Margherita Hack, Marco Morelli, Siamo fatti di stelle. Dialogo sui minimi sistemi, Super ET - DISPONIBILE ANCHE IN EBOOK

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Erri De Luca, "I pesci non chiudono gli occhi". "Il mio corpo non mi sta a cuore e non mi piace. È infantile e io non sono più così. Lo so da un anno, io cresco e il corpo no. Rimane indietro. Perciò pure se si rompe, non importa. Anzi, se si rompe, da lì dovrà venire fuori il corpo nuovo."

Erri De Luca, "I pesci non chiudono gli occhi". "Il mio corpo non mi sta a cuore e non mi piace. È infantile e io non sono più così. Lo so da un anno, io cresco e il corpo no. Rimane indietro. Perciò pure se si rompe, non importa. Anzi, se si rompe, da lì dovrà venire fuori il corpo nuovo."

Erri De Luca, "Il torto del soldato". Un vecchio criminale di guerra vive con sua figlia, divisa tra la repulsione e il dovere di accudire. Lui è convinto di avere per unico torto la sconfitta. Lei non vuole sapere i capi d’accusa perché il torto di suo padre non è per lei riducibile a circostanza, momento della storia. Insieme vanno a un appuntamento prescritto dalla kabbalà ebraica, che fa coincidere la parola fine con la parola vendetta. Pretesto sono le pagine impugnate...

Erri De Luca, "Il torto del soldato". Un vecchio criminale di guerra vive con sua figlia, divisa tra la repulsione e il dovere di accudire. Lui è convinto di avere per unico torto la sconfitta. Lei non vuole sapere i capi d’accusa perché il torto di suo padre non è per lei riducibile a circostanza, momento della storia. Insieme vanno a un appuntamento prescritto dalla kabbalà ebraica, che fa coincidere la parola fine con la parola vendetta. Pretesto sono le pagine impugnate...

"Noi ci stiamo difendendo da voi, voi da noi: così le aule diventeranno campi di battaglia, vincerà il più forte, ma la scuola sarà finita" Quella che voleva essere una semplice bravata sollecita le parole di un professore dalle mani e dal cuore di gigante buono. Il pannello svitato di una cattedra nel 1967 si tramuterà nella prima ribellione. Avrà la meglio la nuova, fragile, coesione della classe o qualcuno cederà al timore della punizione?  #cover #copertine #Zoom #libri #ErriDeLuca

"Noi ci stiamo difendendo da voi, voi da noi: così le aule diventeranno campi di battaglia, vincerà il più forte, ma la scuola sarà finita" Quella che voleva essere una semplice bravata sollecita le parole di un professore dalle mani e dal cuore di gigante buono. Il pannello svitato di una cattedra nel 1967 si tramuterà nella prima ribellione. Avrà la meglio la nuova, fragile, coesione della classe o qualcuno cederà al timore della punizione? #cover #copertine #Zoom #libri #ErriDeLuca

Michela Murgia, Chirù, Supercoralli - DISPONIBILE ANCHE IN E-BOOK

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Piergiorgio Paterlini, "Ragazzi che amano ragazzi". Vent'anni fa questo libro raccontava per la prima volta le storie normali di adolescenti gay normali, tirandoli fuori da un fasullo, grottesco, irreale "torbido mondo degli omosessuali". Oggi ci rimanda l'immagine di tutta l'arretratezza e l'incivile crudeltà di questo immobile Paese. L'attualità di "Ragazzi che amano ragazzi" è un manifesto della vergogna italiana.

Piergiorgio Paterlini, "Ragazzi che amano ragazzi". Vent'anni fa questo libro raccontava per la prima volta le storie normali di adolescenti gay normali, tirandoli fuori da un fasullo, grottesco, irreale "torbido mondo degli omosessuali". Oggi ci rimanda l'immagine di tutta l'arretratezza e l'incivile crudeltà di questo immobile Paese. L'attualità di "Ragazzi che amano ragazzi" è un manifesto della vergogna italiana.

Michela Murgia, L'incontro, L'Arcipelago Einaudi - DISPONIBILE ANCHE IN EBOOK

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Piergiorgio Paterlini, Fisica quantistica della vita quotidiana. 101 microromanzi, L'Arcipelago Einaudi - DISPONIBILE ANCHE IN EBOOK

Piergiorgio Paterlini, Fisica quantistica della vita quotidiana. 101 microromanzi, L'Arcipelago Einaudi - DISPONIBILE ANCHE IN EBOOK

Georges Simenon était un habitué des cafés de la place Dauphine. Sa pipe et son chapeau le font, d'ailleurs, ressembler fort à Maigret qui, lui aussi, venait souvent « Aux Trois Marches » pour déjeuner. Quand une enquête le préoccupait particulièrement, chacun le voyait dès son entrée : « Sa démarche pesante, son regard fixe, son air d'extrême mauvaise humeur faisaient deviner que, très bientôt, une femme ou un homme devrait passer aux aveux... »

Georges Simenon était un habitué des cafés de la place Dauphine. Sa pipe et son chapeau le font, d'ailleurs, ressembler fort à Maigret qui, lui aussi, venait souvent « Aux Trois Marches » pour déjeuner. Quand une enquête le préoccupait particulièrement, chacun le voyait dès son entrée : « Sa démarche pesante, son regard fixe, son air d'extrême mauvaise humeur faisaient deviner que, très bientôt, une femme ou un homme devrait passer aux aveux... »

Georges Simenon était un habitué des cafés de la place Dauphine. Sa pipe et son chapeau le font, d'ailleurs, ressembler fort à Maigret qui, lui aussi, venait souvent « Aux Trois Marches » pour déjeuner. Quand une enquête le préoccupait particulièrement, chacun le voyait dès son entrée : « Sa démarche pesante, son regard fixe, son air d'extrême mauvaise humeur faisaient deviner que, très bientôt, une femme ou un homme devrait passer aux aveux... »

Georges Simenon était un habitué des cafés de la place Dauphine. Sa pipe et son chapeau le font, d'ailleurs, ressembler fort à Maigret qui, lui aussi, venait souvent « Aux Trois Marches » pour déjeuner. Quand une enquête le préoccupait particulièrement, chacun le voyait dès son entrée : « Sa démarche pesante, son regard fixe, son air d'extrême mauvaise humeur faisaient deviner que, très bientôt, une femme ou un homme devrait passer aux aveux... »

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