Mimesi:L’opera rappresenta la mìmesi, la nascita dell’idea-cosa imperfetta dalla perfezione dell’iperuranio. Idea perfettibile, quindi, che, nella sua imperfezione, aspira alla perfezione dell’immutabilità. Idea, ancóra, che, per un rapporto di metèssi, partecipa all’esistenza stessa dell’iperuranio da cui è generata. Una mìmesi, di fatto, che è palingenesi (nascita) ed, al contempo, conclusione del ciclo evolutivo dell’idea-cosa.

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In design we trust: È progettazione, ed al contempo estetica: è il design, per alcuni una vera e propria fede. È il sublime, il kantiano punto d’incontro tra il bello soggettivo e quello naturale, ma anche la gnoseologia inferiore di Baumgarten, la differenza tra la conoscenza empirica e quella metafisica. Rappresenta la soggettività dell’arte in relazione all’oggettività della realtà.

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Indefinito: Definizione come limitazione. È da questo aforisma wildeiano che prende spunto l’opera, un ammonimento che lacera la mutevolezza degli archi aurorali: nulla può essere definito, perchè nulla può essere racchiuso in un concetto di finitezza ciclica. Né l’uomo, né la natura possono essere definiti: è questa, diceva Herbert Spencer, l’ineluttabile prerogativa dell’evoluzione cosmica.

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I hate the industrial design, tela pittorica

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La coppia di architetti cileni Felipe Assadi + Francisca Pulido firma il Bar El Tubo, a Lima. Uno spazio latteo, quasi sospeso, punteggiato da oblò colorati e illuminato con le stesse tonalità. Le video proiezioni contribuiscono a creare un ambiente a vocazione contemporanea. Copyright: Assadi + Pulido

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Il Water Bar di Sydney, già considerato un'icona della città, dopo il restyling durato un mese firmato dagli interior designer australiani Cate Young, è stato eletto una delle mete più eleganti e interessanti del continente australiano. Copyright: Marcus Clinton Photography

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Prana: La drammaticità si sprigiona dalla deformazione delle linee che si tagliano vicendevolmente, nonché dall’alternarsi di campi bianchi, grigi, neri e rossi, che accentuano la dinamica delle forme destrutturate e ne sottolineano l’essenza creativa. È Shiva, compassionevole Distruttore, ed al contempo Brahma, il Principio creatore. È caos cosmico, da cui nasce il Prāna, il soffio vitale. È la stella danzante nietzscheiana, generata dalle tenebre del caos.

Splatter: Sangue che cola, che impasta la terra, creando un mandàla cosmico che contiene, in sé, l’essenza intrinseca del tutto. Viaggio iniziatico, ancòra, all’interno dei più reconditi anfratti dell’animo umano. Caos archetipale da cui si genera la vita: è questo Splatter, simbolica allegoria dell’esistenza, in perenne equilibrio instabile tra edonismo e spiritualità.

Tra Nerd e style

Indefinito | Definizione come limitazione. È da questo aforisma wildeiano che prende spunto l’opera, un ammonimento che lacera la mutevolezza degli archi aurorali: nulla può essere definito, perchè nulla può essere racchiuso in un concetto di finitezza ciclica. Né l’uomo, né la natura possono essere definiti: è questa, diceva Herbert Spencer, l’ineluttabile prerogativa dell’evoluzione cosmica.

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