UNHCR

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Esther, 17 anni, è fuggita dalla guerra in Sud Sudan e vive nel campo rifugiati di Kakuma, in Kenia, dal 2009. Nessuno pensava che lei, figlia di un’analfabeta, potesse essere brava a scuola. Ma la sua determinazione le ha permesso di entrare nella scuola più moderna del campo, dove sta ricevendo un’istruzione di qualità. Sente la mancanza del suo paese d’origine e spera un giorno di tornare lì da neurochirurgo, pronta a fare la differenza per la popolazione.

Esther, 17 anni, è fuggita dalla guerra in Sud Sudan e vive nel campo rifugiati di Kakuma, in Kenia, dal 2009. Nessuno pensava che lei, figlia di un’analfabeta, potesse essere brava a scuola. Ma la sua determinazione le ha permesso di entrare nella scuola più moderna del campo, dove sta ricevendo un’istruzione di qualità. Sente la mancanza del suo paese d’origine e spera un giorno di tornare lì da neurochirurgo, pronta a fare la differenza per la popolazione.

Il Liberi Nantes Football Club è una squadra di calcio interamente composta da giocatori vittime di migrazione forzata. È la prima squadra in Italia, a carattere permanente, che ha scelto di rappresentare il popolo dei rifugiati, dei richiedenti asilo - spesse volte vittime di torture e di violenze – e più in generale di tutti coloro che sono costretti a scappare dal proprio paese per sopravvivere: i migranti forzati. www.liberinantes.org

Il Liberi Nantes Football Club è una squadra di calcio interamente composta da giocatori vittime di migrazione forzata. È la prima squadra in Italia, a carattere permanente, che ha scelto di rappresentare il popolo dei rifugiati, dei richiedenti asilo - spesse volte vittime di torture e di violenze – e più in generale di tutti coloro che sono costretti a scappare dal proprio paese per sopravvivere: i migranti forzati. www.liberinantes.org

"All'inizio non riuscivo a dormire a causa del dolore.Ora non riesco a dormire per lo shock". Asam,17enne del Kurdistan iracheno,pensava di aver perso tutto quando la sua famiglia è dovuta fuggire dalla propria casa. Ma solo pochi mesi dopo aver trovato un nuovo posto in cui vivere,ha messo un piede su una mina mentre correva per recuperare un pallone.Le ferite fisiche stanno guarendo bene,ma Asam non è più la persona di una volta.Ha disturbi del sonno e quasi ogni notte si sveglia urlando.

"All'inizio non riuscivo a dormire a causa del dolore.Ora non riesco a dormire per lo shock". Asam,17enne del Kurdistan iracheno,pensava di aver perso tutto quando la sua famiglia è dovuta fuggire dalla propria casa. Ma solo pochi mesi dopo aver trovato un nuovo posto in cui vivere,ha messo un piede su una mina mentre correva per recuperare un pallone.Le ferite fisiche stanno guarendo bene,ma Asam non è più la persona di una volta.Ha disturbi del sonno e quasi ogni notte si sveglia urlando.

Più che semplici amici, Saifur e Shamsur, 11 e 13 anni, sono fratelli: nati e cresciuti in un villaggio di rifugiati afghani in Pakistan, oggi stanno per tornare nel loro paese d’origine, che non hanno ancora conosciuto. Sperano di trovare belle città, con tanti giardini e senza guerra: un posto dove poter realizzare i propri sogni.

Più che semplici amici, Saifur e Shamsur, 11 e 13 anni, sono fratelli: nati e cresciuti in un villaggio di rifugiati afghani in Pakistan, oggi stanno per tornare nel loro paese d’origine, che non hanno ancora conosciuto. Sperano di trovare belle città, con tanti giardini e senza guerra: un posto dove poter realizzare i propri sogni.

"Quando sono arrivata al campo non avevo soldi per mantenere la mia famiglia.Ho cercato lavoro ma nessuno poteva aiutarmi,ecco perché ho creato il mio piccolo ristorante!".Masika è fuggita dalla RDC dopo che suo marito era stato ucciso.Ha iniziato a vendere parte della sua razione di grano per comprare carne e verdure da cucinare.Quello che vedete nella foto è il suo ristorante,in cui ogni giorno prepara pietanze che poi rivende al mercato locale e all’interno del campo!

"Quando sono arrivata al campo non avevo soldi per mantenere la mia famiglia.Ho cercato lavoro ma nessuno poteva aiutarmi,ecco perché ho creato il mio piccolo ristorante!".Masika è fuggita dalla RDC dopo che suo marito era stato ucciso.Ha iniziato a vendere parte della sua razione di grano per comprare carne e verdure da cucinare.Quello che vedete nella foto è il suo ristorante,in cui ogni giorno prepara pietanze che poi rivende al mercato locale e all’interno del campo!

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