La Chiesa del Sacro Cuore, detta poi di San Pietro, è oggi irriconoscibile per quanto riguarda il suo assetto originario data la completa trasformazione subita nel tempo fino al secolo scorso. Dell`antica costruzione restano alcuni capitelli del cortile che segnalano l`antico baldacchino quattrocentesco; dei piccoli scomparti di un quadro raffiguranti, su tavola, episodi della vita di S. Antonio in cui già si nota la notevole qualità che doveva caratterizzare il dipinto cinquecentesco…

La Chiesa del Sacro Cuore, detta poi di San Pietro, è oggi irriconoscibile per quanto riguarda il suo assetto originario data la completa trasformazione subita nel tempo fino al secolo scorso. Dell`antica costruzione restano alcuni capitelli del cortile che segnalano l`antico baldacchino quattrocentesco; dei piccoli scomparti di un quadro raffiguranti, su tavola, episodi della vita di S. Antonio in cui già si nota la notevole qualità che doveva caratterizzare il dipinto cinquecentesco…

The colossal bronze pine cone from 1st or 2nd century by Publius Cincius Salvius (name on base) It served as a fountain, water gushing from holes in the scales of the cone. Possibly towards the end of the 8th century it was moved to the entrance hall of the medieval St. Peter's, in the center of the fountain covered by and ornate baldachin, identified in Renaissance drawings. In 1608, during the construction of the present basilica, the giant pine cone fountain was moved to this location.

The colossal bronze pine cone from 1st or 2nd century by Publius Cincius Salvius (name on base) It served as a fountain, water gushing from holes in the scales of the cone. Possibly towards the end of the 8th century it was moved to the entrance hall of the medieval St. Peter's, in the center of the fountain covered by and ornate baldachin, identified in Renaissance drawings. In 1608, during the construction of the present basilica, the giant pine cone fountain was moved to this location.

Citta della Pieve, Italy | Medioevo in Umbria – Portale delle tradizioni medievali in Umbria.

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Abbazia di Montelabate

Abbazia di Montelabate

Il carattere fortificato del castello di Cerreto di Spoleto e del borgo sottostante, Borgo Cerreto, sono i segni che ci raccontano le vicende storiche tormentate di questo piccolo paese della Valnerina, per secoli conteso fra Spoleto e la Chiesa di Roma e fra Spoleto e Norcia, in una lunga lotta per affermare la propria autonomia comunale e per strappare al gastaldato di Ponte l’egemonia sul territorio circostante.

Il carattere fortificato del castello di Cerreto di Spoleto e del borgo sottostante, Borgo Cerreto, sono i segni che ci raccontano le vicende storiche tormentate di questo piccolo paese della Valnerina, per secoli conteso fra Spoleto e la Chiesa di Roma e fra Spoleto e Norcia, in una lunga lotta per affermare la propria autonomia comunale e per strappare al gastaldato di Ponte l’egemonia sul territorio circostante.

Scheggino è un castello di pendio a forma triangolare, coronato al vertice dal Cassero dell’antica rocca. Il paese sorge sulla riva sinistra del fiume Nera in corrispondenza di un restringimento della valle fluviale, conferendo al castello di Scheggino la funzione di guardia di un passaggio obbligato dell’antica strada della Valnerina

Scheggino è un castello di pendio a forma triangolare, coronato al vertice dal Cassero dell’antica rocca. Il paese sorge sulla riva sinistra del fiume Nera in corrispondenza di un restringimento della valle fluviale, conferendo al castello di Scheggino la funzione di guardia di un passaggio obbligato dell’antica strada della Valnerina

Lasciando la Valle del Nera, per risalire la Valle Campiano verso il paese di Preci, si avverte un notevole cambiamento del paesaggio, si entra nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini: alle ripide e boscosissime pendici montane si sostituiscono, improvvisamente, versanti morbidi, quasi pianeggianti; la valle è ampia e luminosa, il paesaggio reca l’impronta dell’uomo, intorno appare imperioso il volto della Natura con le vette imponenti della catena dei Monti Sibillini.

Lasciando la Valle del Nera, per risalire la Valle Campiano verso il paese di Preci, si avverte un notevole cambiamento del paesaggio, si entra nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini: alle ripide e boscosissime pendici montane si sostituiscono, improvvisamente, versanti morbidi, quasi pianeggianti; la valle è ampia e luminosa, il paesaggio reca l’impronta dell’uomo, intorno appare imperioso il volto della Natura con le vette imponenti della catena dei Monti Sibillini.

Molto probabilmente fu costruita sui ruderi della seconda rocca di Vetranola, definitivamente distrutta dal terremoto del 1328. Si deduce ciò dallo spessore delle pareti (cm. 130 circa), dai resti di costruzioni sparsi intorno e dall`esistenza ancora oggi di una cisterna a poca distanza dall`edificio. Nel passato le annesse stanze sono state dimora di eremiti.

Molto probabilmente fu costruita sui ruderi della seconda rocca di Vetranola, definitivamente distrutta dal terremoto del 1328. Si deduce ciò dallo spessore delle pareti (cm. 130 circa), dai resti di costruzioni sparsi intorno e dall`esistenza ancora oggi di una cisterna a poca distanza dall`edificio. Nel passato le annesse stanze sono state dimora di eremiti.

Butino villa di piccole dimensioni sorta ai piedi del Monte Birbone al margine occidentale di una zona pianeggiante che si estende fino a Monteleone di Spoleto.

Butino villa di piccole dimensioni sorta ai piedi del Monte Birbone al margine occidentale di una zona pianeggiante che si estende fino a Monteleone di Spoleto.

Sciedi di Cascia è una villa di transito posta in posizione eminente lungo la strada romana che, attraversando Onelli, si immetteva nell`itinerario Monteleone di Spoleto, Villa San Silvestro.

Sciedi di Cascia è una villa di transito posta in posizione eminente lungo la strada romana che, attraversando Onelli, si immetteva nell`itinerario Monteleone di Spoleto, Villa San Silvestro.

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