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Noi di GRADE

Le nostre storie
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Daniele scopre di avere il Linfoma di Hodgkin a soli 14 anni. Era il 25 marzo 2004. Il giorno del compleanno di sua mamma. Oggi è completamente guarito e parlare della sua storia lo rende felice.

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Facciamo un lavoro dal nome straniero, dal significato oscuro e che, persino il personale del reparto, fatica a decifrare, ma vi assicuriamo che è molto importante.

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Mi chiamo Loredana, ho 30 anni, compio gli anni il 9 dicembre. Ma da quest’anno festeggerò insieme a mio figlio il 20 giugno: il giorno del suo compleanno e quello in cui sono rinata. Sarà un caso? Leggi tutto: http://www.grade.it/profile/loredana/

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Salvato da

Grade Onlus

Gloria scopre di avere un linfoma non Hodgkin di IV stadio aggressivo. Ma è una combattente e non le piace perdere. Grazie all’incontro con GRADE oggi, guarita, ha deciso di condividere la sua esperienza e portare la sua goccia d’acqua

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Giada, giovanissima, scopre di avere la leucemia promielocitica acuta per caso. Da quel giorno ha iniziato a combattere. Gli amici, quelli veri di sempre e tanti altri nuovi, le sono sempre accanto. Oggi può dire a tutti di essere guarita.

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Cesare e Lorenzo, lettera aperta a Luana ed Enrica dell’Assistenza Domiciliare: “durante la malattia si incontrano gli “angeli”, coloro che sanno interpretare al meglio il senso di cura, accoglienza, affetto e condivisione” http://www.grade.it/profile/cesare-e-lorenzo/

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Valentina è cresciuta con il mito di Rita Levi Montalcini. Oggi ha 28 anni ed è una ricercatrice. Si occupa di ricerca sperimentale per lo sviluppo di nuovi farmaci antitumorali. Per lei GRADE è futuro.

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“Vogliamo far partire il progetto di assistenza domiciliare, sei disposta a trasferirti? Però ti prendiamo solo se sei sampdoriana…”. Luana, medico ematologo, si trasferisce da Genova a Reggio Emilia. Non è stato facile, ma ne è valsa la pena!

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Paola: “Ero arrabbiata, arrabbiata con la vita per ciò che mi stava succedendo. E vivevo questa incredibile contraddizione: nel mio corpo portavo la mia bambina, e proprio mentre io ero proiettata verso la sua nascita, verso il futuro, questo stesso corpo si era ammalato”.

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