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Castel Volturno, Casapesenna, Casal Di Principe, Casaluce, qui e in tanti altri comuni forze dell’ordine e magistratura hanno portato allo scoperto e colpito duramente avamposti dell’impero mafioso, una geografia del male materiale e morale all’interno della quale la politica è diventata serva della criminalità organizzata. E con la politica l’alta burocrazia, le professioni, pezzi importanti dell’imprenditoria. Tesseramenti di partito truccati, compravendita di voti, amministratori locali e…

FragoleMature.it: Travaglio vs Comi Lei sta in un partito fondato da...

23 dicembre 1984: La strage di Natale. Una bomba esplode sul Rapido 904 partito da Napoli e diretto a Milano. Finestrini rotti, sangue, e pezzi di corpi sui binari. Il bilancio è di 16 morti e più di 300 feriti. Cronologia di un attentato mafioso ---> http://www.cinquantamila.it/storyTellerThread.php?threadId=F73CronologiaDellattentatoAlRapido9

Lavoro Bari Arsenale con 70 armi tra cui mitragliatrici fucili pistole silenziatori e oltre 3.500 munizioni fu sequestrato nel 2014. I tre diversi clan importavano droga... #LavoroBari #offertelavoro #bari #Puglia Traffico di droga e armi da guerra 20 arresti in Puglia tra Bat e Foggia: dall'Est marijuana e kalashnikov

È da più di 400 giorni che i cittadini italiani chiedono la modifica della legge sul voto di scambio politico-mafioso. Manca solo l’ultima v...

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Dall'associazione daSud è partita la campagna a favore del giornalista sotto scorta con lo scopo di organizzare dibattiti, incontri e iniziative a sostegno di Tizian e dei giornalisti minacciati dalla mafia.

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All’epoca di «Don Raffae’», una ventina di anni fa, il caffè in cella fu vietato. Dopo le stragi siciliane, fu considerato un privilegio e, per questo, interdetto ai detenuti di elevato rango criminale. Raffaele Cutolo la prese a male. La canzone di Faber era piaciuta ma gli era costata l’uso della napoletana, che lui rivoleva a ogni costo. Vietata a lui e a tutti i 41, come in gergo chiamano i boss sottoposti al regime più duro. Ci sono voluti molti anni e molte proteste per farlo…

Cattivo gusto spendaccione e esibizionismo senza ritegno nella villa confiscata nei mesi scorsi a Nicola Schiavone, figlio del capo clan dei Casalesi, Francesco, conosciuto dai più come Sandokan. La Guardia di Finanza ha cominciato ieri lo sgombero della casa a Casal di Principe. Quel che c’è dentro verrà messo all’asta o utilizzato in edifici “destinati ad attività sociali” come dice l’Ansa. Sempre che ci sia qualcuno capace di sopportare, esteticamente oltre che moralmente, queste cose.

Tra le tante, hanno scelto la bara del capostipite, Sabatino, che quando morì, nel 1992 a 72 anni, fu salutato con applausi. Ignoti hanno profanato la cappella della famiglia Galasso, quella dell'ex boss Pasquale, a lungo capo di un potente clan della camorra prima del pentimento e della scelta di collaborare con la giustizia.