Transfert - La narrativa

La parola è il primo elemento di rappresentazione della realtà e della storia. Questa collana si prefigge di portare al di là dell’indifferente pace sociale dell’opinione pubblica il vissuto reale delle persone del nostro tempo: espresso con un linguaggio che non dimentichi la tradizione e che si abbeveri alla fonte seconda della lettera
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Ero un misantropo. Me ne stavo rannicchiato come un gobbo al primo banco. Io da una parte, il resto del mondo dall’altra. #Absolute di Marco Aragno - il nuovo romanzo della #collanaTransfert

Ero un misantropo. Me ne stavo rannicchiato come un gobbo al primo banco. Io da una parte, il resto del mondo dall’altra. #Absolute di Marco Aragno - il nuovo romanzo della #collanaTransfert

Saggese disegna con la storia dei due sorci amici la parabola-apologo di una società disgregata, la nostra, che solo nella controluce di una vicenda animale può essere compresa. Si serve dei suoi amati animali che predilige perché rappresentano forse ai suoi occhi degli amici-sentinelle che ricordano a noi umani le nostre-loro fragilità, l’importanza di una solidarietà non dettata solo da debolezza, e la grammatica fisio-cognitiva della sofferenza, che noi abbiamo dimenticato.

Saggese disegna con la storia dei due sorci amici la parabola-apologo di una società disgregata, la nostra, che solo nella controluce di una vicenda animale può essere compresa. Si serve dei suoi amati animali che predilige perché rappresentano forse ai suoi occhi degli amici-sentinelle che ricordano a noi umani le nostre-loro fragilità, l’importanza di una solidarietà non dettata solo da debolezza, e la grammatica fisio-cognitiva della sofferenza, che noi abbiamo dimenticato.

Nella mia stanza, in bagno in piedi davanti allo specchio, osservo il mio volto e mi chiedo chi sono.  Cosa sto combinando. Quando succede vado avanti per un pezzo.    Alla fine mi rispondo che sono uno fra tanti, che valgo quanto gli altri e che faccio quello che posso. È crudele: devo vivere la vita anche se non mi piace o mi piace a tratti o non mi piace per niente.    Ma una cosa è certa:  non sono giusto.

Nella mia stanza, in bagno in piedi davanti allo specchio, osservo il mio volto e mi chiedo chi sono. Cosa sto combinando. Quando succede vado avanti per un pezzo. Alla fine mi rispondo che sono uno fra tanti, che valgo quanto gli altri e che faccio quello che posso. È crudele: devo vivere la vita anche se non mi piace o mi piace a tratti o non mi piace per niente. Ma una cosa è certa: non sono giusto.

Intravedo Port'Alba che giornalmente accumula casse di libri, saggezza stradale in prossimità di scritti curativi. Scendo San Sebastiano, accumulo di protesi per il conservatorio: negozi e tecniche al servizio del consumo musicale. E' rilassante questo pezzo di strada, sempre silenzioso e buio.

Intravedo Port'Alba che giornalmente accumula casse di libri, saggezza stradale in prossimità di scritti curativi. Scendo San Sebastiano, accumulo di protesi per il conservatorio: negozi e tecniche al servizio del consumo musicale. E' rilassante questo pezzo di strada, sempre silenzioso e buio.

Non so per quanto tempo rimango seduta a guardare la volta, le colonne, l'altare, tutto quest'oro splendido, lucido, sabbiato, ritorto, mentre una felicità mai sentita mi invade ogni cellula dello spirito e del corpo.    E all'improvviso sento di amare questo Paese come mai mi è capitato di affezionarmi a un luogo, Portogallo intimo e dolce e al tempo stesso magnifico.

Non so per quanto tempo rimango seduta a guardare la volta, le colonne, l'altare, tutto quest'oro splendido, lucido, sabbiato, ritorto, mentre una felicità mai sentita mi invade ogni cellula dello spirito e del corpo. E all'improvviso sento di amare questo Paese come mai mi è capitato di affezionarmi a un luogo, Portogallo intimo e dolce e al tempo stesso magnifico.

Decidere, dopo tanto tempo, di dare un titolo a queste carte recenti vecchie manoscritte dattiloscritte digitate, tutte incerte, che sono tue sue mie, che attraversano la tua sua mia vita, è stato arduo.  Una e una sola parola mi sembra assolvere a questo compito, perché riassume nella sua lancinante brevità la spasmodica esitazione dell'esistenza: drama.

Decidere, dopo tanto tempo, di dare un titolo a queste carte recenti vecchie manoscritte dattiloscritte digitate, tutte incerte, che sono tue sue mie, che attraversano la tua sua mia vita, è stato arduo. Una e una sola parola mi sembra assolvere a questo compito, perché riassume nella sua lancinante brevità la spasmodica esitazione dell'esistenza: drama.

«Ciao Tonino, ma cosa stai facendo? Sai a volte mi chiedo che cosa facciano certe persone per campare? Tu che fai il giornalista come cavolo campi?»

«Ciao Tonino, ma cosa stai facendo? Sai a volte mi chiedo che cosa facciano certe persone per campare? Tu che fai il giornalista come cavolo campi?»


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