessico militare. Una delle più gelide è danni collaterali. E’ con questo termine che si intendono le cosiddette vittime civili che hanno la sfortuna di nascere in un luogo di conflitto. E che muoiono durante i bombardamenti o gli omicidi mirati. Il più delle volte questi esseri umani diventano numeri nel rapporto quotidiano che alcuni giornalisti fanno alla fine di una giornata di bombardamenti.

Con questo "Il minore dei mali possibili" (ed. Nottetempo), Weizman riprende e sviluppa la riflessione già iniziata nel 2009 sul concetto di “male minore” e sulle logiche che, nel nostro “presente umanitario”, guidano l’esercizio e la legittimazione della violenza.

Con questo "Il minore dei mali possibili" (ed. Nottetempo), Weizman riprende e sviluppa la riflessione già iniziata nel 2009 sul concetto di “male minore” e sulle logiche che, nel nostro “presente umanitario”, guidano l’esercizio e la legittimazione della violenza.

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La questione del «male minore» l’ha sollevata in modo critico per la prima volta un’ebrea migrata in America per sfuggire al nazismo, Hannah Arendt, in una conferenza del 1964, dedicata a «La responsabilità personale sotto la dittatura».

La questione del «male minore» l’ha sollevata in modo critico per la prima volta un’ebrea migrata in America per sfuggire al nazismo, Hannah Arendt, in una conferenza del 1964, dedicata a «La responsabilità personale sotto la dittatura».

Se l'umanitarismo di guerra si traduce molto spesso in una organicità con l’azione bellica, che cosa accade quando gli stessi attori umanitari si cimentano nel primo soccorso post-terremoto e nelle ricostruzioni, come nel caso dell'Aquila?

Se l'umanitarismo di guerra si traduce molto spesso in una organicità con l’azione bellica, che cosa accade quando gli stessi attori umanitari si cimentano nel primo soccorso post-terremoto e nelle ricostruzioni, come nel caso dell'Aquila?

Strumentalizzazione delle immagini e politica del “male minore” nel caso del terremoto all'Aquila.

Strumentalizzazione delle immagini e politica del “male minore” nel caso del terremoto all'Aquila.

Eyal Weizman parla del suo ultimo saggio "Il minore dei mali possibili" al Salone del Libro di Torino 2013

Eyal Weizman parla del suo ultimo saggio "Il minore dei mali possibili" al Salone del Libro di Torino 2013

Al Salone di Torino 2013,Gustavo Zagrebelsky commentaAl Salone del Libro di Torino 2013, Gustavo Zagrebelsky commenta il libro di Eyal Weizman "Il minore dei mali possibili" e riflette sui paradigmi etico-normativi e le situationi politiche in cui si esercita il male minore. il libro di Eyal Weizman "Il minore dei mali possibili" e traccia i paradigmi contemporanei su cui si esercita il male minore.

Al Salone di Torino 2013,Gustavo Zagrebelsky commentaAl Salone del Libro di Torino 2013, Gustavo Zagrebelsky commenta il libro di Eyal Weizman "Il minore dei mali possibili" e riflette sui paradigmi etico-normativi e le situationi politiche in cui si esercita il male minore. il libro di Eyal Weizman "Il minore dei mali possibili" e traccia i paradigmi contemporanei su cui si esercita il male minore.

L'ottimismo del "Candide" di Voltaire di fronte alle tragedie e alle violenze era smaccatamente miope, ma avere abbandonato la ricerca del bene, accontentandosi di un più modesto male minore, è oggi uno dei mali dell'Occidente. Almeno secondo l'architettto e intellettuale israeliano Eyal Weizman http://video.ilsole24ore.com/TMNews/2013/20130520_video_14463591/00011891-eyal-weizman-il-male-minore-e-le-ipocrisie-delloccidente.php

L'ottimismo del "Candide" di Voltaire di fronte alle tragedie e alle violenze era smaccatamente miope, ma avere abbandonato la ricerca del bene, accontentandosi di un più modesto male minore, è oggi uno dei mali dell'Occidente. Almeno secondo l'architettto e intellettuale israeliano Eyal Weizman http://video.ilsole24ore.com/TMNews/2013/20130520_video_14463591/00011891-eyal-weizman-il-male-minore-e-le-ipocrisie-delloccidente.php

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