Io ho quel che ho Donato...

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Eleonora Duse

Eleonora Duse

Il Vittoriale degli italiani, home of Gabriele d’Annunzio.

Il Vittoriale degli italiani, home of Gabriele d’Annunzio.

The Vittoriale D'Annunzio

The Vittoriale D'Annunzio

Stanza del mascheraio at Gabriele d'Annunzio's Vittoriale degli Italiani, Lombardy, Italy.

Stanza del mascheraio at Gabriele d'Annunzio's Vittoriale degli Italiani, Lombardy, Italy.

Vittoriale interior.

Vittoriale interior.

Gabriele D’Annunzio

Gabriele D’Annunzio

Io ho quel che ho donato

Io ho quel che ho donato

Giuseppina Mancini Giorgi (1871-1961)  Nota anche come Giusini o Amaranta, moglie del conte Mancini, visse con il Vate un'intensa relazione che la portò sulla soglia della pazzia. A lei d'Annunzio dedicò "Solus ad solam", e fu l'ispiratrice del personaggio di Isabella Inghirami (Forse che sì, forse che no)

Giuseppina Mancini Giorgi (1871-1961) Nota anche come Giusini o Amaranta, moglie del conte Mancini, visse con il Vate un'intensa relazione che la portò sulla soglia della pazzia. A lei d'Annunzio dedicò "Solus ad solam", e fu l'ispiratrice del personaggio di Isabella Inghirami (Forse che sì, forse che no)

Soprannominato il Vate cioè "il profeta", occupò una posizione preminente nella letteratura italiana dal 1889 al 1910 circa e nella vita politica dal 1914 al 1924. Come letterato fu «eccezionale e ultimo interprete della più duratura tradizione poetica italiana ...» e come politico lasciò un segno sulla sua epoca e una influenza sugli eventi che gli sarebbero succeduti.

Soprannominato il Vate cioè "il profeta", occupò una posizione preminente nella letteratura italiana dal 1889 al 1910 circa e nella vita politica dal 1914 al 1924. Come letterato fu «eccezionale e ultimo interprete della più duratura tradizione poetica italiana ...» e come politico lasciò un segno sulla sua epoca e una influenza sugli eventi che gli sarebbero succeduti.

Arnoldo Mondadori al "suo" autore, 24 novembre 1929. «Il 26 aprile 1926 D'Annunzio convocò al Vittoriale il suo "caro Montedoro" (come aveva deciso di ribattezzarlo)».  Enrico Decleva, Arnoldo Mondadori, Garzanti

Arnoldo Mondadori al "suo" autore, 24 novembre 1929. «Il 26 aprile 1926 D'Annunzio convocò al Vittoriale il suo "caro Montedoro" (come aveva deciso di ribattezzarlo)». Enrico Decleva, Arnoldo Mondadori, Garzanti

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