ARTE NEOLITICA

Il Neolitico, periodo compreso tra 10.000 e 6.000 anni fa, analizzato dl punto di vista artistico.
11 Pin19 Follower
Vaso Dimini; fine IV millennio a.C., tardo Neolitico (5300-4800 a.C.); ceramica dipinta; sito archeologico Dimini, Tessaglia, Grecia; Museo Archeologico Nazionale, Atene. Le linee orizzontali alla base del vaso, quasi perfettamente diritte, testimoniano l'utilizzo del tornio. Il vaso Dimini rappresenta un esempio di arte astratta: i motivi decorativi non trovano alcuna corrispondenza nella realtà sensoriale.

Vaso Dimini; fine IV millennio a.C., tardo Neolitico (5300-4800 a.C.); ceramica dipinta; sito archeologico Dimini, Tessaglia, Grecia; Museo Archeologico Nazionale, Atene. Le linee orizzontali alla base del vaso, quasi perfettamente diritte, testimoniano l'utilizzo del tornio. Il vaso Dimini rappresenta un esempio di arte astratta: i motivi decorativi non trovano alcuna corrispondenza nella realtà sensoriale.

Figura femminile seduta della cultura di Karanovo; seconda meta del VI millennio a.C., Neolitico; terracotta incisa; Pazardzik, Bulgaria; Museo di Storia Naturale (Naturhistorisches Museum), Vienna.

Figura femminile seduta della cultura di Karanovo; seconda meta del VI millennio a.C., Neolitico; terracotta incisa; Pazardzik, Bulgaria; Museo di Storia Naturale (Naturhistorisches Museum), Vienna.

Altare di Monte d'Accoddi. Si tratta di un santuario situato nel comune di Sassari e risalente al Neolitico medio (5.800-5.300 a.C.). Il nome "akkoddi" si pensa derivi dal sardo arcaico "Kodi", che significava "monte". La struttura riportata in fotografia assume le caratteristiche dello ziqqurath mesopotamico e le pietre circolari presenti nel sito, di cui una si trova a destra dell'altare, si ipotizza simboleggiassero il Sole o la Luna.

Altare di Monte d'Accoddi. Si tratta di un santuario situato nel comune di Sassari e risalente al Neolitico medio (5.800-5.300 a.C.). Il nome "akkoddi" si pensa derivi dal sardo arcaico "Kodi", che significava "monte". La struttura riportata in fotografia assume le caratteristiche dello ziqqurath mesopotamico e le pietre circolari presenti nel sito, di cui una si trova a destra dell'altare, si ipotizza simboleggiassero il Sole o la Luna.

Carro solare;  XIV sec. a.C., Età del Bronzo; bronzo e oro lavorato a sbalzo; Trundholm, Danimarca; National Museum, Copenhagen. Considerare anche la fonte: http://www.artribune.com/2012/11/il-bronzo-ieri-e-oggi/the-chariot-of-the-sun-trundholm-zealand-early-bronze-age-14th-century-bce-bronze-and-gold-95-x-60-x-25-cm-national-museum-copenhagen-photo-roberto-fortuna-kira-ursem-the-national-museum-of-d/

Carro solare; XIV sec. a.C., Età del Bronzo; bronzo e oro lavorato a sbalzo; Trundholm, Danimarca; National Museum, Copenhagen. Considerare anche la fonte: http://www.artribune.com/2012/11/il-bronzo-ieri-e-oggi/the-chariot-of-the-sun-trundholm-zealand-early-bronze-age-14th-century-bce-bronze-and-gold-95-x-60-x-25-cm-national-museum-copenhagen-photo-roberto-fortuna-kira-ursem-the-national-museum-of-d/

Bicchiere di Susa; fine V millennio a.C., tardo Neolitico (5300-4800 a.C.); ceramica; tomba di Susa, attuale Iran; Musée du Louvre, Parigi. Il bicchiere, trovato in una tomba nel sito archeologico di Susa, presenta figure fortemente stilizzate. L'arte stilizzata è propria del Neolitico e distingue questo periodo dal precedente Paleolitico (2 milioni-12.000 anni fa), le cui opere sono, invece, caratterizzate da naturalismo.

Bicchiere di Susa; fine V millennio a.C., tardo Neolitico (5300-4800 a.C.); ceramica; tomba di Susa, attuale Iran; Musée du Louvre, Parigi. Il bicchiere, trovato in una tomba nel sito archeologico di Susa, presenta figure fortemente stilizzate. L'arte stilizzata è propria del Neolitico e distingue questo periodo dal precedente Paleolitico (2 milioni-12.000 anni fa), le cui opere sono, invece, caratterizzate da naturalismo.

Sito archeologico di Dimini, in Tessaglia Scoperto alla fine del XIX secolo, fu scavato per la prima volta dagli archeologi greci Christos Tsountas e Valerios Stais.

Sito archeologico di Dimini, in Tessaglia Scoperto alla fine del XIX secolo, fu scavato per la prima volta dagli archeologi greci Christos Tsountas e Valerios Stais.

Teschi integrati con stucco; 9.500-9.000 anni fa circa, Neolitico preceramico (6.800-6.500 a.C.); teschi umani integrati con stucco; Damasco, Siria. I teschi furono ritrovati nei pressi della città di Damasco, in Siria. Essi sono un'importante testimonianza dell'introduzione, in questa fase del Neolitico, del culto del defunto, il cui volto, dopo la decomposizione, veniva integrato con stucco in modo da ricostruire le fattezza del morto.

Teschi integrati con stucco; 9.500-9.000 anni fa circa, Neolitico preceramico (6.800-6.500 a.C.); teschi umani integrati con stucco; Damasco, Siria. I teschi furono ritrovati nei pressi della città di Damasco, in Siria. Essi sono un'importante testimonianza dell'introduzione, in questa fase del Neolitico, del culto del defunto, il cui volto, dopo la decomposizione, veniva integrato con stucco in modo da ricostruire le fattezza del morto.

Idolo della Dea Madre; V millennio a.C., Neolitico tardo (5.300-4.800); ceramica mal cotta; Vicofertile, provincia di Parma, Italia. L'idolo, rappresentate la Dea Madre, fu ritrovato nel marzo 2006 a Vicofertile, in provincia di Parma.

Idolo della Dea Madre; V millennio a.C., Neolitico tardo (5.300-4.800); ceramica mal cotta; Vicofertile, provincia di Parma, Italia. L'idolo, rappresentate la Dea Madre, fu ritrovato nel marzo 2006 a Vicofertile, in provincia di Parma.

Figure in stucco; 9.000 anni fa circa, Neolitico preceramico (6800-6500 a.C.); stucco; Ain Ghazal, Giordania; Museo Archeologico, Amman, Giordania. La funzione di queste figure era, probabilmente, quella di affiancare il defunto nella sepoltura. Esse presentano volti espressivi, per quanto stilizzati, e la forma del cranio fa pensare al fatto che possedessero in origine un copricapo o una parrucca di paglia.

Figure in stucco; 9.000 anni fa circa, Neolitico preceramico (6800-6500 a.C.); stucco; Ain Ghazal, Giordania; Museo Archeologico, Amman, Giordania. La funzione di queste figure era, probabilmente, quella di affiancare il defunto nella sepoltura. Esse presentano volti espressivi, per quanto stilizzati, e la forma del cranio fa pensare al fatto che possedessero in origine un copricapo o una parrucca di paglia.

Il sito di Stonehenge (Wiltshire, Inghilterra) risale al III-II millennio a.C., Neolitoco finale. Esso è costituito da una serie di pietre, dette megaliti, riportate in posizione verticale durante le opere di restauro, e posizionate a formare un insieme circolare. La collocazione delle pietre non era casuale, ma profondamente legata ai punti cardinali. Si trattava, originariamente, di una necropoli. Il culto domestico dei defunti è stato abbandonato e sorgono vere e proprie città dei morti.

Il sito di Stonehenge (Wiltshire, Inghilterra) risale al III-II millennio a.C., Neolitoco finale. Esso è costituito da una serie di pietre, dette megaliti, riportate in posizione verticale durante le opere di restauro, e posizionate a formare un insieme circolare. La collocazione delle pietre non era casuale, ma profondamente legata ai punti cardinali. Si trattava, originariamente, di una necropoli. Il culto domestico dei defunti è stato abbandonato e sorgono vere e proprie città dei morti.

Pinterest
Cerca