La storia dell’infanzia di Emma Reyes, racchiusa in ventitré lettere che la pittrice scrisse, dal 1969, all’amico Germán. Emma è una bambina senza padre né madre, frutto di una relazione proibita, tra scoperte, preghiere e paure. Un viaggio che la porterà da una misera stanzetta a una bottega del cioccolato, a un convento di clausura. Con un tono ingenuo e l’ironia di chi si è lasciato tutto alle spalle, l’autrice affronta il proprio passato trasformandolo in un feroce e avvincente romanzo.

La storia dell’infanzia di Emma Reyes, racchiusa in ventitré lettere che la pittrice scrisse, dal 1969, all’amico Germán. Emma è una bambina senza padre né madre, frutto di una relazione proibita, tra scoperte, preghiere e paure. Un viaggio che la porterà da una misera stanzetta a una bottega del cioccolato, a un convento di clausura. Con un tono ingenuo e l’ironia di chi si è lasciato tutto alle spalle, l’autrice affronta il proprio passato trasformandolo in un feroce e avvincente romanzo.

Pubblicato nel 1931, è il seguito dei Sette pazzi, che ha consacrato la figura di Roberto Arlt. Ritroviamo quindi Erdosain, i suoi compagni e il progetto di finanziare la rivoluzione grazie alla gestione di una catena di bordelli. L’insoddisfazione e il disprezzo dei personaggi per la realtà che li circonda sono tali da richiedere una risposta estrema: l’uso della violenza diventa così l’unica via percorribile, e permette ad Arlt di tracciare un quadro profetico del mondo in cui viviamo.

Pubblicato nel 1931, è il seguito dei Sette pazzi, che ha consacrato la figura di Roberto Arlt. Ritroviamo quindi Erdosain, i suoi compagni e il progetto di finanziare la rivoluzione grazie alla gestione di una catena di bordelli. L’insoddisfazione e il disprezzo dei personaggi per la realtà che li circonda sono tali da richiedere una risposta estrema: l’uso della violenza diventa così l’unica via percorribile, e permette ad Arlt di tracciare un quadro profetico del mondo in cui viviamo.

Pubblicato nel 1967, e finora inedito in Italia, «L’invasione» è il primo libro di Ricardo Piglia: quindici racconti perfetti, in cui si delinea con sorprendente maturità tutto il mondo letterario dell’autore. 
Il lettore vi ritroverà le sue tipiche ossessioni per l’uso del linguaggio e un’estrema attenzione all’architettura narrativa: un personalissimo sguardo, obliquo e disincantato, sulla storia e la contemporaneità argentina.

Pubblicato nel 1967, e finora inedito in Italia, «L’invasione» è il primo libro di Ricardo Piglia: quindici racconti perfetti, in cui si delinea con sorprendente maturità tutto il mondo letterario dell’autore. Il lettore vi ritroverà le sue tipiche ossessioni per l’uso del linguaggio e un’estrema attenzione all’architettura narrativa: un personalissimo sguardo, obliquo e disincantato, sulla storia e la contemporaneità argentina.

Tre storie poliziesche, con lo stesso protagonista: Daniel Hernández, un semplice correttore di bozze che si improvvisa detective e riesce a risolvere tutti gli enigmi nei quali si trova coinvolto. Hernández è una di quelle figure marginali amate da Walsh, che incarnano l’aspirazione alla verità.

Tre storie poliziesche, con lo stesso protagonista: Daniel Hernández, un semplice correttore di bozze che si improvvisa detective e riesce a risolvere tutti gli enigmi nei quali si trova coinvolto. Hernández è una di quelle figure marginali amate da Walsh, che incarnano l’aspirazione alla verità.

Attraverso una narrazione eccentrica e implacabile, che mescola piani narrativi e prima e terza persona, Onetti ci riporta nella sua Santa María. Qui, Larsen, detto Raccattacadaveri, deve vedersela con il prete, le mogli e i benpensanti locali che si mobilitano in una crociata contro il suo rocambolesco sogno di aprire un bordello in città.

Attraverso una narrazione eccentrica e implacabile, che mescola piani narrativi e prima e terza persona, Onetti ci riporta nella sua Santa María. Qui, Larsen, detto Raccattacadaveri, deve vedersela con il prete, le mogli e i benpensanti locali che si mobilitano in una crociata contro il suo rocambolesco sogno di aprire un bordello in città.

Il secondo volume dell’epistolario di Julio Cortázar: dopo le lettere ad amici scrittori, è la volta della sua corrispondenza editoriale.  Lettere a editori, giornalisti, traduttori, registi che hanno avuto il privilegio di condividere un tratto di strada con una delle menti letterarie più brillanti del Novecento. I retroscena che hanno preceduto la pubblicazione delle opere più famose, sullo sfondo di un’editoria fatta di carta, inchiostro e macchina da scrivere.

Il secondo volume dell’epistolario di Julio Cortázar: dopo le lettere ad amici scrittori, è la volta della sua corrispondenza editoriale. Lettere a editori, giornalisti, traduttori, registi che hanno avuto il privilegio di condividere un tratto di strada con una delle menti letterarie più brillanti del Novecento. I retroscena che hanno preceduto la pubblicazione delle opere più famose, sullo sfondo di un’editoria fatta di carta, inchiostro e macchina da scrivere.

«Un certo Lucas» prosegue il percorso iniziato da Cortázar con il suo capolavoro «Storie di cronopios e di famas», con cui ha trasformato la letteratura in un mondo ludico e dissacrante. Pubblicato per la prima volta nella sua versione integrale, delinea l’itinerario nel quotidiano di una personalità unica.  La prosa di «Un certo Lucas» è giocosa e ironica: un vero e proprio antidoto contro magniloquenza e solennità.

«Un certo Lucas» prosegue il percorso iniziato da Cortázar con il suo capolavoro «Storie di cronopios e di famas», con cui ha trasformato la letteratura in un mondo ludico e dissacrante. Pubblicato per la prima volta nella sua versione integrale, delinea l’itinerario nel quotidiano di una personalità unica. La prosa di «Un certo Lucas» è giocosa e ironica: un vero e proprio antidoto contro magniloquenza e solennità.

Dante de la Estrella, in una serata di tempesta, narra a un divertito uditorio del suo incontro con l’indomabile Marietta Karapetiz, fine intellettuale e antropologa, delle sue gesta memorabili e del suo carattere impossibile; e del goffo fallimento di un sogno, di un amore, di un’amicizia, e forse di una vita intera. http://bit.ly/1l46E21

Dante de la Estrella, in una serata di tempesta, narra a un divertito uditorio del suo incontro con l’indomabile Marietta Karapetiz, fine intellettuale e antropologa, delle sue gesta memorabili e del suo carattere impossibile; e del goffo fallimento di un sogno, di un amore, di un’amicizia, e forse di una vita intera. http://bit.ly/1l46E21

Basato sulla leggendaria figura di Eva Perón, il romanzo inizia là dove finisce la vita della sua protagonista. Mentre ripercorriamo a ritroso la vicenda della piccola attricetta di provincia che fece innamorare prima il presidente della Repubblica argentina e poi l’intera nazione, siamo stregati dalla vita post mortem del suo corpo, reso mitico dall’aura di «santità» che emana la leggenda di Evita.

Basato sulla leggendaria figura di Eva Perón, il romanzo inizia là dove finisce la vita della sua protagonista. Mentre ripercorriamo a ritroso la vicenda della piccola attricetta di provincia che fece innamorare prima il presidente della Repubblica argentina e poi l’intera nazione, siamo stregati dalla vita post mortem del suo corpo, reso mitico dall’aura di «santità» che emana la leggenda di Evita.

Un gruppo di cospiratori improvvisati, alle prese con la loro personalissima rivoluzione che muterà le sorti del paese, e che sarà finanziata grazie alla gestione di una catena di bordelli. Il protagonista, Erdosain, ladro e inventore di strambi fiori metallizzati, si imbarca nell’irrealizzabile impresa accompagnato da figure memorabili come l’Astrologo, il Ruffiano Melanconico, l’ebreo Bromberg e il Cercatore d’Oro.

Un gruppo di cospiratori improvvisati, alle prese con la loro personalissima rivoluzione che muterà le sorti del paese, e che sarà finanziata grazie alla gestione di una catena di bordelli. Il protagonista, Erdosain, ladro e inventore di strambi fiori metallizzati, si imbarca nell’irrealizzabile impresa accompagnato da figure memorabili come l’Astrologo, il Ruffiano Melanconico, l’ebreo Bromberg e il Cercatore d’Oro.

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