#AldoMoro

- 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978 - FOTORACCONTO DI UN INCUBO TERMINATO IN TRAGEDIA.
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Furono sparati in tutto 91 colpi, 45 dei quali colpirono mortalmente gli uomini della scorta, quindi Moro fu prelevato e costretto a salire sulla Fiat 132 blu che si era affiancata alla sua vettura. Una donna lo sentì esclamare:  « Mi lascino andare! Cosa vogliono da me? »    La notizia dell'agguato si diffuse velocemente nel paese e tutte le attività quotidiane furono bruscamente sospese. Il rapimento fu rivendicato dalle stesse Brigate Rosse 48 ore dopo.

Furono sparati in tutto 91 colpi, 45 dei quali colpirono mortalmente gli uomini della scorta, quindi Moro fu prelevato e costretto a salire sulla Fiat 132 blu che si era affiancata alla sua vettura. Una donna lo sentì esclamare: « Mi lascino andare! Cosa vogliono da me? » La notizia dell'agguato si diffuse velocemente nel paese e tutte le attività quotidiane furono bruscamente sospese. Il rapimento fu rivendicato dalle stesse Brigate Rosse 48 ore dopo.

« Per quanto riguarda la nostra proposta di uno scambio di prigionieri politici perché venisse sospesa la condanna e Aldo Moro venisse rilasciato, dobbiamo soltanto registrare il chiaro rifiuto della DC. Concludiamo quindi la battaglia iniziata il 16 marzo, eseguendo la sentenza a cui Aldo Moro è stato condannato. »  ( Nell'immagine il comunicato numero 9, con cui le Brigate Rosse annunciarono la morte di Aldo Moro)

« Per quanto riguarda la nostra proposta di uno scambio di prigionieri politici perché venisse sospesa la condanna e Aldo Moro venisse rilasciato, dobbiamo soltanto registrare il chiaro rifiuto della DC. Concludiamo quindi la battaglia iniziata il 16 marzo, eseguendo la sentenza a cui Aldo Moro è stato condannato. » ( Nell'immagine il comunicato numero 9, con cui le Brigate Rosse annunciarono la morte di Aldo Moro)

Nel periodo di detenzione Moro scrisse 86 lettere ai principali esponenti della Democrazia Cristiana, alla famiglia ed all'allora Papa Paolo VI

Nel periodo di detenzione Moro scrisse 86 lettere ai principali esponenti della Democrazia Cristiana, alla famiglia ed all'allora Papa Paolo VI

Secondo quanto affermato dagli uomini delle Brigate Rosse a 10 anni dal delitto, il 9 maggio alle 6 di mattina Moro venne infilato in una cesta di vimini e portato nel garage del covo di Via Montalcini. Fu fatto entrare nel portabagagli di una Renault 4 rossa targata Roma N56786, venne coperto con un lenzuolo rosso: lì morì, ucciso dai colpi.  Poi la telefonata degli stessi brigatisti: "In via Caetani c'è un'auto rossa con il corpo di Moro".

Secondo quanto affermato dagli uomini delle Brigate Rosse a 10 anni dal delitto, il 9 maggio alle 6 di mattina Moro venne infilato in una cesta di vimini e portato nel garage del covo di Via Montalcini. Fu fatto entrare nel portabagagli di una Renault 4 rossa targata Roma N56786, venne coperto con un lenzuolo rosso: lì morì, ucciso dai colpi. Poi la telefonata degli stessi brigatisti: "In via Caetani c'è un'auto rossa con il corpo di Moro".

L'incubo cominciò il 16 marzo 1978, la stessa mattina in cui il nuovo governo guidato da Giulio Andreotti stava per essere presentato in Parlamento per ottenere la fiducia. L'auto che trasportava l'onorevole Aldo Moro, dalla sua abitazione alla Camera dei Deputati, fu intercettata e bloccata in via Mario Fani a Roma da un commando delle Brigate Rosse.

L'incubo cominciò il 16 marzo 1978, la stessa mattina in cui il nuovo governo guidato da Giulio Andreotti stava per essere presentato in Parlamento per ottenere la fiducia. L'auto che trasportava l'onorevole Aldo Moro, dalla sua abitazione alla Camera dei Deputati, fu intercettata e bloccata in via Mario Fani a Roma da un commando delle Brigate Rosse.

Si concluse il 9 maggio 1978 la triste vicenda che segnò un'occasione perduta per la nostra democrazia: il sogno infranto di una volontà di cambiamento nel solco della solidarietà nazionale.    Dopo 55 giorni di prigionia nelle mani di un commando delle Brigate Rosse, il cadavere di Aldo Moro fu ritrovato a Roma, nel bagagliaio di una Renault 4 parcheggiata a poca distanza dalla sede nazionale del Partito Comunista Italiano e dalla sede nazionale della Democrazia Cristiana di Piazza del…

Si concluse il 9 maggio 1978 la triste vicenda che segnò un'occasione perduta per la nostra democrazia: il sogno infranto di una volontà di cambiamento nel solco della solidarietà nazionale. Dopo 55 giorni di prigionia nelle mani di un commando delle Brigate Rosse, il cadavere di Aldo Moro fu ritrovato a Roma, nel bagagliaio di una Renault 4 parcheggiata a poca distanza dalla sede nazionale del Partito Comunista Italiano e dalla sede nazionale della Democrazia Cristiana di Piazza del…

“Noi non vogliamo essere gli uomini del passato, ma quelli dell’avvenire. Il domani non appartiene ai conservatori e ai tiranni; è degli innovatori attenti, seri e senza retorica. E quel domani nella civile società appartiene, anche per questo largamente, alla forza del Cristiano. Lasciate, dunque, che i morti seppelliscano i loro morti, noi siamo diversi, vogliamo essere diversi da un mondo ormai ampiamente superato.”  L'ultima lettera alla moglie Eleonora, recapitata il 5 maggio 1987.

“Noi non vogliamo essere gli uomini del passato, ma quelli dell’avvenire. Il domani non appartiene ai conservatori e ai tiranni; è degli innovatori attenti, seri e senza retorica. E quel domani nella civile società appartiene, anche per questo largamente, alla forza del Cristiano. Lasciate, dunque, che i morti seppelliscano i loro morti, noi siamo diversi, vogliamo essere diversi da un mondo ormai ampiamente superato.” L'ultima lettera alla moglie Eleonora, recapitata il 5 maggio 1987.

« Chi è Aldo Moro è presto detto: dopo il suo degno compare De Gasperi, è stato fino a oggi il gerarca più autorevole, il "teorico" e lo "stratega" indiscusso di questo regime democristiano che da trenta anni opprime il popolo italiano [...] la controrivoluzione imperialista [...] ha avuto in Aldo Moro il padrino politico e l'esecutore più fedele delle direttive impartite dalle centrali imperialiste. »  (Brigate Rosse, Primo Comunicato)

« Chi è Aldo Moro è presto detto: dopo il suo degno compare De Gasperi, è stato fino a oggi il gerarca più autorevole, il "teorico" e lo "stratega" indiscusso di questo regime democristiano che da trenta anni opprime il popolo italiano [...] la controrivoluzione imperialista [...] ha avuto in Aldo Moro il padrino politico e l'esecutore più fedele delle direttive impartite dalle centrali imperialiste. » (Brigate Rosse, Primo Comunicato)


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