Pinterest • il catalogo mondiale delle idee

Le tartarughe tornano sempre

I luoghi di Salvatore e Giulia, protagonisti del romanzo "Le tartarughe tornano sempre".
18 Pin3 Follower

"Le tartarughe tornano sempre" di Enzo Gianmaria Napolillo - Giangiacomo Feltrinelli Editore

2

Salvato da

eg napolillo

1 Non si sono incontrati per caso, non è stato il destino a farli conoscere, ma i vicoli dell’isola e lo spazio che si apre appena usciti dall’abitato, che sbilancia e lascia senza fiato. Raccontano sia per questo che le case sono state costruite una vicina all’altra, che sia nella vicinanza che si può placare la paura dell’infinito.

Salvato da

eg napolillo

16 le parole arrivano, stanno arrivando e arriveranno ovunque.

Salvato da

eg napolillo

15 Raggiungono senza parlare il deposito delle “carrette del mare”, sequestrate e ammucchiate una accanto all’altra a marcire in un museo a cielo aperto. Pezzi di legno e di lamiera che, con infinita speranza, hanno solcato chilometri di mare per raggiungere la loro isola. Leggono le scritte incomprensibili sugli scafi con la vernice scrostata e pensano ai passeggeri, al loro destino e a dove sono ora.

Salvato da

eg napolillo

14 “Buongiorno Giulia, scusi il disturbo, volevo chiederle se può scendere in portineria. Una delle sue lettere con la busta rosa è stata rispedita al mittente.” Il portiere riaggancia e stringe il pugno in segno di vittoria. “Ha funzionato, scende subito. Si metta lì,” indica a Salvatore.

Salvato da

eg napolillo

13 Sorride e capisce che lo scambio è reale, perché i sorrisi girano nel cerchio e lo chiudono. Scandisce ad alta voce il suo nome e lo sente ripetere di bocca in bocca. Poi ascolta i nomi dei ragazzi e tocca a lui ripeterli.

Salvato da

eg napolillo

12 Nel porto puliscono le reti con una lentezza che ricorda loro che non c’è più chi li aspetta a casa. La salsedine sulla pelle e nel naso si deposita tra le lenzuola dei letti sfatti, nelle pieghe polverose.

Salvato da

eg napolillo

11 I nanetti confabulano tra loro e li accettano. Tracciano la linea di partenza e definiscono l’arrivo al termine di una cunetta. “Vinceremo,” sibila tra i denti Salvatore tornando da Giulia. “Non dovremmo fare qualche discesa di prova?” “Sono bambini!” le spiega, come se questo lo rendesse automaticamente più esperto. “Ma hai mai provato a scendere con lo slittino?” “Ti pare? Vivo su un’isola, io. Non sarà difficile, basta andare diritto. Sali.”

Aggiunto ai Pin da

viajeaqui.abril.com.br

10 In piazza del Duomo lo spazio si allarga, la fatica di scansare corpi, di misurare i tempi di reazione, viene sostituita dalla presenza, o meglio dalla non presenza, del cielo e delle stelle. Una volta omogenea di più toni d’arancione, filtrati da un pulviscolo che inumidisce i capelli e sfoca la vista.

Salvato da

eg napolillo

17 La sua isola è di chi rimane e di chi arriva, non di chi se ne va, non di chi dimentica.

Salvato da

eg napolillo