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Le avventure dello zio Claudio - 7 "Se arrivava un po' in ritardo a cena, otteneva un posto a tavola a fatica e solo dopo aver fatto il giro della sala da pranzo; ogni volta che sonnecchiava dopo il pasto veniva bersagliato con i noccioli delle olive e qualche volta i buffoni si divertivano a svegliarlo a colpi di sferza." Prima che divenisse imperatore. Cioè oddio non che dopo abbia smesso i panni dello zimbello di corte, eh

Le avventure dello zio Claudio, quell'irresistibile showman - 10.1 "Diede un combattimento di gladiatori che durò qualche giorno soltanto, e che cominciò a chiamare 'sportula', perché nell'editto che lo annunciava, aveva dichiarato che 'invitava il popolo ad una piccola colazione improvvisata'. Non vi era tipo di spettacolo per il quale non si mostrasse più affabile e alla buona: arrivò a contare ad alta voce sulle sue dita, insieme con la folla, i pezzi d'oro offerti ai vincitori [continua]

11.3 -(Secondo Tacito, Claudio fu informato della morte di Messalina durante il banchetto, che non interruppe per la notizia.) Cassio Dione spiega il comportamento di Claudio relativo alle condanne a morte con lo stato di terrore in cui si trovava al momento di ordinarle; dopo essere tornato in sé, egli si faceva prendere spesso dal rimorso e dal dolore [continua]

A quanto pare Caligola sapeve che persone orribili fossero i cavalli. Egli dedicò anche, alla sua divinità, un tempio speciale, un collegio di sacerdoti e vittime rarissime. In questo tempio si ergeva la sua statua d'oro, in grandezza naturale, che ogni giorno veniva rivestita con l'abito uguale a quello che lui stesso indossava. La dignità del sacerdozio veniva ottenuta di volta in volta, a forza di brogli e di offerte sempre più elevate, dai cittadini più ricchi." (Svetonio)

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"L'imperatore obbligava i senatori a guardarlo mentre danzava attorno all'altare di Deus Sol Invictus al suono di tamburi e cimbali, e nel giorno del solstizio d'estate fu istituita in onore del dio una grande festa, durante la quale Eliogabalo poneva El-Gabal, il meteorite nero conico che rappresentava il dio solare di Emesa, su di un carro adornato con oro e gioielli, che girava la città in parata. Poco dopo la sua morte, il meteorite venne rispedito ad Emesa. "aripiateve"…

Appena assunto il principato aveva affermato: «Perché la Res publica possa sopravvivere sono necessari quaranta milioni di sesterzi». (Svetonio, Vita di Vespasiano, 16) Mise una tassa sugli orinatoi. Rimproverato dal figlio Tito, che riteneva la cosa sconveniente, gli mise sotto il naso il primo danaro ricavato, chiedendogli se l'odore gli dava fastidio; e dopo che questi gli rispose di no, aggiunse «eppure proviene dall'orina».

Paratore dice la sua su Plinio il Giovane: "Ama trasformare tutta la vita in un'accademia letteraria; che s'esalta alle lodi tributate ai suoi versi e perciò tenta sempre nuovi metri; che è a sua volta prodigo di lodi a tutti i facitori di versi che lo corteggiano; che si permette di dare una graffiatina solo ai morti, ma non lesina la lode ai vivi; che tutto esprime col suo solito stilo elegante e scorrevole, ma flaccido e senza rilievo"

Le avventure dello zio Claudio - 3 "La madre Antonia lo definiva un 'mostro in forma umana', quando accusava qualcuno di stupidità diceva 'Più sciocco di mio figlio Claudio!'. La nonna Augusta ebbe sempre il massimo disprezzo nei suoi confronti: non gli parlava e lo rimproverava con scritti aspri e brevi, o per mezzo di intermediari. La sorella Livilla, sentendo dire che un giorno sarebbe diventato imperatore, deplorò che sul popolo romano incombesse un destino così iniquo e indegno."

Costruito da Agrippina nel 54 d.C. alla morte del marito divinizzato, il tempio di Claudio - uno dei complessi più grandi di tutta la regione - venne distrutto in gran parte da Nerone allo scopo di sfruttare la splendida posizione del luogo per adattarvi un'ala della sua domus Aurea. Una sfiga IMMORTALE #Claudio #Nerone

Le avventure dello zio Claudio, #4 "Un giorno, durante una carestia determinata da una serie di cattivi raccolti, era stato trattenuto in pieno foro dalla folla che lo ricopriva di insulti e lo bersagliava anche con tozzi di pane, tanto che a fatica potè rifugiarsi nel palazzo del Palatino entrandovi per la porta posteriore."