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"Le tartarughe tornano sempre" di Enzo Gianmaria Napolillo - Giangiacomo Feltrinelli Editore

"Le tartarughe tornano sempre" di Enzo Gianmaria Napolillo - Giangiacomo Feltrinelli Editore

12 Nel porto puliscono le reti con una lentezza che ricorda loro che non c’è più chi li aspetta a casa. La salsedine sulla pelle e nel naso si deposita tra le lenzuola dei letti sfatti, nelle pieghe polverose.

12 Nel porto puliscono le reti con una lentezza che ricorda loro che non c’è più chi li aspetta a casa. La salsedine sulla pelle e nel naso si deposita tra le lenzuola dei letti sfatti, nelle pieghe polverose.

11 I nanetti confabulano tra loro e li accettano. Tracciano la linea di partenza e definiscono l’arrivo al termine di una cunetta. “Vinceremo,” sibila tra i denti Salvatore tornando da Giulia. “Non dovremmo fare qualche discesa di prova?” “Sono bambini!” le spiega, come se questo lo rendesse automaticamente più esperto. “Ma hai mai provato a scendere con lo slittino?” “Ti pare? Vivo su un’isola, io. Non sarà difficile, basta andare diritto. Sali.”

11 I nanetti confabulano tra loro e li accettano. Tracciano la linea di partenza e definiscono l’arrivo al termine di una cunetta. “Vinceremo,” sibila tra i denti Salvatore tornando da Giulia. “Non dovremmo fare qualche discesa di prova?” “Sono bambini!” le spiega, come se questo lo rendesse automaticamente più esperto. “Ma hai mai provato a scendere con lo slittino?” “Ti pare? Vivo su un’isola, io. Non sarà difficile, basta andare diritto. Sali.”

10 In piazza del Duomo lo spazio si allarga, la fatica di scansare corpi, di misurare i tempi di reazione, viene sostituita dalla presenza, o meglio dalla non presenza, del cielo e delle stelle. Una volta omogenea di più toni d’arancione, filtrati da un pulviscolo che inumidisce i capelli e sfoca la vista.

10 In piazza del Duomo lo spazio si allarga, la fatica di scansare corpi, di misurare i tempi di reazione, viene sostituita dalla presenza, o meglio dalla non presenza, del cielo e delle stelle. Una volta omogenea di più toni d’arancione, filtrati da un pulviscolo che inumidisce i capelli e sfoca la vista.

9 Salvatore aiuta le donne a scendere, riceve fagotti con neonati piangenti che tiene al petto e li porta alle madri che li reclamano. Ci sono uomini stremati che cadono sulla sabbia e che sorridono mentre con un braccio indicano prima il cielo e poi la terra. Qualcuno domanda se quella è l’Italia, qualcuno chiede dell’acqua da bere, altri piangono.

9 Salvatore aiuta le donne a scendere, riceve fagotti con neonati piangenti che tiene al petto e li porta alle madri che li reclamano. Ci sono uomini stremati che cadono sulla sabbia e che sorridono mentre con un braccio indicano prima il cielo e poi la terra. Qualcuno domanda se quella è l’Italia, qualcuno chiede dell’acqua da bere, altri piangono.

8 I vecchi, seduti sulle sedie impagliate ai bordi della piazza, dicono che sembra di essere tornati a trent’anni prima. Tagliano in due i pomodori, spargono un pizzico di sale, versano un goccio d’olio, e ne mangiano la polpa rossa. E parlottano, confabulano, senza i rumori dello struscio serale, il loro brontolio risuona tra le pareti dei soggiorni, occupa gli spazi di insofferente decadenza.

8 I vecchi, seduti sulle sedie impagliate ai bordi della piazza, dicono che sembra di essere tornati a trent’anni prima. Tagliano in due i pomodori, spargono un pizzico di sale, versano un goccio d’olio, e ne mangiano la polpa rossa. E parlottano, confabulano, senza i rumori dello struscio serale, il loro brontolio risuona tra le pareti dei soggiorni, occupa gli spazi di insofferente decadenza.

7 Giulia e Salvatore, invece, seduti sulle loro sdraio, con gli occhi all’insù e la bocca spalancata, mormoravano “ohhh” di meraviglia a ogni esplosione di luce. Salvatore aveva calcolato i tempi, sapeva che i fuochi sarebbero durati quasi tre quarti d’ora e al momento clou, tra cascate di fuoco e lampi multicolore, aveva messo la sua mano su quella di Giulia e le aveva dato la tartaruga.

7 Giulia e Salvatore, invece, seduti sulle loro sdraio, con gli occhi all’insù e la bocca spalancata, mormoravano “ohhh” di meraviglia a ogni esplosione di luce. Salvatore aveva calcolato i tempi, sapeva che i fuochi sarebbero durati quasi tre quarti d’ora e al momento clou, tra cascate di fuoco e lampi multicolore, aveva messo la sua mano su quella di Giulia e le aveva dato la tartaruga.

6 Il giorno della festa sembrava che gli isolani si fossero messi d’accordo per esserci tutti. Le signore anziane vestite in ghingheri, i giovani fidanzati mano nella mano, i bambini costretti a camminare in fila dietro la processione. Non importava essere credenti o meno, la festa era una tradizione, un punto di ritrovo, un modo di stare insieme, con le decorazioni appese ai muri e le luci come a Natale.

6 Il giorno della festa sembrava che gli isolani si fossero messi d’accordo per esserci tutti. Le signore anziane vestite in ghingheri, i giovani fidanzati mano nella mano, i bambini costretti a camminare in fila dietro la processione. Non importava essere credenti o meno, la festa era una tradizione, un punto di ritrovo, un modo di stare insieme, con le decorazioni appese ai muri e le luci come a Natale.

5 Il vento si alza, il primo temporale preannuncia la fine dell’estate con un sordo rombo proveniente dal mare. Salvatore vede qualcosa nell’acqua, a riva, qualcosa di nero che rotola avanti e indietro come un sacco. Un sacco dotato di braccia e gambe, che le onde divaricano facendolo somigliare a una marionetta che li saluta.

5 Il vento si alza, il primo temporale preannuncia la fine dell’estate con un sordo rombo proveniente dal mare. Salvatore vede qualcosa nell’acqua, a riva, qualcosa di nero che rotola avanti e indietro come un sacco. Un sacco dotato di braccia e gambe, che le onde divaricano facendolo somigliare a una marionetta che li saluta.

4 “Questa grotta ora è vostra. È un equilibrio fragile, che tocca a voi preservare. Vi aspetto alla barca.” Il padre di Salvatore li guarda e sorride, prima di sparire nell’acqua. Le frasi restano intrappolate, e loro ne sopportano il peso, lo accolgono galleggiando a faccia in su, con gli occhi che pizzicano per il sale. L’altezza vertiginosa del cielo blu concentrato nella forma tondeggiante del cratere li rende piccoli e indifesi.

4 “Questa grotta ora è vostra. È un equilibrio fragile, che tocca a voi preservare. Vi aspetto alla barca.” Il padre di Salvatore li guarda e sorride, prima di sparire nell’acqua. Le frasi restano intrappolate, e loro ne sopportano il peso, lo accolgono galleggiando a faccia in su, con gli occhi che pizzicano per il sale. L’altezza vertiginosa del cielo blu concentrato nella forma tondeggiante del cratere li rende piccoli e indifesi.