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Almanacco Barbanera. Una storia lunga 252 anni

L'Almanacco Barbanera è una tradizione viva da 252 anni. È un Lunario e un Almanacco, misuratore del Tempo, ma anche "specchio dei tempi", testimone dei cambiamenti e delle tendenze del Paese Italia, ieri come oggi. Ecco per immagini la storia dell'Almanacco più amato d'Italia.
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Il grande poeta Gabriele D'Annunzio era un ammiratore dell'almanacco Barbanera, che era solito portare con sé per fare annotazioni in margine alle pagine. Ecco cosa scriveva il 27 febbraio 1934, in una lettera al parroco di Gardone: "Il libro del mio capezzale è quello ove s'aduna 'il fiore dei Tempi e la saggezza delle Nazioni': il Barbanera". Ancora oggi al Vittoriale, presso Gardone, si trova la collezione di almanacchi con gli appunti del "Vate".

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Ecco la prima immagine di Barbanera! L'Astronomo degli Appennini compare per la prima volta sul #Lunario del 1774. È un uomo serio, dall'inevitabile barba nera, che punta tra le stelle il suo compasso "per poter altrui predire tutto quel che ha da venire". E quel compasso non serve soltanto a prevedere il futuro, ma diventa il simbolo stesso del #calendario, creato a partire dall'osservazione e dalla misurazione del percorso ciclico annuale del sole e della luna.

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Era il 1762 e per la prima volta veniva dato alle stampe il Lunario in unico foglio del 'famoso' (si, perché famoso lo era già) Barbanera.

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Nella locandina del #Lunario Barbanera 1961, il vecchio 'saggio degli Appennini' vola su un razzo tra astri e pianeti! Il costo dell'Almanacco è di cinquanta lire!

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Sono gli anni Trenta e Barbanera diventa testimonial per la Magnesia San Pellegrino! Il saggio barbuto viene addirittura indicato come depositario dell'elisir di lunga vita... -Confidami, o Barbanera, la formula del vero liquor di lunga vita e sarai ricco e potente!.... -Al levarsi di ogni primo sole prendi: Acqua cristallina grammi quindici e Magnesia S. Pellegrino cucchiaini uno - agita, mescola bene e trangugia felice.

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Barbanera nel suo studio con gli strumenti per l'osservazione del cielo e il discepolo Silvano, ritratti dal pittore umbro Norberto. L'immagine uscì per la prima volta nell'Almanacco del 1986.

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Immancabile nell'album dei ricordi Barbanera la locandina di "Barbanera bel tempo si spera", la commedia teatrale di Scarnicci e Tarabusi con musiche del Maestro Lelio Luttazzi. La prima si tenne al Teatro Sistina di #Roma l'11 ottobre 1953. Protagonisti tre giovani attori che sarebbero poi divenuti molto famosi: Ugo Tognazzi, Elena Giusti e Raimondo Vianello.

Di cosa parliamo quando parliamo di Barbanera. "Barbanera era importante per i contadini, perché non soltanto prevedeva il tempo - e certe volte ci azzeccava - ma perché dava indicazioni alla semina, al raccolto, la fecondazione... Parlava degli animali, parlava del problema dei territori, parlava dell'acqua. Insomma, un testo sacro". Dario Fo da "Tempo al Tempo" - Docufilm, 2012. Regia di Luigi Campi. Musiche del jazzista Claudio Filippini.

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Barbanera fa il suo ingresso nel mondo della musica. Ecco la copertina del 45 giri "Barbanera twist" di Michelino e il suo complesso, uscito nel 1962. In copertina il logo tipico utilizzato e conosciuto in quegli anni. #cover #LP #vinyl #artwork

Ecco il bosso di stampa (ancora di proprietà della Fondazione Barbanera). Il Cliché tipografico di fine '800 con il logo utilizzato in quegli anni per le locandine. Barbanera appare al centro con il compasso e altri simboli di sapienza ed è circondato dallo zodiaco. Si chiama Bosso di stampa perché è in legno di bosso. La funzione era un po' quella di un timbro veniva ricoperto di inchiostro e poi utilizzato per la stampa.