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Il male minore

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Un'ecologia dell’imprenditoria umanitaria in cui gli imprenditori sono le stesse persone che dovrebbero avere un ruolo nell’evitare che l’impatto con una calamità naturale si trasformi in un disastro, ovvero coloro che dovrebbero contribuire a limitare la vulnerabilità di un gruppo umano.

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Weizman dischiude diversi scenari, laboratori dove la morale occidentale esercita o ha esercitato la sua pragmatica contabilità sul «male minore», dall’Etiopia a Gaza, dall’Iraq all’Afghanistan. Si sofferma sull’ambiente, sulle costruzioni e sulle demolizioni pianificate, in generale su quel panorama che si trasforma in un eloquente testimone d’accusa agli occhi di un «architetto forense», qual è lui http://lettura.corriere.it/il-numero-29-ha-un%E2%80%99etica-no/

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Fahrenheit al Salone del libro di Torino - Intervista a Wiezman dal minuto

L'ottimismo del "Candide" di Voltaire di fronte alle tragedie e alle violenze era smaccatamente miope, ma avere abbandonato la ricerca del bene, accontentandosi di un più modesto male minore, è oggi uno dei mali dell'Occidente. Almeno secondo l'architettto e intellettuale israeliano Eyal Weizman http://video.ilsole24ore.com/TMNews/2013/20130520_video_14463591/00011891-eyal-weizman-il-male-minore-e-le-ipocrisie-delloccidente.php

Al Salone di Torino 2013,Gustavo Zagrebelsky commentaAl Salone del Libro di Torino 2013, Gustavo Zagrebelsky commenta il libro di Eyal Weizman "Il minore dei mali possibili" e riflette sui paradigmi etico-normativi e le situationi politiche in cui si esercita il male minore. il libro di Eyal Weizman "Il minore dei mali possibili" e traccia i paradigmi contemporanei su cui si esercita il male minore.

Eyal Weizman parla del suo ultimo saggio "Il minore dei mali possibili" al Salone del Libro di Torino 2013

Si chiama lawfare e riguarda il rapporto fra guerra e diritto. «Però non va confuso con il tentativo di giustificare giuridicamente un conflitto – avverte Eyal Weizman –. Qui è la legge stessa a diventare strumento di guerra, attraverso la strutturazione di regole che si sottraggono al vaglio dell’etica». http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/weizman-etica-del-minor-male-oggi-la-decide-la-politica.aspx

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Strumentalizzazione delle immagini e politica del “male minore” nel caso del terremoto all'Aquila.

Se l'umanitarismo di guerra si traduce molto spesso in una organicità con l’azione bellica, che cosa accade quando gli stessi attori umanitari si cimentano nel primo soccorso post-terremoto e nelle ricostruzioni, come nel caso dell'Aquila?

La questione del «male minore» l’ha sollevata in modo critico per la prima volta un’ebrea migrata in America per sfuggire al nazismo, Hannah Arendt, in una conferenza del 1964, dedicata a «La responsabilità personale sotto la dittatura».