Collaborative Art

Si tratta di installazioni artistiche che interagiscono con il pubblico a tal punto da renderlo non solo partecipe, ma collaboratore dell'opera stessa.
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Antonio Muntadas - “The File Room” (1995) installazione + sito, per alcuni aspetti continua l’analisi di “media architecture”. Questo lavoro è parte dalla volontà di mettere in discussione l’idea di censura culturale. Ho costruito uno spazio apparentemente repressivo, kafkiano, appartenente alla burocrazia, al controllo, con 800 archivi metallici. Otto Macintosh collegati a internet fornivano l’accesso a un archivio in rete composto da casi di censura sulla cultura.

Antonio Muntadas - “The File Room” (1995) installazione + sito, per alcuni aspetti continua l’analisi di “media architecture”. Questo lavoro è parte dalla volontà di mettere in discussione l’idea di censura culturale. Ho costruito uno spazio apparentemente repressivo, kafkiano, appartenente alla burocrazia, al controllo, con 800 archivi metallici. Otto Macintosh collegati a internet fornivano l’accesso a un archivio in rete composto da casi di censura sulla cultura.

Bill Viola - "He weeps for you" (Installazione audio-video, 1976) Il principio fisico dietro l'opera è che ogni goccia agisce come una lente, essa emerge da una piccola valvola mentre viene ripresa da una videocamera e proiettata su schermo. Lo spettatore e una parte della stanza sono visibili all'interno di ogni goccia. La telecamera è dal vivo e rende ogni visitatore un partecipante in tempo reale dell'opera d'arte. Video: https://www.youtube.com/watch?v=S8EkqHa7R8c

Bill Viola - "He weeps for you" (Installazione audio-video, 1976) Il principio fisico dietro l'opera è che ogni goccia agisce come una lente, essa emerge da una piccola valvola mentre viene ripresa da una videocamera e proiettata su schermo. Lo spettatore e una parte della stanza sono visibili all'interno di ogni goccia. La telecamera è dal vivo e rende ogni visitatore un partecipante in tempo reale dell'opera d'arte. Video: https://www.youtube.com/watch?v=S8EkqHa7R8c

Rudolf Stingel - "Untitled" 50a Biennale (2003) tentativo pseudo - minimalista ad una installazione interattiva installata alla 50a Biennale di Venezia nel 2003. L'installazione consiste di coprire le pareti di una piccola anticamera e una vasta galleria principale con fogli di alluminio rivestito di materiale isolante punteggiato da rilievi di polistirolo.

Rudolf Stingel - "Untitled" 50a Biennale (2003) tentativo pseudo - minimalista ad una installazione interattiva installata alla 50a Biennale di Venezia nel 2003. L'installazione consiste di coprire le pareti di una piccola anticamera e una vasta galleria principale con fogli di alluminio rivestito di materiale isolante punteggiato da rilievi di polistirolo.

Jenny Holzer - "Please Change Beliefs" (1995) Famosa per il suo uso di parole e brevi didascalie, costruisce un progetto per Ada web. Spazio web creato da Benjamin Weil. E’ uno dei primi progetti di arte collaborativa artistica internazionale.  Holzer lascia al visitatore il compito di migliorare o sostituire il truismo. Sito: http://www.adaweb.com/project/holzer/cgi/pcb.cgi

Jenny Holzer - "Please Change Beliefs" (1995) Famosa per il suo uso di parole e brevi didascalie, costruisce un progetto per Ada web. Spazio web creato da Benjamin Weil. E’ uno dei primi progetti di arte collaborativa artistica internazionale. Holzer lascia al visitatore il compito di migliorare o sostituire il truismo. Sito: http://www.adaweb.com/project/holzer/cgi/pcb.cgi

Shilpa Gupta - "Blessed Bandwidth" (2001) Caratteristica opera di net art, propone provocatoriamente un progetto di “Benedizione a banda larga” che l’utente/fedele può ricevere, dal clero di una confessione prescelta, attraverso internet.

Shilpa Gupta - "Blessed Bandwidth" (2001) Caratteristica opera di net art, propone provocatoriamente un progetto di “Benedizione a banda larga” che l’utente/fedele può ricevere, dal clero di una confessione prescelta, attraverso internet.

Antonio Muntadas - "On translation", Ciclo di installazioni e progetto di net art (1996 - 2006) ha rappresentato la Spagna alla Biennale di Venezia 2005: On Translation: I Giardini.

Antonio Muntadas - "On translation", Ciclo di installazioni e progetto di net art (1996 - 2006) ha rappresentato la Spagna alla Biennale di Venezia 2005: On Translation: I Giardini.

Christa Sommerer e Laurent Mignonneau - "Eau de Jardin" E’ un'installazione interattiva che trasporta i visitatori nel mondo immaginario di giardini acquatici virtuali. Quando i visitatori si avvicinano verso le anfore, le piante catturano la presenza dei visitatori e utilizzando le tensioni che si verificano disegnano piante acquatiche virtuali sui grandi schermi di proiezione.

Christa Sommerer e Laurent Mignonneau - "Eau de Jardin" E’ un'installazione interattiva che trasporta i visitatori nel mondo immaginario di giardini acquatici virtuali. Quando i visitatori si avvicinano verso le anfore, le piante catturano la presenza dei visitatori e utilizzando le tensioni che si verificano disegnano piante acquatiche virtuali sui grandi schermi di proiezione.

Tord Boontje - "Bright Nights" (2006) ha trasformato il sentiero del parco di Union Square in un ambiente invernale interattivo. Utilizzando la computer vision, animali, fiori e altre figure interagiscono con i visitatori. Le interazioni non sono ripetitive o pre-progettate, così gli ospiti potevano inventare nuove immagini ogni volta. Video: https://www.youtube.com/watch?v=mlSqpLuiGFc

Tord Boontje - "Bright Nights" (2006) ha trasformato il sentiero del parco di Union Square in un ambiente invernale interattivo. Utilizzando la computer vision, animali, fiori e altre figure interagiscono con i visitatori. Le interazioni non sono ripetitive o pre-progettate, così gli ospiti potevano inventare nuove immagini ogni volta. Video: https://www.youtube.com/watch?v=mlSqpLuiGFc

Ernesto Neto - Le sue opere sono installazioni astratte, che spesso invadono l’intero spazio espositivo, realizzate con materiali e forme che evocano il mondo organico. L’obiettivo dell’artista è quello di abbattere le distanze tra il visitatore e l’opera d’arte, dando vita a un’esperienza quasi mistica attraverso la scoperta del “respiro vitale”. Crea “un’arte che ci mostra il limite, inteso come luogo di sensazioni e di scambio.”

Ernesto Neto - Le sue opere sono installazioni astratte, che spesso invadono l’intero spazio espositivo, realizzate con materiali e forme che evocano il mondo organico. L’obiettivo dell’artista è quello di abbattere le distanze tra il visitatore e l’opera d’arte, dando vita a un’esperienza quasi mistica attraverso la scoperta del “respiro vitale”. Crea “un’arte che ci mostra il limite, inteso come luogo di sensazioni e di scambio.”

Ai Wei Wei - Fairytale (2007) Weiwei ha portato 1000 persone da tutta la Cina a Kassel. Wei li ha invitati a vagare per la città durante il tempo dell’esposizione, tre mesi. I partecipanti sono stati divisi in cinque gruppi, ciascuno dei quali ha soggiornato a Kassel per otto giorni. Secondo Philip Tinari, l’oggetto di design primario qui non sono l’abbigliamento o le valigie, ma le esperienze dei partecipanti, anche il loro umore e stato d’animo.

Ai Wei Wei - Fairytale (2007) Weiwei ha portato 1000 persone da tutta la Cina a Kassel. Wei li ha invitati a vagare per la città durante il tempo dell’esposizione, tre mesi. I partecipanti sono stati divisi in cinque gruppi, ciascuno dei quali ha soggiornato a Kassel per otto giorni. Secondo Philip Tinari, l’oggetto di design primario qui non sono l’abbigliamento o le valigie, ma le esperienze dei partecipanti, anche il loro umore e stato d’animo.


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