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La torre dodecagonale, dell'altezza di mt. 30,20 e perimetro di base di mt. 31,40, parte da un basamento più ampio di cm. 45-60 formato da massi molto voluminosi; in basso sono collocati i pezzi più eloquenti: una meridiana, una treccia bizantina, un fregio romano che ha il suo gemello incastonato sulla facciata a valle della porta cubica, un'iscrizione seicentesca del Vescovo Perottus, parte di sarcofagi romani con scene funebri o di gladiatori in competizione

La torre dodecagonale, dell'altezza di mt. 30,20 e perimetro di base di mt. 31,40, parte da un basamento più ampio di cm. 45-60 formato da massi molto voluminosi; in basso sono collocati i pezzi più eloquenti: una meridiana, una treccia bizantina, un fregio romano che ha il suo gemello incastonato sulla facciata a valle della porta cubica, un'iscrizione seicentesca del Vescovo Perottus, parte di sarcofagi romani con scene funebri o di gladiatori in competizione

Amelia (TR) Strada romana: via Amerina.  Questa via fu aperta nel 241-240 a.C. unendo tracciati locali ancora più antichi che collegavano Veio con Ameria attraversando tutto il territorio Falisco e toccando i suoi principali centri.

Amelia (TR) Strada romana: via Amerina. Questa via fu aperta nel 241-240 a.C. unendo tracciati locali ancora più antichi che collegavano Veio con Ameria attraversando tutto il territorio Falisco e toccando i suoi principali centri.

La Torre civica di Amelia con la sua posizione dominante, l'aspetto di maestoso monolite a se stante rispetto agli edifici vicini, la peculiarità della forma e dei vetusti; conci con cui è composta, è l'emblema della città.La sua costruzione si fa risalire all'epoca comunale, prima decade del millennio, ma non è giusto additarne la precisa data nel 1050 come espresso poco chiaramente su uno dei massi ad altezza d'occhio che compongono la parte bassa della torre.

La Torre civica di Amelia con la sua posizione dominante, l'aspetto di maestoso monolite a se stante rispetto agli edifici vicini, la peculiarità della forma e dei vetusti; conci con cui è composta, è l'emblema della città.La sua costruzione si fa risalire all'epoca comunale, prima decade del millennio, ma non è giusto additarne la precisa data nel 1050 come espresso poco chiaramente su uno dei massi ad altezza d'occhio che compongono la parte bassa della torre.

La torre comprende numerosi pezzi di riuso romani ed alto medioevali: fregi, iscrizioni, rocchi di colonna, architravi, sarcofagi, ecc. che sono casualmente incastonati nella torre.

La torre comprende numerosi pezzi di riuso romani ed alto medioevali: fregi, iscrizioni, rocchi di colonna, architravi, sarcofagi, ecc. che sono casualmente incastonati nella torre.

Mura ciclopiche di Amelia (TR)  Testimonianza di tale vetustà sono le monumentali mura poligonali (V-IV secolo a.C.), che cingono gran parte dell'abitato, unitamente a quelle romane e medievali, per circa 2 km.

Mura ciclopiche di Amelia (TR) Testimonianza di tale vetustà sono le monumentali mura poligonali (V-IV secolo a.C.), che cingono gran parte dell'abitato, unitamente a quelle romane e medievali, per circa 2 km.

Amelia (TR) via Amerina.  La strada collegava Roma al territorio amerino e fu importante arteria commerciale e di colonizzazione dell'antica Roma. La via Amerina ebbe un ruolo primario anche in un altro processo fondamentale della grande storia che contribuì alla formazione della cultura occidentale ed europea: la diffusione del Cristianesimo.

Amelia (TR) via Amerina. La strada collegava Roma al territorio amerino e fu importante arteria commerciale e di colonizzazione dell'antica Roma. La via Amerina ebbe un ruolo primario anche in un altro processo fondamentale della grande storia che contribuì alla formazione della cultura occidentale ed europea: la diffusione del Cristianesimo.

Alla sua base, si dice, abbiano inizio le vie sotterranee che conducono fuori della città (vedi gli scritti storici di Manfredo Italiano, anno 1160; Cesare Orlandi, anno 1772; Guardabassi, anno 1872; Luigi Bolli; Edilberto Rosa, anno 1914 Angelo di Tommaso, anno 1931), tuttavia nessuna traccia è emersa dalla ripulitura della base interna della torre effettuata dal Gruppo Archeologico Amerino.

Alla sua base, si dice, abbiano inizio le vie sotterranee che conducono fuori della città (vedi gli scritti storici di Manfredo Italiano, anno 1160; Cesare Orlandi, anno 1772; Guardabassi, anno 1872; Luigi Bolli; Edilberto Rosa, anno 1914 Angelo di Tommaso, anno 1931), tuttavia nessuna traccia è emersa dalla ripulitura della base interna della torre effettuata dal Gruppo Archeologico Amerino.

Mura ciclopiche di Amelia (TR)  Amelia, anticamente nota con il nome di Ameria, è una città di origini antichissime: fu certamente tra i primi centri italici. Catone, citato da Plinio, afferma che la città fu restaurata 964 anni prima della guerra dei romani contro Perseo, re di Macedonia, e quindi nel 1132 a.C.

Mura ciclopiche di Amelia (TR) Amelia, anticamente nota con il nome di Ameria, è una città di origini antichissime: fu certamente tra i primi centri italici. Catone, citato da Plinio, afferma che la città fu restaurata 964 anni prima della guerra dei romani contro Perseo, re di Macedonia, e quindi nel 1132 a.C.

In base ai saggi effettuati all'interno fino a mt. 2,20 di profondità e alla perfetta rispondenza costruttiva tra la parete interna ed esterna possiamo dire che la torre è stata costruita ex novo ed in coincidenza col sorgere del Comune, mentre la parte  più alta a conci più piccoli è di fattura duecentesca e il tratto finale in mattoni del '700.

In base ai saggi effettuati all'interno fino a mt. 2,20 di profondità e alla perfetta rispondenza costruttiva tra la parete interna ed esterna possiamo dire che la torre è stata costruita ex novo ed in coincidenza col sorgere del Comune, mentre la parte più alta a conci più piccoli è di fattura duecentesca e il tratto finale in mattoni del '700.

Nella seconda parte i conci di minore dimensione danno origine ad una tripla cornice a dente di sega molto rudimentale da cui si alza il primo ordine di trifore cieche, subito sopra vi è il secondo ordine cieco di trifore e bifore alternate, al di sopra su una cornice di coronamento si stacca l'ordine dei riquadri ciechi alternati alle arcate in mattoni su cui sono installate le quattro campane: la campana maggiore sud, la mezzana, quella del Capitolo e quella dei rinterzi.

Nella seconda parte i conci di minore dimensione danno origine ad una tripla cornice a dente di sega molto rudimentale da cui si alza il primo ordine di trifore cieche, subito sopra vi è il secondo ordine cieco di trifore e bifore alternate, al di sopra su una cornice di coronamento si stacca l'ordine dei riquadri ciechi alternati alle arcate in mattoni su cui sono installate le quattro campane: la campana maggiore sud, la mezzana, quella del Capitolo e quella dei rinterzi.


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