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Noemi Pezzini (sessione di laboratorio) Foto di Enrico Sfiligoi Postproduzione di Federica Carteri

Noemi Pezzini (sessione di laboratorio) Foto di Enrico Sfiligoi Postproduzione di Federica Carteri

Federica Carteri e  Noemi Pezzini (sessione di laboratorio) Foto di Enrico Sfiligoi Postproduzione di Federica Carteri

Federica Carteri e Noemi Pezzini (sessione di laboratorio) Foto di Enrico Sfiligoi Postproduzione di Federica Carteri

Federica Carteri e Noemi Pezzini (sessione di laboratorio) Foto di Enrico Sfiligoi Postproduzione di Federica Carteri

Federica Carteri e Noemi Pezzini (sessione di laboratorio) Foto di Enrico Sfiligoi Postproduzione di Federica Carteri

Noemi Pezzini (sessione di laboratorio) Foto di Enrico Sfiligoi Postproduzione di Federica Carteri

Noemi Pezzini (sessione di laboratorio) Foto di Enrico Sfiligoi Postproduzione di Federica Carteri

La percezione che un attore ha di se stesso quando è in scena è spesso molto diversa da quella del pubblico. L’attore non dovrebbe mai giudicarsi, nel bene e nel male, questo compito spetta al regista. Il lavoro non è mai sbagliato… dire che non trasmette nulla è come dire che è perfetto: non è possibile. Piuttosto può capitare che un’azione o una sequenza o una scena sia poco interessante. Bisogna continuare a lavorare finché diventa interessante.

La percezione che un attore ha di se stesso quando è in scena è spesso molto diversa da quella del pubblico. L’attore non dovrebbe mai giudicarsi, nel bene e nel male, questo compito spetta al regista. Il lavoro non è mai sbagliato… dire che non trasmette nulla è come dire che è perfetto: non è possibile. Piuttosto può capitare che un’azione o una sequenza o una scena sia poco interessante. Bisogna continuare a lavorare finché diventa interessante.

Nella fase laboratoriale di improvvisazione l’attore lavora sulle indicazioni del regista in totale fiducia, anche e soprattutto quando il testo non è noto. Nel lavoro di trascendenza dell’attore dal proprio corpo, il ragista e l’attore spesso devono essere reciprocamente ed emozionalmente aperti l’uno verso l’altro.  Se non ti fidi del regista, faresti meglio a lasciare il progetto.

Nella fase laboratoriale di improvvisazione l’attore lavora sulle indicazioni del regista in totale fiducia, anche e soprattutto quando il testo non è noto. Nel lavoro di trascendenza dell’attore dal proprio corpo, il ragista e l’attore spesso devono essere reciprocamente ed emozionalmente aperti l’uno verso l’altro. Se non ti fidi del regista, faresti meglio a lasciare il progetto.

Allestimento spettacolo "Estate 1980" (agosto 2015) al Castello Scaligero

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Lavoro di espressione corporea e improvvisazione con oggetti: lampada.

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Lavoro di espressione corporea e improvvisazione con oggetti: corda e coltello.

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Laboratorio-corpo: sessione di contact improvisation

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