In fondo al tuo cuore

Immagini, suoni e suggestioni intorno a un romanzo di Maurizio de Giovanni.
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Maurizio de Giovanni, In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi, Stile Libero Big - DISPONIBILE ANCHE IN EBOOK

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Gli acquafrescai, i piú amati in quelle giornate torride, con i chioschi a pianta circolare dotati di un bel tetto tondo che ricordava fresche pagode cinesi, decorati da cascate di limoni e arance che davano sollievo solo a guardarle.

Gli acquafrescai, i piú amati in quelle giornate torride, con i chioschi a pianta circolare dotati di un bel tetto tondo che ricordava fresche pagode cinesi, decorati da cascate di limoni e arance che davano sollievo solo a guardarle.

Buono. Il caffè è una delle cose buone di questa città. Sono stato un po’ in giro, e credetemi, se c’è una cosa che ho sempre rimpianto quando ero fuori è il caffè del Gambrinus. Credo che la particolarità del suo aroma abbia inciso nella scelta di questo posto per incontrarvi.

Buono. Il caffè è una delle cose buone di questa città. Sono stato un po’ in giro, e credetemi, se c’è una cosa che ho sempre rimpianto quando ero fuori è il caffè del Gambrinus. Credo che la particolarità del suo aroma abbia inciso nella scelta di questo posto per incontrarvi.

Il piazzale davanti alla Certosa di San Martino era ampio, quasi circolare, con il fondo quasi per intero in terra battuta. Vi si accedeva mediante una bella strada, non molto ripida, percorsa da carrozze che accompagnavano i visitatori a uno dei piú incantevoli belvedere della città.

Il piazzale davanti alla Certosa di San Martino era ampio, quasi circolare, con il fondo quasi per intero in terra battuta. Vi si accedeva mediante una bella strada, non molto ripida, percorsa da carrozze che accompagnavano i visitatori a uno dei piú incantevoli belvedere della città.

Enrica rifletteva su quanto fosse verde quel posto. Qualche volta le era capitato di andare da sola al bosco della reggia di Capodimonte e di sedersi su una delle panchine a ricamare, soprattutto nella tarda primavera o d’estate, però non si era mai sentita immersa nella natura come a Ischia.

Enrica rifletteva su quanto fosse verde quel posto. Qualche volta le era capitato di andare da sola al bosco della reggia di Capodimonte e di sedersi su una delle panchine a ricamare, soprattutto nella tarda primavera o d’estate, però non si era mai sentita immersa nella natura come a Ischia.

Il policlinico della regia università era al centro di una fitta rete di vicoli. Era stato costruito sulla pianta di un antico monastero, e occupava un’area piuttosto vasta. Appariva all’improvviso, con il suo alto cancello, dopo una curva stretta che, come tutte le altre, sembrava portare in un’innocua piazzetta dalla quale sarebbe partita un’altra viuzza, per arrivare a un’altra piazzetta e cosí via, all’infinito.

Il policlinico della regia università era al centro di una fitta rete di vicoli. Era stato costruito sulla pianta di un antico monastero, e occupava un’area piuttosto vasta. Appariva all’improvviso, con il suo alto cancello, dopo una curva stretta che, come tutte le altre, sembrava portare in un’innocua piazzetta dalla quale sarebbe partita un’altra viuzza, per arrivare a un’altra piazzetta e cosí via, all’infinito.

Di fronte a un evento tragico o terribile, a un’emozione collettiva, uomini, donne e bambini si segnavano mormorando il nome della Signora Bruna. L’icona era cosí nominata per la colorazione scura dell’incarnato della Madonna e del Bambino, tenuto fra le braccia con tenerezza.

Di fronte a un evento tragico o terribile, a un’emozione collettiva, uomini, donne e bambini si segnavano mormorando il nome della Signora Bruna. L’icona era cosí nominata per la colorazione scura dell’incarnato della Madonna e del Bambino, tenuto fra le braccia con tenerezza.

▶ ANTEPRIMA 'IN FONDO AL TUO CUORE' AL SALONE DI TORINO - YouTube

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Al borgo erano rimasti gli artigiani piú legati alla tradizione. Quasi tutti avevano mantenuto la fabbrica, aprendo però la vendita diretta al pubblico; pochissimi persistevano a voler fare solo gli inventori di gioielli su commissione. La vocazione antica, quella dell’arte sacra, era diminuita con lo scemare delle richieste, ma resisteva nelle mani di alcuni autentici artisti che fabbricavano le immagini esibite nelle cappelle di famiglia delle case nobili.

Al borgo erano rimasti gli artigiani piú legati alla tradizione. Quasi tutti avevano mantenuto la fabbrica, aprendo però la vendita diretta al pubblico; pochissimi persistevano a voler fare solo gli inventori di gioielli su commissione. La vocazione antica, quella dell’arte sacra, era diminuita con lo scemare delle richieste, ma resisteva nelle mani di alcuni autentici artisti che fabbricavano le immagini esibite nelle cappelle di famiglia delle case nobili.


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Puntadas divinas: Nuestra Señora de Nápoles 27 de Mayo

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C’era la festa, la festa dell’estate e del caldo, la festa della Madonna Bruna e delle grazie chieste e ricevute, la festa delle danze in piazza e dell’incendio del Campanile.

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Non era una delle innumerevoli feste di quartiere, e non coinvolgeva soltanto la gente del posto: la Madonna del Carmine era una figura centrale nella tradizione della città, e veniva invocata di continuo dai fedeli sia nelle richieste di aiuto sia come interiezione nelle conversazioni.

Non era una delle innumerevoli feste di quartiere, e non coinvolgeva soltanto la gente del posto: la Madonna del Carmine era una figura centrale nella tradizione della città, e veniva invocata di continuo dai fedeli sia nelle richieste di aiuto sia come interiezione nelle conversazioni.

Presero la funicolare centrale. Gli abitanti della città concepivano come una novità lo straordinario impianto, benché fosse in funzione da quattro anni. Era stata proprio quella sferragliante carrozza, facendo su e giú senza sosta, a rendere plausibile l’allargamento urbano verso la collina, fino ad allora tenuta in considerazione solo per le vacanze estive e le vaste colture di broccoli.

Presero la funicolare centrale. Gli abitanti della città concepivano come una novità lo straordinario impianto, benché fosse in funzione da quattro anni. Era stata proprio quella sferragliante carrozza, facendo su e giú senza sosta, a rendere plausibile l’allargamento urbano verso la collina, fino ad allora tenuta in considerazione solo per le vacanze estive e le vaste colture di broccoli.

Il policlinico della regia università era al centro di una fitta rete di vicoli. Era stato costruito sulla pianta di un antico monastero, e occupava un’area piuttosto vasta. Appariva all’improvviso, con il suo alto cancello, dopo una curva stretta che, come tutte le altre, sembrava portare in un’innocua piazzetta dalla quale sarebbe partita un’altra viuzza, per arrivare a un’altra piazzetta e cosí via, all’infinito.

Il policlinico della regia università era al centro di una fitta rete di vicoli. Era stato costruito sulla pianta di un antico monastero, e occupava un’area piuttosto vasta. Appariva all’improvviso, con il suo alto cancello, dopo una curva stretta che, come tutte le altre, sembrava portare in un’innocua piazzetta dalla quale sarebbe partita un’altra viuzza, per arrivare a un’altra piazzetta e cosí via, all’infinito.

Don Libero e i maestri Ernesto e Nicola erano gli unici piú inquieti di Livia. Erano divisi tra un’ansia insospettabile e un’aspettativa maggiore della stessa Piedigrotta.

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La strada per arrivare al borgo degli orefici era in effetti breve, eppure la distanza tra i due mondi, quello del corso Umberto – via di passeggio e di traffico, invasa da carrozze e automobili e fiancheggiata da sfavillanti vetrine – e quello del reticolo di viuzze uguale a sé stesso da piú di un secolo, appariva enorme.

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Gianrico Carofiglio - La regola dell'equilibrio

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