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Reggia di Portici

E comincia il gioco: mi sposto a destra e a sinistra, in avanti e indietro fino a trovare il punto focale dal quale la prospettiva e la profondità di campo ti permettono di spaziare oltre le mura, oltre il soffitto, di immergerti nella cupola, di incamminarti verso l’infinito per i viali di un porticato sorretto da esili colonne

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OSTERIA RA CA' 'D BARUC - MURAZZANO Dopo un meticoloso lavoro di restauro, la storica osteria La Capannina, si trasferisce e rivive con il nuovo nome Osteria Ra Ca' 'd Baruc, all'interno di una deliziosa casa del paese, sotto i portici del centro storico. Gli interni, in pietra di Langa, arredati con un'estrema cura dei dettagli, riportano indietro nel tempo, alla classica osteria di un tempo. La cucina è genuina, strettamente legata alle stagioni e alla tradizione langarola.

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La bici coi pannelli solari che pulisce i portici di Bologna

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Reggia di Portici

Tralasciando questo triste episodio, che avrei preferito non ricordare, da piazza San Ciro, prendo quella breve salita lungo la quale s’incontrano a destra il convento di Sant’Antonio e di fronte a sinistra la scuola degli agenti di custodia (un tempo secondini) e giungo alla Reggia di Portici, una delle prime delizie borboniche.

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Reggia di Portici

Il nucleo di Portici è piazza San Ciro, dalla quale si diparte la rettilinea via Libertà che si arrampica verso il Vesuvio, ma dopo un breve tratto s’interrompe contro l’autostrada Napoli–Salerno, la più bella d’Italia.

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Reggia di Portici

Ma era il palazzo ducale, nel quale si amministrava il potere. Sì, ma la cittadina si doveva espandere. Vi hanno abitato e vi sono state ospitate persone importanti: i Colonna di Stigliano, le regine Giovanna I e Giovanna II d’Angiò-Durazzo, il potente ministro Bernardo Tanucci, la viceregina Anna Carafa (quella del palazzo Donn’Anna di Posillipo) e … finanche l’eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg.

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Vi era una ricchissima galleria con affreschi di Bernardo Corenzio, il pittore di origine greca che affrescò molte chiese a Napoli, come quella dei santi Severino e Sossio, dove era la tomba di Marino Tomacelli e dove il Corenzio morì precipitando dall’impalcatura mentre affrescava il soffitto. Il palazzo era in forte degrado.

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Reggia di Portici

Per realizzare il collegamento con la piazza fu abbattuto il più antico e prestigioso palazzo del territorio (ne è rimasta la torre), realizzato poco dopo il mille, nel periodo ducale. Certo, ma via Libertà non poteva essere l’unico esempio di strada chiusa da entrambi i lati?!