Marche:Matelica, il suo Verdicchio, il miele e altre storie

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Tagliatelle della Trebbiatura Nei secoli passati, nelle corti contadine  la mietitura era un rito, le famiglie  usavano aiutarsi reciprocamente, riunendosi per la raccolta nei vari poderi e lavorando in gruppo, dimezzando così la fatica. Le massaie, in previsione dei pranzi da offrire ai vicini con riconoscenza per il grande aiuto, iniziavano ad allevare le oche già in inverno per farne degli splendidi, saporiti ragù.

Tagliatelle della Trebbiatura Nei secoli passati, nelle corti contadine la mietitura era un rito, le famiglie usavano aiutarsi reciprocamente, riunendosi per la raccolta nei vari poderi e lavorando in gruppo, dimezzando così la fatica. Le massaie, in previsione dei pranzi da offrire ai vicini con riconoscenza per il grande aiuto, iniziavano ad allevare le oche già in inverno per farne degli splendidi, saporiti ragù.

Matelica divenne un discreto centro culturale e a testimoniarlo troviamo Palazzo Ottoni, Piersanti, Salta, la bellissima Loggia del Mercato, le opere di pittura conservate al Museo Piersanti e nella Chiesa di S. Francesco. Nel 1761 Matelica divenne città e poi la storia dello Stato della chiesa e del Regno d’Italia. La città, come molte altre nell’entroterra marchigiano, con le sue chiese, i suoi monumenti, i resti archeologici e il suo splendido museo, è un gioiello da scoprire.

Matelica divenne un discreto centro culturale e a testimoniarlo troviamo Palazzo Ottoni, Piersanti, Salta, la bellissima Loggia del Mercato, le opere di pittura conservate al Museo Piersanti e nella Chiesa di S. Francesco. Nel 1761 Matelica divenne città e poi la storia dello Stato della chiesa e del Regno d’Italia. La città, come molte altre nell’entroterra marchigiano, con le sue chiese, i suoi monumenti, i resti archeologici e il suo splendido museo, è un gioiello da scoprire.

Città di antichissima origine. Le prime testimonianze della presenza dell'uomo nel territorio matelicese risalgono al Paleolitico. A partire dall'VIII sec.a.C., ma soprattutto durante il VII, l'intero comprensorio viene densamente popolato: lo dimostrano le estese aree di abitati e le necropoli sviluppatesi in corrispondenza dei pianori di fondovalle prossimi al corso del fiume Esino

Città di antichissima origine. Le prime testimonianze della presenza dell'uomo nel territorio matelicese risalgono al Paleolitico. A partire dall'VIII sec.a.C., ma soprattutto durante il VII, l'intero comprensorio viene densamente popolato: lo dimostrano le estese aree di abitati e le necropoli sviluppatesi in corrispondenza dei pianori di fondovalle prossimi al corso del fiume Esino

Il Lattaiolo:Ricetta riveduta dell'antico lattacciolu, un classico dolce contadino che si preparava nel maceratese e nell'ascolano, un budino  per la esecuzione del quale si seguiva un vero rituale.

Il Lattaiolo:Ricetta riveduta dell'antico lattacciolu, un classico dolce contadino che si preparava nel maceratese e nell'ascolano, un budino per la esecuzione del quale si seguiva un vero rituale.

Vino cotto:Questo particolare tipo di vino, che può ricordare nel sapore il più famoso vino passito, si ottiene da una tecnica tradizionale che alcuni fanno derivare fin dagli antichi tempi dei Piceni (X secolo a.C.), che in questa zona vivevano, altri invece dai Greci (IV secolo a.C.), una tecnica poi tramandata attraverso i millenni fino ai giorni nostri.  Plinio parlava dei vini dolci e, riferendosi ai cotti, ne esaltava le qualità

Vino cotto:Questo particolare tipo di vino, che può ricordare nel sapore il più famoso vino passito, si ottiene da una tecnica tradizionale che alcuni fanno derivare fin dagli antichi tempi dei Piceni (X secolo a.C.), che in questa zona vivevano, altri invece dai Greci (IV secolo a.C.), una tecnica poi tramandata attraverso i millenni fino ai giorni nostri. Plinio parlava dei vini dolci e, riferendosi ai cotti, ne esaltava le qualità

Matelica è situata al centro di una valle compresa tra il Monte S.Vicino e il Monte Gemmo. Il suo territorio è ricco di bellezze naturalistiche e importanti documentazioni storiche di un passato ricco, come i resti della potentissima abazia benedettina di S. Maria de Rotis e la possente Rocca degli Ottoni, entrambe nel magnifico massiccio del S.Vicino

Matelica è situata al centro di una valle compresa tra il Monte S.Vicino e il Monte Gemmo. Il suo territorio è ricco di bellezze naturalistiche e importanti documentazioni storiche di un passato ricco, come i resti della potentissima abazia benedettina di S. Maria de Rotis e la possente Rocca degli Ottoni, entrambe nel magnifico massiccio del S.Vicino

Vincisgrassi Marchigiani Di questo piatto si è molto scritto e parlato, nell'intento di scoprirne l'origine autentica.Secondo la tradizione il nome deriverebbe dal fatto che un cuoco maceratese la preparò in onore di un generale austriaco di nome Windisch Graetz nel 1799 che combatté contro Napoleone cingendo d'assedio Ancona. In realtà il piatto era già presente nella tradizione culinaria marchigiana e nel 1781 appariva già nel libro di cucina di Antonio Nebbia, Il cuoco maceratese

Vincisgrassi Marchigiani Di questo piatto si è molto scritto e parlato, nell'intento di scoprirne l'origine autentica.Secondo la tradizione il nome deriverebbe dal fatto che un cuoco maceratese la preparò in onore di un generale austriaco di nome Windisch Graetz nel 1799 che combatté contro Napoleone cingendo d'assedio Ancona. In realtà il piatto era già presente nella tradizione culinaria marchigiana e nel 1781 appariva già nel libro di cucina di Antonio Nebbia, Il cuoco maceratese

La crescia: nella provincia di Macerata,  la crescia si prepara con la pasta del pane, ma assume una consistenza simile a quella della schiacciata toscana. Rotonda, con l'orlo spezzettato e con fossette sulla superficie (che hanno la funzione di trattenere meglio l'olio), si condisce con olio, sale, cipolla o rosmarino. Alcune varianti storiche prevedono l'uso nell'impasto di strutto e ciccioli di maiale (detti anche "grasselli" o "sgriscioli"), e la sostituzione della farina di grano

La crescia: nella provincia di Macerata, la crescia si prepara con la pasta del pane, ma assume una consistenza simile a quella della schiacciata toscana. Rotonda, con l'orlo spezzettato e con fossette sulla superficie (che hanno la funzione di trattenere meglio l'olio), si condisce con olio, sale, cipolla o rosmarino. Alcune varianti storiche prevedono l'uso nell'impasto di strutto e ciccioli di maiale (detti anche "grasselli" o "sgriscioli"), e la sostituzione della farina di grano

I Tajulì Pelusi sono un piatto tipico della tradizione culinaria marchigiana. La pasta è sempre mescolata con le uova, ma nelle famiglie contadine povere un tempo non c'erano  le uova o la farina di grano e le donne di casa utilizzavano quello che c'era,

I Tajulì Pelusi sono un piatto tipico della tradizione culinaria marchigiana. La pasta è sempre mescolata con le uova, ma nelle famiglie contadine povere un tempo non c'erano le uova o la farina di grano e le donne di casa utilizzavano quello che c'era,

E'la meno conosciuta delle due varietà di Verdicchio DOCG delle Marche .La zona di produzione del vino è un decimo della dimensione della sua controparte, il Verdicchio di Jesi, I vigneti sono situati su pendii ad una altitudine di 400 metri che fanno parte dell'Appennino, nelle province di Macerata e Ancona. Il terroir è ideale per la coltivazione della vite, con il clima continentale, ed i suoli ricchi di minerali con un contenuto di argilla calcarea. Fanno parte del Verdicchio di Matelica

E'la meno conosciuta delle due varietà di Verdicchio DOCG delle Marche .La zona di produzione del vino è un decimo della dimensione della sua controparte, il Verdicchio di Jesi, I vigneti sono situati su pendii ad una altitudine di 400 metri che fanno parte dell'Appennino, nelle province di Macerata e Ancona. Il terroir è ideale per la coltivazione della vite, con il clima continentale, ed i suoli ricchi di minerali con un contenuto di argilla calcarea. Fanno parte del Verdicchio di Matelica


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Il vino cotto tra passato e futuro, esperti a confronto - L'Abruzzo è servito | Quotidiano di ricette e notizie d'AbruzzoL'Abruzzo è servito | Quotidiano di ricette e notizie d'Abruzzo

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Uno scorcio della ridente #Matelica, #Marche #destinazionemarche

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Besiedelt seit dem 8. Jahrhundert vor Christus Matelica erworb ihre Name während der Römerzeit, wenn sie zur Municipium Matilica genannt wurde. Unter der Herrschaft der Langobarden war sie dem Herzogtum Spoleto angeschlossen. Um 1150 wurde Matelica freie Gemeinde. Wie in vielen Städten in der Umgebung erlebte Matelica dann eine Vielzahl von Feudalherren darunter auch die Kirche.

Besiedelt seit dem 8. Jahrhundert vor Christus Matelica erworb ihre Name während der Römerzeit, wenn sie zur Municipium Matilica genannt wurde. Unter der Herrschaft der Langobarden war sie dem Herzogtum Spoleto angeschlossen. Um 1150 wurde Matelica freie Gemeinde. Wie in vielen Städten in der Umgebung erlebte Matelica dann eine Vielzahl von Feudalherren darunter auch die Kirche.

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