Le altre città greche si lanciarono nella moda del criselefantino monumentale con entusiasmo. Queste statue sono oggi perdute, ma alcune, come lo Zeus di Olimpia (un'altra opera di Fidia) sono rimaste nella storia per il loro stile raffinato e l'incredibile impatto visivo. Ricorda, infatti, che per i Greci la statua di un dio era una doppia epifania divina - sia perché il dio 'era' la statua, sia perché aveva ispirato direttamente l'artista.

Le altre città greche si lanciarono nella moda del criselefantino monumentale con entusiasmo. Queste statue sono oggi perdute, ma alcune, come lo Zeus di Olimpia (un'altra opera di Fidia) sono rimaste nella storia per il loro stile raffinato e l'incredibile impatto visivo. Ricorda, infatti, che per i Greci la statua di un dio era una doppia epifania divina - sia perché il dio 'era' la statua, sia perché aveva ispirato direttamente l'artista.

Per molti visitatori, questo è il viso di Delfi, gli occhi obliqui e le labbra sorridenti di Apollo Chioma d'Oro. E in effetti, anche se nel bellissimo Museo Archeologico di Delfi non mancano le rappresentazioni apollinee, questa statua rimane unica e spettacolare, sia nei materiali (avorio e oro) che nello stile (Ionico).

Per molti visitatori, questo è il viso di Delfi, gli occhi obliqui e le labbra sorridenti di Apollo Chioma d'Oro. E in effetti, anche se nel bellissimo Museo Archeologico di Delfi non mancano le rappresentazioni apollinee, questa statua rimane unica e spettacolare, sia nei materiali (avorio e oro) che nello stile (Ionico).

Un esempio all'ennesima potenza dell'effetto ricercato dai templi greci arriva dal Tamil Nadu, nel Sud dell'India. Questo tempio di Srirangam, costruito nel tipico stile dravidico, è uno dei più grandi templi indù al mondo, secondo solo a Angkor Wat (Cambogia). È dedicato a Vishnu, uno degli dèi più importanti dell'induismo.

Un esempio all'ennesima potenza dell'effetto ricercato dai templi greci arriva dal Tamil Nadu, nel Sud dell'India. Questo tempio di Srirangam, costruito nel tipico stile dravidico, è uno dei più grandi templi indù al mondo, secondo solo a Angkor Wat (Cambogia). È dedicato a Vishnu, uno degli dèi più importanti dell'induismo.

I kouroi e le korai (letteralmente, 'ragazzi' e 'ragazze', nome dato alle statue arcaiche) ripropongono, nei loro occhi troppo grandi, nel loro sorriso misterioso, nell'immobilismo dei gesti, un gioco di specchi attraverso il Mediterraneo. Qui, l'antefisso (cioè, un pezzo di tegola che sporgeva dallo spigolo dei tetti) di un tempio etrusco, di chiara ispirazione greca.

I kouroi e le korai (letteralmente, 'ragazzi' e 'ragazze', nome dato alle statue arcaiche) ripropongono, nei loro occhi troppo grandi, nel loro sorriso misterioso, nell'immobilismo dei gesti, un gioco di specchi attraverso il Mediterraneo. Qui, l'antefisso (cioè, un pezzo di tegola che sporgeva dallo spigolo dei tetti) di un tempio etrusco, di chiara ispirazione greca.

...e un paragone con gli altri due ordini dell'architettura greca, dorico e corinzio.

...e un paragone con gli altri due ordini dell'architettura greca, dorico e corinzio.

Certo, c'è sempre questa idea che i templi greci fossero tutti bianchi (un errore che ha dato origini a fiumi di pagine sul valore dell'estetica greca, il marmo bianco contro il mare blu etc), mentre nella realtà erano colorati. Le statue, in particolare, erano pitturate in modo da sembrare persone vere, e l'effetto doveva essere quasi terrificante nel caso delle grandi statue 'segrete' come l'Atena Parthenos.

Certo, c'è sempre questa idea che i templi greci fossero tutti bianchi (un errore che ha dato origini a fiumi di pagine sul valore dell'estetica greca, il marmo bianco contro il mare blu etc), mentre nella realtà erano colorati. Le statue, in particolare, erano pitturate in modo da sembrare persone vere, e l'effetto doveva essere quasi terrificante nel caso delle grandi statue 'segrete' come l'Atena Parthenos.

Ma l'Apollo di Delfi, nelle sue dimensioni più modeste, è ancora a anni luce di distanza da Fidia. Si trova, invece, strettamente imparentato con l'arte arcaica dei kouroi (qui, un esempio tebano), e sorride in quello stesso modo già descritto da Saffo. Queste rappresentazioni sono imprigionate nei movimenti, ma esprimono alla perfezione quella felice calma divina raccontata da innumerevoli poesie greche.

Ma l'Apollo di Delfi, nelle sue dimensioni più modeste, è ancora a anni luce di distanza da Fidia. Si trova, invece, strettamente imparentato con l'arte arcaica dei kouroi (qui, un esempio tebano), e sorride in quello stesso modo già descritto da Saffo. Queste rappresentazioni sono imprigionate nei movimenti, ma esprimono alla perfezione quella felice calma divina raccontata da innumerevoli poesie greche.

Tornando ancora più indietro, arriviamo all'arte minoica vera e propria. Qui, la cosiddetta 'Parisienne' (a sinistra) e una 'Potnia Theron', datate attorno al 1400 BC. Della civiltà minoica, devastata dall'eruzione del vulcano di Santorini (lo tsunami su Creta ebbe onde fino a 150 m di altezza; erano 30 in Giappone nel 2011), sappiamo relativamente poco, sebbene ebbe grande influenza sulla Grecia. I loro testi, in 'Lineare A', aspettano ancora di essere decifrati.

Tornando ancora più indietro, arriviamo all'arte minoica vera e propria. Qui, la cosiddetta 'Parisienne' (a sinistra) e una 'Potnia Theron', datate attorno al 1400 BC. Della civiltà minoica, devastata dall'eruzione del vulcano di Santorini (lo tsunami su Creta ebbe onde fino a 150 m di altezza; erano 30 in Giappone nel 2011), sappiamo relativamente poco, sebbene ebbe grande influenza sulla Grecia. I loro testi, in 'Lineare A', aspettano ancora di essere decifrati.

Questo edificio fu donato a Delfi attorno al 530 dalla città di Sifno, che si era arricchita grazie alle sue miniere. Si tratta di un edificio distilo ionico (cioè, aveva due colonne nel pronao) con due cariatidi al posto delle colonne. All'interno, come negli altri tesori, c'erano le offerte vere e proprie ai sacerdoti e alle divinità di Delfi.

Questo edificio fu donato a Delfi attorno al 530 dalla città di Sifno, che si era arricchita grazie alle sue miniere. Si tratta di un edificio distilo ionico (cioè, aveva due colonne nel pronao) con due cariatidi al posto delle colonne. All'interno, come negli altri tesori, c'erano le offerte vere e proprie ai sacerdoti e alle divinità di Delfi.

Ecco una descrizione dell'ordine ionico...

Ecco una descrizione dell'ordine ionico...

Pinterest
Cerca