MAI MentiAltamenteInfiammabili

Il blog di Officine Vonnegut
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di Chiara Morello Al medico ho detto che non mi ero mai sentita male come in quel momento. A mia madre ho detto che non aveva mai cucinato una pasta così buona. A mio padre ho detto che non era stato mai così saggio. A mio fratello ho detto che non l’avevo mai odiato come …

di Chiara Morello Al medico ho detto che non mi ero mai sentita male come in quel momento. A mia madre ho detto che non aveva mai cucinato una pasta così buona. A mio padre ho detto che non era stato mai così saggio. A mio fratello ho detto che non l’avevo mai odiato come …

Tanto per iniziare si viene strappati dal ventre materno. Poi per finire si viene strappati dal proprio corpo. Fine. Questo. Così.

Tanto per iniziare si viene strappati dal ventre materno. Poi per finire si viene strappati dal proprio corpo. Fine. Questo. Così.

Su un’installazione di Massimo Uberti per la Villa Marittima Romana di Santa Croce a Sapri   Il futuro è come un filo di luce che sulla terraferma antica prova a costruire un’abitazione. Occhi da gigante e cuore di perla ci vogliono per abitare questo porticato vastissimo allo sguardo per sentire addosso la vita immane colosso …

Su un’installazione di Massimo Uberti per la Villa Marittima Romana di Santa Croce a Sapri Il futuro è come un filo di luce che sulla terraferma antica prova a costruire un’abitazione. Occhi da gigante e cuore di perla ci vogliono per abitare questo porticato vastissimo allo sguardo per sentire addosso la vita immane colosso …

Se tu fossi un poster, ti adopererei come coperta. Se tu fossi colla, ti userei come crema idratante. Se tu fossi la televisione, ti terrei accesa da mattina a sera. Se tu fossi la tastiera del pc, scriverei dei lunghi romanzi. Se tu fossi il sole, non userei crema protettiva. Se tu fossi la luna, …

Se tu fossi un poster, ti adopererei come coperta. Se tu fossi colla, ti userei come crema idratante. Se tu fossi la televisione, ti terrei accesa da mattina a sera. Se tu fossi la tastiera del pc, scriverei dei lunghi romanzi. Se tu fossi il sole, non userei crema protettiva. Se tu fossi la luna, …

di Paola D’Agostino   Certe settimane volano e riesco quasi per miracolo a tenermi incolume lontano dalle mie ferite. Arriva l’ora dei saluti e timbro il cartellino della noia a volte della perseveranza che è aspettare un numero qualunque all’angolo del calendario. Adesso scrivo lettere sui bordi di un giardino per lettori incogniti e conto …

di Paola D’Agostino Certe settimane volano e riesco quasi per miracolo a tenermi incolume lontano dalle mie ferite. Arriva l’ora dei saluti e timbro il cartellino della noia a volte della perseveranza che è aspettare un numero qualunque all’angolo del calendario. Adesso scrivo lettere sui bordi di un giardino per lettori incogniti e conto …

Chi dorme non piglia pesci. I pescatori sono svegli e prendono pesci. Tanti pesci. In tante reti. “Reti fotocopia di altre reti. Presentatori fotocopia di altri presentatori che presentano ospiti fotocopia di altri ospiti in programmi fotocopia di altri programmi all’interno di palinsesti fotocopia di altri palinsesti decisi da partiti fotocopia di altri partiti fatti …

Chi dorme non piglia pesci. I pescatori sono svegli e prendono pesci. Tanti pesci. In tante reti. “Reti fotocopia di altre reti. Presentatori fotocopia di altri presentatori che presentano ospiti fotocopia di altri ospiti in programmi fotocopia di altri programmi all’interno di palinsesti fotocopia di altri palinsesti decisi da partiti fotocopia di altri partiti fatti …

di Chiara Morello   Non colsi la rosa, non la colsi. Nonostante sapessi che non l’avrei privata certamente delle radici, non volli spezzare il ramo sul quale godeva ogni giorno del tepore solare. Non ho colto la rosa, non l’ho colta. Nonostante sapessi che sarebbe sopravvissuta all’impeto della mano assassina che dal suo albero l’avrebbe …

di Chiara Morello Non colsi la rosa, non la colsi. Nonostante sapessi che non l’avrei privata certamente delle radici, non volli spezzare il ramo sul quale godeva ogni giorno del tepore solare. Non ho colto la rosa, non l’ho colta. Nonostante sapessi che sarebbe sopravvissuta all’impeto della mano assassina che dal suo albero l’avrebbe …

di Chiara Morello Aprile dolce dormire? Ad Aprile esco finalmente dal lungo torpore di un sonno durato all’incirca tre anni. Sono un mendicante che vaga alla ricerca della verità: seduta da mesi, a braccia conserte sul gelido asfalto, ritrovo nel mio cappello la ricchezza delle menzogne donatemi però con immenso amore per un tempo talmente …

di Chiara Morello Aprile dolce dormire? Ad Aprile esco finalmente dal lungo torpore di un sonno durato all’incirca tre anni. Sono un mendicante che vaga alla ricerca della verità: seduta da mesi, a braccia conserte sul gelido asfalto, ritrovo nel mio cappello la ricchezza delle menzogne donatemi però con immenso amore per un tempo talmente …

di Licia Pizzi   Le azioni. Fare pulizia prima di ricominciare, fare prima di fare, pianificare insomma, è necessario. E prima ancora medicare. Cauterizzare. Suturare. Io ho sempre un ma. Ma poi decido per le scatole. Nelle quali conservare. Scatole da non aprire mai più, tenute lì come memento mori. Simbolo, metafora, in cui lascio …

di Licia Pizzi Le azioni. Fare pulizia prima di ricominciare, fare prima di fare, pianificare insomma, è necessario. E prima ancora medicare. Cauterizzare. Suturare. Io ho sempre un ma. Ma poi decido per le scatole. Nelle quali conservare. Scatole da non aprire mai più, tenute lì come memento mori. Simbolo, metafora, in cui lascio …

di Paola D’Agostino   Com’era bella Napoli nell’anno zero di questa punta di diamante che avviluppa il sangue. Com’era rapida la vita quando correre era avere un corpo urgente da toccare. Gracile l’amore dietro gli striscioni di quella giovanissima rivoluzione chiamata a incidere nel battito dei vicoli su scalinate rigonfie policrome topografie ciclostilate. Di birre …

di Paola D’Agostino Com’era bella Napoli nell’anno zero di questa punta di diamante che avviluppa il sangue. Com’era rapida la vita quando correre era avere un corpo urgente da toccare. Gracile l’amore dietro gli striscioni di quella giovanissima rivoluzione chiamata a incidere nel battito dei vicoli su scalinate rigonfie policrome topografie ciclostilate. Di birre …

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